Ci allontanammo entrambi, senza fiato.
Non potevo crederci: quel ragazzo arrogante, scontroso e sicuro di sé, mi aveva appena baciata.
Si avvicinò di nuovo, con gli occhi pieni di emozione.
«Madison... tu mi fai sentire bene.»
Disse Cameron, prendendomi il viso tra le mani.
«Insomma... tu... mi piaci.»
Non lo lasciai finire.
Presi il suo volto tra le mani e lo avvicinai di più a me, finché le nostre labbra si incontrarono ancora una volta.
Assieme cademmo sul vecchio divano della capanna e, tra sguardi silenziosi e baci carichi di tutto ciò che non eravamo riusciti a dirci, ci addormentammo abbracciati, cullati dal calore della stufa e da quella strana pace che non avevo mai sentito prima.
La mattina seguente, dopo esserci sistemati, ci rimettemmo in cammino per cercare la macchina e tornare a casa.
Nessuno dei due, però, ebbe il coraggio di parlare di ciò che era accaduto la sera prima. Il silenzio ci accompagnò mentre lasciavamo la capanna alle nostre spalle.
«Se seguiamo questa strada, raggiungiamo la macchina.»
Disse Cameron, indicando un sentiero poco più avanti.
«Semplice, eh! Ancora mi chiedo come abbiamo fatto a perderci ieri sera!»
Esclamai, ridendo.
«Non capivamo niente... eravamo solo molto stanchi.»
Rispose lui con un sorriso stanco.
Camminammo ancora per qualche minuto, finché Cameron si fermò di colpo.
«Madison, io vorrei parlare di quello che è successo ieri sera...»
Distolsi subito lo sguardo, cercando qualcosa da osservare, qualsiasi cosa che non fossero i suoi occhi.
«Sì... piacerebbe anche a me...»
Iniziai, ma in lontananza vidi un trattore che si avvicinava lentamente nella nostra direzione.
«Ma... non sarà possibile adesso.»
Dissi indicando il mezzo.
«Figurati...»
Mormorò Cameron, sbuffando.
Il trattore si fermò proprio accanto a noi. A guidarlo era la stessa signora del giorno prima.
«Ragazzi! Ma dove siete finiti?»
Chiese con un'espressione divertita.
«Noi...»
Cercai di rispondere.
«Siamo usciti a fare una passeggiata.»
Intervenne subito Cameron, salvandomi dall'imbarazzo.
«Sì, ieri era buio e abbiamo raccolto poco. Così abbiamo deciso di continuare questa mattina, con la luce del sole.»
Aggiunsi in fretta.
«Ah, che bello. Avete fatto bene!»
Replicò la signora, accennando un sorriso.
«Dai, salite. Vi accompagno alla macchina.»
«Andiamo.»
Disse Cameron, porgendomi la mano per aiutarmi a salire.
Dopo aver salutato e ringraziato tutti, tornammo finalmente alla nostra auto e ci mettemmo in viaggio verso casa.
Dopo alcune ore, ci ritrovammo davanti al mio appartamento.
«È stato bello passare un giorno con te.»
Disse Cameron, guardandomi con dolcezza.
«Grazie mille per tutto. Non mi aspettavo che saresti venuto fin là a cercarmi.»
Sorrisi scherzando.
«Voglio darti una cosa prima di andare.»
Prese una piccola busta dal sedile posteriore e me la porse.
«Aprila quando sarai a casa.»
Gli diedi un bacio sulla guancia, lo ringraziai e, dopo aver preso tutte le mie borse, scesi dalla macchina ed entrai in casa.
Salii in camera, posai tutto sul pavimento e mi buttai sul letto.
Ero felice.
Quel giorno mi aveva fatto bene.
Con Cameron ero riuscita a staccare la mente da tutto il dolore, da tutte le cose irrisolte.
E Shawn?
Beh... non lo sentivo più dal giorno in cui avevo scoperto che per lui ero stata solo una scommessa.
Meglio così.
Ho finalmente capito che non è lui il ragazzo che merita di starmi accanto.
Da oggi voglio voltare pagina.
Voglio dedicarmi a me stessa, divertirmi, uscire con le mie amiche, studiare, fare ciò che mi rende felice.
Sono stanca di essere sempre quella che soffre, quella che viene dimenticata.
Ho affrontato il collegio, la solitudine, la perdita dei miei genitori... e ora basta.
Devo rinascere.
Pensai anche ai miei fratelli...
Jason non lo vedevo da giorni, l'ultima volta era quando andammo insieme a prendere Swami.
E Violet... non la vedevo dal funerale. Era a pezzi quel giorno.
Ma ora non voglio più vivere nel passato.
È il momento di iniziare a scrivere un nuovo capitolo.
Mi alzai dal letto e ricordai il pacchetto che mi aveva dato Cameron.
Andai a sedermi alla scrivania, sciolsi il fiocco e aprii la scatolina.
All'interno c'era una collana meravigliosa, con inciso:
«Non smettere mai di fare ciò che ti rende felice. Insegui i tuoi sogni. Io ti sosterrò sempre.
– Cameron»
La presi tra le mani, la indossai davanti allo specchio e sorrisi.
Aveva ragione.
Dovevo inseguire ciò che mi faceva sentire viva.
Cantare.
La musica è sempre stata il mio rifugio.
Così presi carta e penna e iniziai a scrivere la mia prima canzone.
Dopo ore di scrittura, ero ancora lì, persa tra pensieri e melodie.
I ricordi con Cameron tornavano a galla, tutti.
Dal nostro primo incontro in strada, quando era solo uno stronzo...
Al giorno in cui mi sfidò dicendo che non sapevo cantare.
Eppure, c'era qualcosa in lui che mi attraeva.
Qualcosa che non riuscivo a spiegare.
Fu il suono insistente del campanello a riportarmi alla realtà.
Mi ero addormentata e non me ne ero nemmeno accorta.
Scesi e aprii la porta.
Davanti a me c'erano Jason e Violet, con tante valigie attorno.
«Sorpresa!»
Esclamarono insieme.
«Ma voi... cosa ci fate qui?»
Dissi, felice.
«Siamo tornati a casa. Ci mancavi tanto.»
Disse subito Violet, correndomi incontro per abbracciarmi.
Entrammo e li aiutai a sistemare i bagagli. Poi ci sedemmo tutti insieme sul divano.
«Resterete qui ormai, vero?»
Domandai a Jason con una punta di speranza.
«Certo. Finisco l'ultimo anno di scuola e poi continuo a lavorare al bar.»
«Io invece continuo a studiare e inizierò lezioni di pianoforte. Jason me l'ha promesso!»
Disse Violet entusiasta.
«Sono davvero contenta che siate tornati.»
Li abbracciai entrambi.
«Ma tu... non stavi da Shawn?»
Chiese Jason, guardandomi con aria interrogativa.
«Per vari problemi, ho deciso di lasciarlo e tornare qui.»
Risposi, sperando che non approfondisse.
«Guardiamo un film?»
Propose Violet.
«Ottima idea! Io e Jason scegliamo il film. Tu vai a prendere le patatine in cucina.»
Le dissi sorridendo.
Ma quando tornò, non era sola. Accanto a lei c'era Cameron.
– Da dove era entrato questo?! –
Pensai.
«Ciao a entrambi. Disturbo?»
Chiese entrando in soggiorno.
«No, niente affatto. Unisciti a noi, Cameron!»
Disse Jason con una pacca sulla spalla.
Io lo fissai senza dire una parola.
Ero ancora incredula per ciò che era successo tra noi.
Così decisi di rimanere in silenzio.
Almeno per quella sera.
||SPAZIO AUTRICE||
Ciao!
Cosa ne pensate di questo capitolo?
Se vi va lasciate una stellina!
Al prossimo aggiornamento.😘
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~𝙼𝚒 𝚑𝚊𝚒 𝚛𝚞𝚋𝚊𝚝𝚘 𝚒𝚕 𝚌𝚞𝚘𝚛𝚎~ 𝙲𝚊𝚖𝚎𝚛𝚘𝚗 𝙳𝚊𝚕𝚕𝚊𝚜
Fiksi Penggemar⚠️TUTTI I DIRITTI RISERVATI⚠️ Il rumore dei tacchi sul pavimento del corridoio era l'unico suono che accompagnava Madison Rose mentre si allontanava da quel luogo che le aveva rubato un pezzo di vita. Il cancello del collegio si chiuse alle sue spal...
