L'ansia.
È come un vuoto che si apre dentro di me, senza preavviso. A volte vorrei solo riuscire a tenerla sotto controllo, dominarla... ma è lei a dominare me. Mi stringe la gola, mi annebbia i pensieri, e poi mi lascia lì, impotente.
Proprio come adesso.
Sono a casa di Cameron, nella sua stanza, seduta sul bordo del letto, in attesa che lui parli. Ma tace. E più tace, più sento crescere il battito nel petto. A quanto pare gli piace farmi aspettare, e io inizio a non respirare più.
Finalmente si siede accanto a me e rompe il silenzio:
«Madison... ora che lavori qui... cioè, per Swami... insomma, ci siamo capiti. Non sarebbe meglio se venissi a vivere qui, almeno finché i miei zii non tornano?»
Lo guardai scioccata, come se avesse appena detto di voler rapinare una banca.
«Stai scherzando, vero?» domandai alzando il tono. «No, non posso. È un'assurdità. Io vivo con il mio ragazzo! Non la prenderebbe bene, e tu sai com'è fatto Shawn.»
Mi sedetti accanto a lui, cercando di mantenere la calma, anche se dentro mi stavo agitando più che mai.
«Lo sto facendo per Swami.» disse lui, cercando di sembrare razionale. «Da domani iniziano le vacanze natalizie e sarò da solo con lei. Magari potevi approfittarne, visto che non abbiamo scuola.»
«Cameron... Shawn è da solo, come pensi che potrebbe prendere questa cosa?» replicai, cercando di fargli capire.
La sua risposta fu un pugno nello stomaco.
«Non me ne importa niente di Shawn, cazzo! Smettila di parlare sempre di lui, mi hai stufato, sai?» si alzò, posizionandosi di fronte a me con lo sguardo infuocato. «Fai ciò che vuoi. Vattene. Non ti obbligherò a restare se non vuoi. Ma sappi che un giorno verrai a chiedermi aiuto... e io non ci sarò più.»
Urlò. E proprio in quel momento, la porta si aprì di scatto.
Swami entrò in lacrime, stringendo il suo peluche.
«Piccola... che ti prende?» domandai, andandole incontro.
Mi abbracciò subito, tremante.
«Voi... stavate litigando, vero?» chiese tra i singhiozzi.
«Non è niente, davvero...» cercai di rassicurarla. Cameron la prese con delicatezza, sedendola sul letto accanto a lui.
«Ma io vi ho sentito! Stavate urlando!» insistette la bambina.
«Stavamo solo discutendo, Swami... ora va meglio però, vero Madison?» disse Cameron, lanciandomi un'occhiata che sembrava più una minaccia che una richiesta.
Annuii lentamente, forzando un sorriso. «Sì, tutto risolto. Promesso.»
«Io vado a preparare qualcosa da mangiare. Ci vediamo dopo.» Lasciai la stanza, ancora con il cuore che batteva troppo in fretta.
POV CAMERON
Madison uscì dalla stanza, lasciandomi solo con Swami. Cercai di calmarmi.
«Cam...» mi chiamò dolcemente la bambina.
«Dimmi, piccola.»
«Ma tu vuoi bene a Madison?»
Sorrisi. Troppo sveglia per avere solo quattro anni.
«Cosa te lo fa pensare?» domandai cercando di sembrare neutrale.
«Il modo in cui la guardi. Anche a me succedeva... Un giorno ho chiesto alla maestra perché un bimbo mi guardava sempre. Lei mi ha detto che gli piacevo. E sai come l'ha capito? Dallo sguardo. Diceva che era uno sguardo innamorato.»
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~𝙼𝚒 𝚑𝚊𝚒 𝚛𝚞𝚋𝚊𝚝𝚘 𝚒𝚕 𝚌𝚞𝚘𝚛𝚎~ 𝙲𝚊𝚖𝚎𝚛𝚘𝚗 𝙳𝚊𝚕𝚕𝚊𝚜
Fanfiction⚠️TUTTI I DIRITTI RISERVATI⚠️ Il rumore dei tacchi sul pavimento del corridoio era l'unico suono che accompagnava Madison Rose mentre si allontanava da quel luogo che le aveva rubato un pezzo di vita. Il cancello del collegio si chiuse alle sue spal...
