Davanti a me e Cameron c'erano Jason e Giuly che giravano nervosamente per la stanza. Sembravano impazienti di dirci qualcosa, ma incapaci di trovare le parole giuste.
«Dai ragazzi, non sarà mica così difficile parlare.» disse Cameron, rompendo il silenzio.
«Parlo io?» chiese Jason, lanciando uno sguardo a Giuly. Lei annuì e si sedette, pronta a lasciargli la parola.
«Madison, mi rivolgo più a te perché conosci Giuly da tempo. Hai notato che ultimamente è sempre assente, distratta?»
«Sì, in effetti la vedo solo a scuola...» dissi, riflettendoci.
«Ecco, c'è un motivo per tutto questo. E... quel motivo sono io.»
«Tu?!» esclamammo io e Cameron all'unisono.
«Sì... Io e Giuly abbiamo iniziato a frequentarci di nascosto. Un pomeriggio lei è venuta al bar e... per me è stato un colpo di fulmine. Mi sono innamorato subito. Dopo un po' ci siamo messi insieme.»
Lo disse tutto d'un fiato, come se non vedesse l'ora di liberarsi da quel peso.
Rimasi scioccata quanto Cameron.
«Da quanto state insieme?» chiese Cameron, ancora incredulo.
«Tre settimane ormai.» rispose finalmente Giuly, rompendo il silenzio.
Li guardai per un momento, poi sorrisi. Potevo capirli: due ragazzi innamorati, come me e Cameron. Mi buttai tra le braccia di mio fratello e dissi:
«Sono tanto contenta per te, fratellone. Ma falle del male e ti spezzo le gambe.»
Lui scoppiò a ridere, stringendomi forte. Poi mi voltai verso Giuly, che era ancora seduta. Le presi le mani e la feci alzare, abbracciandola con forza.
«Ti auguro il meglio, cognata mia!» scherzai. Lei rise e ricambiò l'abbraccio.
«Adesso però, se volete scusarci... andiamo in camera a studiare.» disse Jason, prendendo Giuly per mano e trascinandola al piano superiore.
Appena mi risedevo accanto a Cameron, sentimmo suonare il campanello.
«Chi sarà a quest'ora?» mormorai, andando ad aprire.
Davanti a me c'era il postino, completamente bagnato.
«Salve, devo consegnare questa busta a lei. Mi firma qui, per favore?» disse indicandomi un modulo.
Firmai velocemente, presi la busta e chiusi la porta. Tornai da Cameron con l'oggetto misterioso in mano.
«Amore, chi era?» mi chiese lui, curioso.
«Il postino. Mi ha consegnato questa.» dissi, mostrandogliela.
«Aprila, no?»
Iniziai a scartarla con cura. Quando tirai fuori il contenuto, rimasi senza parole: erano due biglietti per il concerto di Ultimo del giorno dopo a Milano.
Mi si fermò il respiro.
Ultimo... nessuno sapeva quanto le sue canzoni fossero importanti per me. Non ne parlavo mai, per paura di essere giudicata. Ma ogni volta che mi sentivo persa, bastava ascoltarlo per sentirmi a casa. La sua musica mi raccontava meglio di quanto riuscissi a fare io stessa. Lui era il mio rifugio.
«Io... io non ho mai ordinato questi...» balbettai, stringendo i biglietti tra le dita.
«Ma io sì, amore mio.» disse Cameron con dolcezza. «Volevo farti questa sorpresa da un po'. Quando ho visto la tua stanza piena di quadri e poster di Ultimo, ho capito quanto significasse per te. Non ho esitato un secondo a prenderli.»
Lo fissai incredula. Non solo mi conosceva, ma aveva fatto qualcosa che nessun altro avrebbe mai pensato di fare per me. Gli saltai addosso, riempiendolo di baci.
«Grazie, piccolo mio... Non ti potrò mai ringraziare abbastanza. Mi hai resa felice come nessun altro.»
«Ma lo sai che tra poche ore abbiamo il volo per Milano?» disse con un sorrisetto.
«Cosa?! Tra poco?! Devo preparare la valigia!» mi alzai di scatto correndo al piano di sopra.
«Aspetta! Ti aiuto anche io, così facciamo prima.» rise Cameron, seguendomi a ruota.
Dopo circa mezz'ora, tra valigie e confusione, avevamo finito tutto. Per fortuna Cameron si era ripreso abbastanza, grazie alle medicine che gli avevo fatto prendere con la forza.
«Posso entrare?» chiese una vocina alla porta. Era Violet.
«Sì, certo! Vieni qui» risposi indicandole il letto.
«Come sai, io e Cameron adesso andremo via per due giorni. Ma ti prometto che, al nostro ritorno, staremo tutti insieme.» la rassicurai.
«Starai con Jason e Giuly. Ti assicuro che sono di ottima compagnia.» disse Cameron con tono sarcastico.
Gli diedi un colpo sul braccio e lui fece una smorfia.
«Non badare a lui. Starai anche con Olga e lei non ti lascerà mai da sola.» la abbracciai.
«Vi voglio bene.» disse Violet, stringendoci entrambi.
«Anche noi.» rispondemmo in coro.
«È ora di andare!» esclamarono Jason e Giuly entrando nella stanza.
«Voi?! Sapevate tutto?» domandai confusa.
«Certo. Altrimenti Cameron non avrebbe combinato niente da solo!» rise Jason, prendendolo in giro.
Cameron lo fulminò con lo sguardo. Poi salutammo tutti, compresa Olga, che rimase sconvolta quando le dicemmo che stavamo partendo.
Salimmo in macchina e ci dirigemmo verso l'aeroporto.
Il viaggio fu esilarante grazie alle battute e prese in giro di Cameron. Non smetteva mai di farmi ridere.
Arrivati all'aeroporto, attendemmo il nostro volo.
«Si avvisano i gentili passeggeri che il volo per San Diego–Milano sta per partire» annunciò una voce metallica.
Ci precipitammo sull'aereo e, una volta a bordo, il volo decollò.
Dopo circa 15 ore, atterrammo finalmente a Milano. Eravamo stanchi morti. Cameron guidò fino all'hotel che aveva prenotato e, una volta arrivati, si fece consegnare le chiavi della nostra stanza.
Quando entrai, rimasi colpita: la camera era davvero bella. All'ingresso c'erano dei divanetti con un grande televisore appeso al muro, un bagno moderno e luminoso e infine la camera da letto, dove io e Cameron avremmo condiviso lo stesso letto.
Mi sentii improvvisamente agitata. Era la prima volta che dormivo con un ragazzo e non potei nascondere la mia tensione. Cameron se ne accorse subito.
«Ehi piccola, che succede?» mi domandò, avvicinandosi. Mi sollevò il viso con delicatezza per cercare i miei occhi.
«Niente di cui preoccuparsi.» cercai di rassicurarlo, nascondendo le vere emozioni.
«Anzi... ti ringrazio per tutto questo.» dissi guardandomi attorno con un sorriso.
«Madison, tu non devi ringraziarmi per niente. Questo è solo il minimo di quello che farei per te.» rispose con dolcezza.
Mi avvicinai e lo baciai.
«Vado a fare una doccia e poi vengo a dormire anch'io.» dissi, prendendo il mio pigiama.
Feci una doccia calda e rilassante, poi indossai il mio pigiama preferito. Dopo aver sistemato la valigia, mi infilai sotto le coperte.
E lì, tra le braccia di Cameron, sentii qualcosa di nuovo, ma incredibilmente familiare. Qualcosa che non provavo da tanto tempo: la felicità. Quella vera.
||SPAZIO AUTRICE||
Ciao a tutti!❤️
Vorrei dirvi che la storia sta per giungere al termine.😢
Ma intanto ecco un nuovo capitolo, lasciate una stellina se vi piace.
Al prossimo aggiornamento.😘
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~𝙼𝚒 𝚑𝚊𝚒 𝚛𝚞𝚋𝚊𝚝𝚘 𝚒𝚕 𝚌𝚞𝚘𝚛𝚎~ 𝙲𝚊𝚖𝚎𝚛𝚘𝚗 𝙳𝚊𝚕𝚕𝚊𝚜
Фанфикшн⚠️TUTTI I DIRITTI RISERVATI⚠️ Il rumore dei tacchi sul pavimento del corridoio era l'unico suono che accompagnava Madison Rose mentre si allontanava da quel luogo che le aveva rubato un pezzo di vita. Il cancello del collegio si chiuse alle sue spal...
