Capitolo 15

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Mi ritrovai davanti Cameron, senza maglietta, tutto sudato e con una goccia di sangue che gli colava dall'angolo del labbro. Aveva lo sguardo duro, come sempre, ma stavolta sembrava anche più stanco. Più umano.

«Cosa vuoi?» mi domandò subito, con voce fredda e tagliente.

«Io... sono passata per vedere come stavi. Ma ho notato che sei messo tanto male.» risposi titubante, osservando i segni evidenti di una rissa recente.

«Sì, ma lascia perdere. Torna a casa. Io sto bene.» replicò cercando di chiudermi la porta in faccia.

Ma non fece in tempo. Con uno scatto rapido, bloccai la porta con il piede.

«Posso entrare per aiutarti?» chiesi, guardandolo con una nota di sfida negli occhi.

Mi fissò per un istante, poi sospirò.

«Entri solo se non dici neanche una parola.»

«Sì, d'accordo.»

Mi fece cenno di entrare e richiuse la porta dietro di me. Lo vidi salire le scale e, non sapendo bene che fare, decisi di seguirlo in silenzio. Entrò nel bagno, poi si girò verso di me e mi fece un cenno.

«Entra con me. Voglio che mi aiuti a disinfettare le ferite.»

Rimasi per un attimo sorpresa. Cameron che chiedeva aiuto? Sembrava quasi una scena surreale.

«Va bene. Appoggiati qui, dai.» — gli dissi indicando il lavandino.

Presi del cotone e versai il disinfettante. Appena glielo passai sul labbro, sussultò.

«Come mai sei qui da me, e non hai aiutato il tuo fidanzatino Shawn?» chiese con tono provocatorio.

«Perché mi ha detto che avrebbe fatto da solo. E poi smettila, non siamo fidanzati» risposi irritata, cercando di restare concentrata sul cerotto che stavo per applicargli.

«Ah no? A me sembra che fa tutto il romantico con te...» disse, abbozzando una risata.

Gli incollai il cerotto e, senza dire altro, uscii dal bagno. Mi sedetti sul divano, cercando di calmarmi.

«Dove stai andando adesso?» mi chiese Cameron, seguendomi con lo sguardo.

«Ho finito. E poi non ho voglia di sentirti parlare sempre delle stesse cose.» sbottai, incrociando le braccia.

«Madison, cazzo... io lo dico per te. Vedrai che un giorno verrai da me a chiedere aiuto, quando scoprirai che Shawn non è come sembra. È uno stronzo che se le passa tutte.» disse con tono convinto.

«Pensa quante te ne passi tu.» replicai, cercando di mantenere la calma mentre mi sistemavo meglio sul divano.

«Cos'è, sei gelosa adesso, baby?»  chiese lui, sedendosi accanto a me con un sorrisetto.

«Ma che scherzi? Io non sarò mai gelosa di te, sappilo. Lo dicevo solo per farti notare che magari Shawn non è come te. Lui ci tiene davvero alle ragazze che frequenta. Non gioca come fai tu.»

«Dici così solo perché non lo conosci ancora bene. Vedrai molto presto.» mormorò. Poi mi fissò negli occhi e aggiunse:

«Ma se lui volesse mettersi con te? Cosa faresti?»

Lo guardai, e con un sorriso malizioso risposi solo per provocarlo:

«Certo che mi metterei con lui. È davvero gentile... e poi è anche un gran figo.»

Cameron si avvicinò ancora di più, i nostri volti a pochi centimetri.

«Mai quanto me, baby.» sussurrò.

Ci fu un attimo di silenzio carico di tensione. I nostri respiri si incrociavano. Lui sfiorò appena le mie labbra con le sue, ma proprio in quel momento sentimmo bussare alla porta.

«Ehm... aspetta. Vado a vedere chi è.» disse Cameron, alzandosi dal divano.

Quando aprì la porta, non ci misi molto a capire chi fosse. Davanti a lui c'era Betty.

«Amore mio! Mi hai fatto spaventare, non ti ho più visto e mi hanno detto che eri tornato a casa. Stai bene?» chiese, con quella sua voce dolce che sapeva di finto.

«Sì tranquilla, piccola. Sto bene. Entra.» disse lui, facendola passare.

Appena mi vide, Betty cambiò completamente espressione. Si voltò verso Cameron, furiosa.

«Che ci fa lei qui?» chiese con tono acido.

«È passata a prendere una cosa che le aveva chiesto sua madre, visto che stasera i miei e i suoi sono fuori a cena. Ma stava andando via.» rispose Cameron, freddo.

Lo guardai. Non potevo crederci. Lo aveva detto davvero?

«Allora, Madison, che aspetti?» mi disse Betty, indicandomi la porta.

«Sì, io tolgo il disturbo. Grazie ancora, Cameron.» risposi, uscendogli dalla casa senza degnarlo di un altro sguardo.

Camminai senza meta, cercando di calmare il battito accelerato del cuore. Ero arrabbiata, delusa, ma anche determinata. Non l'avrei fatta passare liscia a Cameron. No, stavolta gliela avrei fatta pagare.

Vagai fino al parco. Erano quasi le dieci e non avevo nessuna voglia di tornare a casa e dover dare spiegazioni a mia madre. Mi sedetti su una panchina e iniziai a guardare il cielo. Le luci dei lampioni si riflettevano tra le foglie degli alberi. Pensai a quanto mi mancava New York. A quanto mi mancava Kelly.

Presi il cellulare e decisi di chiamarla.

"Kellyyyyy!"
"Tesoro mio! Oddio pensavo ti fossi dimenticata di me!"
"No questo non accadrà mai, mi manchi tantissimo."
"Anche tu. Novità?"
"Tantissime. Tu?"
"Niente di particolare, solo che ho conosciuto un ragazzo magnifico e stiamo uscendo da un paio di giorni." mi disse urlando entusiasta.
"Davvero? Io pure! Ho conosciuto un ragazzo di nome Shawn. È carino e mi piace... ma c'è anche il figlio del capo di papà. Un grande stronzo, però... un gran figo."
"Wow! La mia sister fa conquiste!"
"No dai..." risi. "Comunque adesso vado, Kelly. Devo rientrare o i miei mi faranno dormire fuori casa."
"Okay, ci sentiamo presto. Ciao!"

Chiusi la conversazione e sorrisi. Poi pensai che sarei dovuta tornare a New York almeno per un weekend. Natale era tra un mese esatto, e lo avrei voluto passare con Kelly. Lei era sempre stata come una sorella. Ne avevamo passate tante in quell'istituto... e solo ripensarci mi fece scendere una lacrima.

Me la asciugai in fretta e mi incamminai verso casa.

Quando arrivai, era notte fonda. Tutto era silenzioso e i miei dormivano già. Salii in camera mia in punta di piedi, presi il pigiama e andai a farmi una doccia.

Mi avvolsi nell'accappatoio, mi asciugai i capelli, mi vestii e tornai in camera. Ero pronta per dormire.

Ma proprio sul mio letto vidi una rosa rossa.
Accanto, un bigliettino piegato con su scritto il mio nome.
Mi fermai. Lo presi con mani tremanti e lo aprii.

"Non dovevi andartene così. So che ho sbagliato, ma è l'unico modo che conosco per difendermi da te. Tu mi spiazzi, mi fai paura.
E quando ho paura, faccio danni.
Ma tu... tu hai qualcosa che mi fa uscire fuori di testa.
— C."

Mi sedetti sul letto, il cuore impazzito nel petto. Cameron mi confondeva. Ma adesso... non era più solo confusione. Era qualcosa di più.

E io, forse, non ero pronta. Ma stavo cominciando a volerlo essere.

||SPAZIO AUTRICE||

Al prossimo aggiornamento.
Buonanotte a tutti!😘

~𝙼𝚒 𝚑𝚊𝚒 𝚛𝚞𝚋𝚊𝚝𝚘 𝚒𝚕 𝚌𝚞𝚘𝚛𝚎~ 𝙲𝚊𝚖𝚎𝚛𝚘𝚗 𝙳𝚊𝚕𝚕𝚊𝚜Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora