Capitolo 38

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Dal bagliore che filtrava dalla finestra capii che era pomeriggio: avevo dormito davvero troppo.

«Piccola... non vuoi svegliarti oggi?»
mi sussurrò Cameron, sfiorandomi la fronte con baci delicati.

«Altri cinque minuti, Cam...»
risposi girandomi dall'altra parte del letto.

«Dobbiamo prepararci per stasera. Alle 21:30 inizia il concerto e non credo che tu voglia arrivare in ritardo.» disse sedendosi sul materasso.

Lo guardai, col cuore che balzava, e risposi decisa: «Assolutamente no. Ora mi alzo.»

Con un gesto rapido scostai le coperte e corsi verso l'armadio. Dopo qualche istante ero pronta: jeans nero, felpa calda e le mie immancabili converse alte. Cameron, intanto, si era cambiato e ci dirigemmo fuori dall'hotel.

Passeggiammo per le vie di Milano, curiosando nelle vetrine e comprando qualche maglione natalizio, finché non ci avviammo verso lo stadio. Il cuore mi batteva forte: pochi minuti e avrei ascoltato Ultimo dal vivo.

Il viaggio in macchina fu silenzioso, ma sentii la sua mano cercare la mia, stringermela con dolcezza. Arrivati, feci un sospiro e scesi. Insieme ci avviammo verso i controlli, consegnammo i biglietti e ci ritrovammo in mezzo a migliaia di persone.

Le luci si spensero, un boato di urla ci avvolse e lui fece il suo ingresso sul palco. Le note riempirono l'aria, i cuori si sollevarono: non c'è emozione più grande che condividere la propria passione con altri. Ultimo, con il suo sorriso umile, ci guidò in un viaggio di emozioni.

Quando intonò L'eleganza delle stelle, guardai il cielo: ogni stella sembrava parlare ai miei genitori. Cameron mi avvolse in un abbraccio, e tutto il dolore si dissolse in quel momento perfetto.

Alla conclusione, tra fuochi d'artificio e cori di «Ancora!», lui fece volare un palloncino rosso, si inchinò al pubblico e salutò, trionfante.

Uscimmo, perdendoci tra la folla festante, poi tornammo alla macchina.

«Amore, grazie di cuore per questa giornata. È stato il giorno più bello della mia vita.» dissi, asciugandomi le ultime lacrime di gioia.

«L'ho fatto volentieri. Ma ricorda: questo è solo l'inizio. Avremo una vita intera da vivere insieme.» rispose, con lo sguardo sognante.

Lo baciai, poi mi adagiai sul sedile e mi addormentai, sopraffatta dalla felicità.

POV CAMERON

Arrivammo all'hotel e Madison dormiva profondamente. La sollevai con delicatezza, la avvolsi in una mia felpa e, dopo avermi cambiato anch'io, la strinsi forte. In quel calore trovai finalmente il riposo.

POV MADISON

Mi svegliai stringendo ancora la felpa di Cameron: sentivo il suo peso sul fianco sinistro. Mi voltai e lo trovai abbracciato a me, occhi chiusi.

Gli accarezzai il viso e poi controllai l'orologio: erano le 15:10. Dovevamo lasciare l'hotel per prendere il volo di ritorno, altre quindici ore di viaggio ci aspettavano.

Mi alzai, mi cambiai in fretta e sistemai le valigie. Scossi Cameron.

«Cam...» chiamai dolcemente.

«Che ore sono?» stropicciò gli occhi, alzandosi.

«Le 15:10. Dobbiamo andare.»
Presi la giacca e lui corse in bagno a farsi una doccia.

Venti minuti dopo, eravamo già seduti sull'aereo, pronti a rientrare a San Diego.

POV MADISON

Sbarcammo in California verso le 6:00. Era la vigilia di Natale e io e Cameron volevamo festeggiare insieme in un posto speciale. Arrivati a casa, cercammo di non svegliare nessuno, ma l'ingresso ci sorprese:

«Bentornati!» esclamarono in coro Violet e Jason, in piedi davanti al camino acceso.

«Ma voi siete pazzi ad alzarvi così presto!» dissi, abbracciandoli.

Salutammo Cameron, e Violet si attaccò subito a lui con un sorriso luminoso. Sapevo quanto lo volesse bene, e pensai che finalmente avesse capito che non poteva essere lei la sua anima gemella.

«Cam, vieni in camera mia per vedere i miei nuovi disegni?» le chiese lei.

Lui sorrise e la seguì in punta di piedi. Io, insieme a Jason, salii in camera mia per sistemare le valigie, in attesa che Olga arrivasse.

Jason si sedette sulla poltrona, pronto ad ascoltarmi.

«Allora, sorella... che mi dici del concerto?» mi chiese curioso.

«È stato il giorno più bello della mia vita. Lui mi ha fatta emozionare come nessuno... e starci insieme ha reso tutto perfetto.»

«Sono contento per te. Io, invece, sono stato tutto il tempo con Giuly.»

«Siete una bellissima coppia... e sono felice per voi.»
rifarii, posando i vestiti nell'armadio.

«Giuly mi rende felice. Dopo la morte di mamma e papà ho sofferto tanto, e lei è arrivata al momento giusto.»

Alla sua voce, il mio sorriso si spense. Parlare dei miei genitori mi faceva sempre riaffiorare il dolore.

«Madison, so che è difficile. Ma non siamo soli: abbiamo amici e famiglia.»
Jason si alzò e mi abbracciò.

«Tu hai Cameron che ti ama, e io ho Giuly. Abbiamo anche Violet da crescere, proprio come faceva mamma con noi.»

Presi il suo abbraccio e sentii un'ondata di gratitudine e forza.

«Lo so... ma a volte sembra tutto così complicato. Sono passata da un collegio al vuoto di casa, e...»

Jason mi fermò con una carezza sulla spalla.

«Ti prometto che saremo sempre al tuo fianco. Adesso andiamo avanti, perché la vita ci riserva ancora tanto.»

Rimasi in silenzio, con il cuore più leggero, pronta ad affrontare il futuro.

||SPAZIO AUTRICE||

Ciao a tutti!
Eccomi con il nuovo capitolo.

Avete già iniziato la scuola voi?❤️
Se si, in bocca al lupo a tutti.🍀
Io la inizio lunedì😢.

Noi ci vediamo al prossimo aggiornamento.😘

~𝙼𝚒 𝚑𝚊𝚒 𝚛𝚞𝚋𝚊𝚝𝚘 𝚒𝚕 𝚌𝚞𝚘𝚛𝚎~ 𝙲𝚊𝚖𝚎𝚛𝚘𝚗 𝙳𝚊𝚕𝚕𝚊𝚜Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora