Fui svegliata dall'ennesimo squillo del cellulare. A fatica aprii gli occhi e sbirciai lo schermo: era Sandy.
Ma cosa voleva a quest'ora?
Risposi con voce impastata dal sonno.
"Madison, ma dove sei finita?! Ieri sera non ti ho più vista e, per di più, non hai risposto a nessuna delle mie chiamate!" esclamò Sandy preoccupata.
"Ero stanca e non volevo più stare alla festa... così con Shawn sono tornata a casa sua. Tranquilla, sto bene." la rassicurai, cercando di sembrare più sveglia di quanto fossi.
"Menomale. Ora sbrigati che fra poco abbiamo scuola. A tra poco!"
"Ciao."
Chiusi la telefonata e mi alzai di scatto. Mi precipitai in bagno per sistemarmi. In camera non vidi Shawn, quindi pensai che fosse già in cucina a fare colazione. Una volta pronta, scesi anch'io, cercando di scuotermi via il torpore.
«Buongiorno, piccola. Dormito bene?» mi chiese Shawn, dandomi un bacio leggero sulla guancia.
«Sì, grazie.» risposi, prendendo un cornetto vuoto e addentandolo mentre ci avviavamo verso l'uscita.
Salimmo in macchina e, nonostante la musica a basso volume, i miei pensieri cominciarono a prendere il sopravvento. Decisi di aprirmi con lui.
«Dopo la morte dei miei genitori... ho pensato che forse è il caso che inizi a dare una mano a Jason. Non può fare tutto da solo.»
Lui si voltò leggermente verso di me, mantenendo lo sguardo attento sulla strada. Era davvero bello quando guidava, così concentrato.
«Hai ragione. Jason lavora solo in un bar, non può reggere tutto. Se vuoi, ti cerco io un lavoro in questi giorni.» disse con naturalezza.
Annuii, grata. L'idea di rendermi utile mi rincuorava. Speravo solo che Shawn trovasse qualcosa di semplice, che non mi portasse via troppo tempo dallo studio.
«Grazie, Shawn. Per tutto quello che stai facendo per me.»
«Sto solo accanto alla persona a cui tengo di più. Non ti farei mai soffrire, Madi. Spero che un giorno riuscirai a capirlo.» disse con voce più bassa, seria. Poi tornò a concentrarsi sulla guida.
Quelle parole mi fecero riflettere. Sapevo bene a cosa si riferiva: al fatto che ancora non gli stavo dando la possibilità di essere qualcosa di più per me. E forse non era giusto.
Arrivammo a scuola. Appena scesi dalla macchina, sentii gli sguardi su di me. In particolare quelli di Cameron, che fingeva di parlare con Nash. Fingere era diventato il suo passatempo preferito, a quanto pare.
Salutai Shawn con un sorriso e mi diressi verso il mio gruppo.
«Ciao a tutti.» dissi, cercando di sembrare energica.
«Buongiorno, dormigliona! Allora che ci dici?» chiese Sandy.
«Eh sì, che ci racconti... Come va con Shawn?» aggiunse Giuly, maliziosa.
Le guardai sollevando un sopracciglio.
«Calme. Non succede niente con Shawn, mi sta solo accanto perché vede che ancora sto male. Niente di più» risposi, fulminandole con lo sguardo.
«Mmm, se lo dici tu... facciamo finta di crederci.» disse Giuly ridendo assieme a Sandy.
«Siete due sceme. Cosa volete che succeda?» le provocai, già immaginando dove volessero arrivare.
«Beh... stessa casa, soli, dormite assieme... Dai Madison, svegliati!» esclamò Sandy.
«Non l'hai ancora capito che Shawn è perso di te?» rincarò Giuly.
Ma stavano bene, queste due?
«Shawn? Perso di me? Ma cosa state dicendo... Dai ragazze, smettetela!» dissi alzando gli occhi al cielo. Mi girai appena e notai che Cameron era molto vicino e stava ascoltando tutto. Ovviamente.
«Parlando di cose serie... ho detto a Shawn che devo cercare lavoro e lui si è offerto di aiutarmi.» cercai di cambiare argomento.
«Te l'abbiamo detto che è cotto di te! Farebbe qualsiasi cosa pur di starti vicino!» rise Sandy.
Stavo per rispondere ma, per fortuna, la campanella suonò.
«Stamattina siete proprio matte. Entriamo, va'!» dissi ridendo e trascinandole dentro.
Lanciai un ultimo sguardo a Cameron. Era ancora lì, fermo, e i suoi occhi dicevano più di mille parole.
La mattinata passò lenta, ma finalmente la campanella dell'ultima ora ci liberò da quel "carcere" che tutti chiamavamo scuola.
Mentre mi avvicinavo all'auto di Shawn, sentii una mano afferrarmi il polso. Mi voltai di scatto: era Cameron.
«Cosa vuoi?» chiesi con tono freddo.
«Oggi, prima di entrare a scuola, ti ho sentita parlare con le ragazze. Hai detto che cerchi lavoro, giusto?» mi domandò, con lo sguardo serio.
«Sì. E allora?» risposi confusa.
«Ieri mia madre mi ha detto che tra pochi giorni arriverà mia cuginetta. Ha quattro anni. I miei non possono badare a lei perché sono troppo presi dal lavoro...»
«E questo cosa c'entra con me?» lo interruppi, incuriosita.
«Fammi finire. Io già faccio fatica a badare a me stesso... figurati a una bambina. Pensavo che potresti venire tu, il pomeriggio, dopo scuola. A fare da babysitter. Ovviamente ti pagherò.»
Lo guardai sorpresa. Doveva proprio chiedere a me? Ma poi pensai che era un'opportunità: era un lavoro, e ne avevo bisogno.
«Allora... quando arriva tua cugina?» chiesi incerta.
Lui sorrise soddisfatto.
«Lo prendo come un sì! Accetti, vero?» mi fece una faccia tenera e distolsi subito lo sguardo.
«Sì... ma lo faccio solo perché è una bambina. E non me la sento di lasciarla nelle tue mani. E poi ho bisogno di soldi.» dissi, cercando di sembrare distaccata.
«Solo scuse. In realtà non vuoi ammettere che dentro di te stai già morendo al solo pensiero di vedermi ogni pomeriggio.» disse con tono sicuro. Poi aggiunse, più serio: «Almeno so che starai con me... e non con quello stupido di Mendes.»
«Senti Cameron, se verrò sarà solo per fare il mio lavoro. Non per passare tempo con te. I miei affari personali non ti riguardano. E spero che sia abbastanza chiaro.» risposi, decisa.
Ero stupita anche di me stessa per la fermezza nella mia voce.
«Ok, calma... stavo solo scherzando. È che ormai ti vedo sempre con quel tizio e volevo riderci su un po'.» disse alzando le mani.
«Adesso sai che non puoi scherzarci più. Detto questo, ci vediamo domani. Ah, fammi sapere quando scende tua cugina.» dissi allontanandomi.
«Certo! A domani!» gridò lui.
Sospirai. Dovevo trovare il modo di dire a Shawn che lavorerò per Cameron... e non volevo nemmeno immaginare la sua reazione.
Raggiunsi la macchina di Shawn e quando tornammo a casa, salimmo in camera.
Sul letto, proprio sopra le coperte, c'era...
||SPAZIO AUTRICE||
Ciao a tutti.
Che ne pensate del capitolo?
Fatemi sapere tutto ciò che vi va!
Intanto noi ci vediamo al prossimo aggiornamento.
Buona serata.😘
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~𝙼𝚒 𝚑𝚊𝚒 𝚛𝚞𝚋𝚊𝚝𝚘 𝚒𝚕 𝚌𝚞𝚘𝚛𝚎~ 𝙲𝚊𝚖𝚎𝚛𝚘𝚗 𝙳𝚊𝚕𝚕𝚊𝚜
Fanfiction⚠️TUTTI I DIRITTI RISERVATI⚠️ Il rumore dei tacchi sul pavimento del corridoio era l'unico suono che accompagnava Madison Rose mentre si allontanava da quel luogo che le aveva rubato un pezzo di vita. Il cancello del collegio si chiuse alle sue spal...
