Una scommessa? Solo una scommessa? È questo ciò che valgo per lui?
Le domande si accavallavano nella mia testa come onde impazzite, ma cercai con tutte le mie forze di scacciarle. Shawn aveva gli occhi chiusi e il respiro pesante. Sembrava trattenere le lacrime. Gli andai vicino, fredda, distante, e con voce spezzata gli chiesi:
«Perché? Perché hai scommesso su di me? Dopo il bacio... cosa pensavi sarebbe successo, eh?»
«Non so se conosci Paul... o se hai mai sentito parlare di lui.» mormorò abbassando lo sguardo.
«Paul? Quello che una volta ha cercato di baciare Giuly?»
«Sì, proprio lui.»
«Cosa c'entra adesso Paul?»
«Mi ha detto che, se fossi riuscito ad andare oltre un semplice bacio, se ti avessi conquistata completamente... mi avrebbe fatto entrare nel suo stupido "Club dei Ragazzi Popolari."»
Fece le virgolette con le dita, con un tono amaro e vergognoso.
«Tutto questo per un club di merda?! Per diventare il migliore amico di Paul?!» urlai con le lacrime agli occhi.
Lui annuì piano, senza nemmeno osare guardarmi.
«Oh, fanculo Shawn.»
Mi voltai e iniziai a camminare verso casa. L'aria era pungente e il vento mi scompigliava i capelli, ma non mi importava. Volevo solo sparire. Ad un tratto, sentii una mano stringere il mio polso. Era ancora lui.
«Vieni, ti accompagno a casa.» disse con voce rotta.
Non risposi. Lo seguii fino all'auto. Il tragitto fu silenzioso, carico di parole mai dette. Arrivati davanti a casa, aprii lo sportello, ma prima di scendere lui mi afferrò la mano.
«Aspetta! Scusami davvero, Madison. So che ti senti tradita... ma ti prego di perdonarmi.»
«Non voglio più vederti. Adesso lasciami.» sussurrai fredda.
Mollò la presa. Prima di scendere aggiunsi:
«Domani, riportami le mie cose.»
Chiusi la portiera alle mie spalle, realizzando solo in quel momento quanto fossi vicina alla casa dei miei genitori. Anche se non era la casa dove ero cresciuta, racchiudeva comunque mille ricordi. Entrai. Era perfettamente ordinata, proprio come piaceva a mamma. Mi sedetti sul divano, abbracciata dalle ombre e dal silenzio. Mi sentivo vuota, stupida per aver creduto in lui. Mi mancava mia madre. Se fosse stata viva, non mi avrebbe mai permesso di soffrire così per un ragazzo.
Quanto sono stata ingenua...
Mi trascinai in camera, indossai il pigiama pesante e mi buttai sul letto. Abbracciai il cuscino e, coprendomi completamente, chiusi gli occhi.
La mattina dopo, la sveglia non fu una sveglia. Fu il cellulare a squillare, insistente. Lo presi assonnata e risposi.
«Mh... cosa vuoi a quest'ora, tu?» mormorai con la voce impastata.
«Buongiorno anche a te.» disse Cameron ironico. «Solo per ricordarti che oggi Swami parte e vorrebbe passare la mattinata con te.»
Merda. Me n'ero completamente dimenticata.
«Hai ragione. Mi sono scordata. Mi cambio e arrivo.» risposi in fretta, chiudendo la chiamata.
Mi passai le mani tra i capelli e scesi dal letto. Non avevo nemmeno fame. Mi lavai il viso, mi vestii al volo e mi incamminai verso casa di Cameron. L'aria era fredda e il cielo grigio minacciava pioggia.
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~𝙼𝚒 𝚑𝚊𝚒 𝚛𝚞𝚋𝚊𝚝𝚘 𝚒𝚕 𝚌𝚞𝚘𝚛𝚎~ 𝙲𝚊𝚖𝚎𝚛𝚘𝚗 𝙳𝚊𝚕𝚕𝚊𝚜
Fanfiction⚠️TUTTI I DIRITTI RISERVATI⚠️ Il rumore dei tacchi sul pavimento del corridoio era l'unico suono che accompagnava Madison Rose mentre si allontanava da quel luogo che le aveva rubato un pezzo di vita. Il cancello del collegio si chiuse alle sue spal...
