Mi sembrava impossibile. Cameron era davvero lì, davanti a me. Avanzò lentamente, con uno sguardo che cercava il mio, e la sua voce spezzò il silenzio della campagna.
«Madison... cosa ci fai qua?»
«Sto dando una mano» risposi cercando di restare calma. «Come hai fatto a trovarmi? Te l'ha detto Sandy?»
«No. Me l'ha detto qualcun altro.» replicò, senza aggiungere altro.
«Perché sei venuto?» domandai, cercando di nascondere l'agitazione.
«E tu perché sei scappata?» ribatté lui.
«Per riuscire a pensare meglio, Cameron. Sai come sono fatta...»
«Potrai pure pensare... ma quando torneremo a casa.» rispose, incrociando le braccia.
«Se vuoi tornare tu, fai pure. Io conosco la strada del ritorno.» dissi secca, riprendendo il lavoro.
«Madison, se hai un problema, ne parliamo. Ma tu no, tu fai sempre così. Scappi e non parli con nessuno.» disse con tono serio.
«Cameron, ora sto lavorando. Torna a casa, ne riparleremo.» risposi sollevando una cassa di pomodori.
«Se pensi che me ne andrò senza di te, ti sbagli di grosso.»
«Io non lascerò il lavoro per tornare.» insistetti.
Lui si abbassò e sollevò una cassa di castagne.
«Allora resterò anch'io a pensare, qui, con te.»
Lo guardai incredula. «Ma cosa dici?! Non finiremo prima di sera!»
«Non fa niente. Abbiamo tempo.»
La giornata passò tra raccolti e battibecchi. O meglio, io cercavo di lavorare, lui cercava solo di distrarmi.
«Come mai sei qui? Pensavo odiassi la natura.» dissi, appoggiando una cesta piena d'olive.
«No. Tutto questo mi fa bene. E tu? Perché sei venuta qua?»
«Forse... avevo bisogno di allontanarmi dalla realtà.» sussurrai.
Cameron si sedette vicino a me. «Sono qui per questo. Ma... quando tutto questo finirà, che succederà?»
«Ne parleremo allora.» risposi con un sorriso appena accennato.
«Per quanto vorrai rinviare l'argomento?»
«Ho qualcosa da raccogliere ora.» tagliai corto, riprendendo a raccogliere olive.
Un'uliva mi colpì il giubbotto. Mi girai di scatto.
«Hai appena dichiarato guerra?»
Lui rise e iniziò a lanciarmene altre. La gente ci guardava ridendo. Sembravamo due bambini.
«Ragazza, dai vieni! La tavola è pronta!» gridò la signora del podere.
«Va bene, arriviamo!» risposi.
Mi rivolsi a Cameron: «Hai fame?»
«Molta!» disse toccandosi lo stomaco.
«Allora andiamo.»
Ci sedemmo tra gli altri. Un profumo delizioso di funghi invase l'aria. Mi voltai verso un ragazzo poco più grande di me.
«Dove avete trovato questi funghi? Sono rari e buonissimi!»
«Nel bosco.» rispose, porgendomene uno.
Lo assaggiai e subito mi rivolsi a Cameron.
«Devi provarli!»
Gliene passai uno, e lui ne fu conquistato.
«Puoi prenderli anche quando tornerai a casa.» disse la signora.
«Non saranno come questi... voglio trovarli qui.» replicai sicura.
Un altro ragazzo intervenne: «Attenta, però. Il bosco è pericoloso, specialmente di notte.»
STAI LEGGENDO
~𝙼𝚒 𝚑𝚊𝚒 𝚛𝚞𝚋𝚊𝚝𝚘 𝚒𝚕 𝚌𝚞𝚘𝚛𝚎~ 𝙲𝚊𝚖𝚎𝚛𝚘𝚗 𝙳𝚊𝚕𝚕𝚊𝚜
Fanfiction⚠️TUTTI I DIRITTI RISERVATI⚠️ Il rumore dei tacchi sul pavimento del corridoio era l'unico suono che accompagnava Madison Rose mentre si allontanava da quel luogo che le aveva rubato un pezzo di vita. Il cancello del collegio si chiuse alle sue spal...
