Un altro noiosissimo lunedì era arrivato.
Ma non era un lunedì come tutti gli altri. Oggi finalmente avrei iniziato a lavorare. Dopo tutto quello che era successo, era quasi strano pensare a una routine. Avevo bisogno di qualcosa di stabile, e quel lavoro, per quanto problematico, lo rappresentava.
Mi alzai dal letto controvoglia e scesi al piano di sotto, dove trovai Shawn già pronto, seduto al tavolo, lo sguardo fisso nel vuoto.
«Buongiorno.» disse, senza nemmeno degnarmi di uno sguardo.
«Perché adesso non mi guardi più?» gli chiesi, avvicinandomi e prendendogli il mento con dolcezza per costringerlo a guardarmi negli occhi.
«Non ho niente da dirti, Madison.»
«Shawn, smettila con questo tuo modo di fare strafottente.» Lasciai la presa e mi misi a fare colazione, cercando di non far pesare il nodo che avevo in gola.
«Madison, tu sai quanto fastidio mi dà Cameron. E tu cosa fai? Accetti un lavoro proprio da lui, incredibile. Farà di tutto per separarci, ma tu forse non l'hai capito questo.» disse prendendo lo zaino e dirigendosi in soggiorno. Si appoggiò con una spalla al divano, voltandosi verso di me.
«Io devo lavorare, Shawn. Ho bisogno di quei soldi, devo portare avanti i miei studi e aiutare la mia famiglia. Lui non si intrometterà nella nostra relazione. Promesso.»
Mi avvicinai, sperando che avrebbe fatto un passo verso di me, ma mi sbagliai.
«Cambiati, ti aspetto fuori. Andiamo a scuola.» concluse, prendendo le chiavi della macchina e uscendo sbattendo la porta dietro di sé.
Sbuffai e salii in camera a lavarmi e cambiarmi. Una volta pronta, presi lo zaino, chiusi la porta di casa e salii in macchina. Lo trovai al volante con una sigaretta accesa tra le dita. Non lo vedevo fumare da un sacco di tempo. Di solito lo faceva solo quando era veramente nervoso.
«Fumi di nuovo?» domandai piano.
«Non ho mai smesso» rispose, lo sguardo fisso sulla strada.
«Capisco... Ma lo fai per nervosismo?»
«Un po' tutto. Fumare mi aiuta a non pensare.» disse, lanciandomi uno sguardo veloce.
«Pensare a me?»
«No. Pensare a come fare fuori quel testa di cazzo del tuo amico Cameron.»
«Non dire sciocchezze. Lascialo stare lui, prenditela con me.»
«Ahhh, ma che carini che siete. Lo difendi pure?» disse con tono acido, frenando di colpo e facendomi sobbalzare.
«Non sto difendendo nessuno, Shawn!» esclamai, il cuore che batteva forte. Mi accorsi che eravamo già arrivati a scuola. Senza aggiungere altro, aprii la portiera e scesi dalla macchina.
In lontananza intravidi il mio gruppo e mi avvicinai. Giuly mi squadrò con attenzione.
«Madison, come mai quella faccia?»
«Magari il fidanzato la stanca tanto e non la fa dormire!» commentò con sarcasmo una voce che riconoscerei ovunque.
Cameron.
«Ah ah ah... simpatico. E comunque no, sono solo stanca.» risposi, evitando il suo sguardo.
«Eh beh, ti ricordo che dopo la scuola dovrai venire a casa mia perché oggi inizi il lavoro.» aggiunse lui con un sorrisetto.
«Sì sì, mi ricordo. Adesso devo proprio andare. Ciao ragazze» dissi, salutando in fretta e dirigendomi in classe.
Durante la ricreazione, mentre camminavo lungo il corridoio per tornare in aula, qualcuno mi afferrò il braccio con forza e mi trascinò in uno stanzino buio e stretto.
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~𝙼𝚒 𝚑𝚊𝚒 𝚛𝚞𝚋𝚊𝚝𝚘 𝚒𝚕 𝚌𝚞𝚘𝚛𝚎~ 𝙲𝚊𝚖𝚎𝚛𝚘𝚗 𝙳𝚊𝚕𝚕𝚊𝚜
Fanfiction⚠️TUTTI I DIRITTI RISERVATI⚠️ Il rumore dei tacchi sul pavimento del corridoio era l'unico suono che accompagnava Madison Rose mentre si allontanava da quel luogo che le aveva rubato un pezzo di vita. Il cancello del collegio si chiuse alle sue spal...
