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La campanella finalmente suona ed arriva l'atteso momento di libertà che tanto aspettavo. Per mia fortuna non ho più visto, dopo la mia corsa dalla mensa, né Noah né la cheerleader. Sarei ipocrita a non ammettere che una piccolissima parte di me avrebbe voluto vedere il moro corrermi dietro e chiedere spiegazioni della mia fuga, ma non potevo nemmeno pretenderlo. Nonostante ci siano stati dei minuscoli riavvicinamenti il nostro rapporto resta ancora in stand-by.

«Allora girls!» Taylor cinge le spalle mie e della biondina minuta che per tutto il corso pomeridiano non ha fatto altro che starmi accanto in silenzio, in attesa di un mio possibile sfogo che però non è avvenuto. «Che ne dite se oggi approfittiamo di questa bellissima giornata di sole e andiamo al centro commerciale a piedi?»

Avevo dimenticato l'amore della mora per le luuunghe camminate ed escursioni, che sicuramente aveva ereditato insieme al fratello dal padre che approfittava di qualsiasi vacanza per andare in montagna o comunque all'aria aperta per poter godere della natura. Peccato per lei che io e Clare siamo delle assolute pigrone che preferiscono la comodità dell'auto anche solo per percorrere pochi metri di distanza.

«A piediii?» Persino Oliver è inorridito dalla proposta, che cammina al nostro fianco per raggiungere il cortile in assenza del suo fedele amico che sarà sicuramente già negli spogliatoi dopo l'allenamento.

«Cosa importa a te? Tanto non sei invitato!» ribadisce la mora ricevendo in risposta una smorfia dal ragazzo.
«Guarda che non decid-» ma si blocca dal continuare a risponderle perché preso dalla vibrazione del suo telefono. La faccia di Olly muta espressione e Clare si preoccupa notevolmente. La ragazza tenta di alzarsi sulle punte per poter raggiungere il telefono che è ancora saldo nelle mani del suo fidanzato per poter sbirciare, ma Oliver si congeda subito lasciando un bacio volante a Clare e sussurrandole qualcosa di incomprensibile a causa del baccano ricorrente all'uscita.
«Ci vediamo domani ragazze mie!» urla allontanandosi di corsa per superare prima di noi l'uscita.

«Certo che ti sei scelta proprio un ragazzo strambo Clare!»

Come immaginavo andare al centro commerciale da scuola a piedi è stato stancante

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Come immaginavo andare al centro commerciale da scuola a piedi è stato stancante. Non ho neanche più la voglia di girare per negozi, il ché è grave considerando quanto mi piaccia osservare le vetrine, provare vestiti, ammirare borse e scarpe...

«Dai, entriamo prima in questo negozio!» Taylor invece è così piena di energie, la passeggiata al posto di stancarla l'ha resa ancora più energica del solito.

Clare mi guarda in cerca di aiuto, lei è fin troppo timida per ammettere all'esuberante mora che ha bisogno di un momento di pausa prima di correre per negozi.

«Taylor,» la richiamo, nonostante l'affanno, «perché non ci fermiamo a prendere qualcosa al bar prima?»
Clare sorride a trentadue denti felice della mia proposta e la mora, nonostante non veda l'ora di gironzolare per negozi, acconsente, forse più per compiacere Clare che me.

Tre frullati alla frutta, un tavolo che dà sull'entrata del locale e tre amiche che chiacchierano animatamente. Questo dovrebbe essere ciò che vede un passante, ma la realtà è un po' diversa...

Clare sta gustando il suo frullato in silenzio, mentre Taylor per smorzare la tensione butta giù discorsi senza senso nella speranza di trovarne qualcuno che faccia sbloccare la bionda. O almeno così credo...

«Ah basta!» sbatte i palmi delle mani contro il tavolino e da come la vena  sul collo inizia a pulsarle capisco che è nervosa.
«Ma che diavolo!?»
«Clare se non glielo dici tu, sappi che lo farò io e che non sarò-» sbrocca la mora, ma Clare interviene prontamente scuotendo il capo e smettendo di sorseggiare il suo frullato.
«Ci penso io, ok?»

A cosa? Ma di che stanno parlando?

Clare si sitema meglio sulla sedia allungando le braccia sul tavolo e insieme a Taylor iniziano a fissarmi.
«Emma.»
«S-si...»
«Dobbiamo parlarti.»

Beh a questo almeno c'ero arrivata sola.

Clare prende un sospiro e nella mia mente iniziano a balenare qualsiasi tipo di discorso catastrofico che possa in qualche modo porre fine alla nostra amicizia per sempre. Odio i "dobbiamo parlare". Perché non parlare e basta? Che senso ha fare questa premessa?

Taylor invece sbuffa e: «Basta sceneggiate!» guarda la bionda che annuisce al suo fianco e il loro atteggiamento mi rende ancora più in ansia. «Non riusciamo più a vederti in questo stato.» continua rivolgendosi a me. Clare annuisce ad ogni singola parola della mora come se fosse una specie di robottino sotto il dominio di Taylor. «Non può continuare questa situazione.»
«Già, non può.» ripete l'altra.
«Devi cercare di riprenderti un po'. Siamo davvero preoccupate per te...»
«Molto preoccupate!» aggiunge Clare.

Dio, che situazione ridicola!

«Ragazze, ma non c'è bisogno.»
«So che è in parte colpa mia se tu adesso ti trovi in questa situazione» la voce di Taylor inizia a tremare e prontamente Clare le stringe una mano per confortarla, «e io vorrei rimediare in qualche modo.» Prende il suo zaino da sotto il tavolo e tira fuori un volantino.
«So che non è molto, ma pensavamo che potrebbe aiutarti in qualche modo nella tua situazione.» tenta di spiegare passandomi il volantino sul tavolo.

È un buono sconto di coppia per un pomeriggio in una spa di lusso che ha aperto da poco a quanto pare. È qualcosa che io non posso permettermi e in questo momento non saprei nemmeno come sfruttarlo.
«A cosa dovrebbe servirmi, scusate? Io non ho un-»
«Stavamo pensando a te e Noah.» dicono all'unisono e sbianco.

Io e Noah? Io e lui soli in una spa? Proprio io con lui che adesso frequenta un'altra?

«Assolutamente no!» ribatto e per marcare ancor di più il mio dissenso incrocio le braccia al petto.
«Ma perché?» persino Clare sembra delusa dalla mia risposta.
«Non pensi che sarebbe un modo per poter parlare finalmente da soli voi due e chiarire?» Taylor ci prova a convincermi, ma a me sembra così ridicolo.
«Ragazze, vi ricordo che Noah esce con Mackenzie adesso.»

Ingenua io che speravo non avremmo parlato di loro o quantomeno di Noah...

«Si, ma io sono sicura lo faccia solo per ripicca!»
«Taylor, smettila!» sbuffo. Sono stanca davvero stanca di parlare di Noah, di sentirmi sempre in colpa per com'è andata tra noi.
«Puoi solo pensarci su e poi decidere?» Clare tenta di essere più dolce, ma ormai ho preso la mia decisione. Non userò questo buono, soprattutto per andarci con Noah!

«E va bene, ci penserò!» No, non lo farò in realtà, ma non voglio essere ancora messa sotto pressione. «Adesso però andiamo a fare shopping. Ho bisogno di distrarmi un po' tra i vestiti!»
Le due si guardano soddisfatte e sorridono complici, prima di alzarsi dalle rispettive sedie e recuperare i propri zaini.
«Si andiamo. Ho visto qualche giorno fa un vestitino carinissimo in vetrina che voglio assolutamente provare!» Taylor ha gli occhi che le brillano.

Grazie shopping, grazie negozi e vestiti per avermi salvata dalle malsane idee delle mie amiche! Però il volantino non lo lascio sul tavolo, potrebbe sempre servirmi un giorno...

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NA
Sono pessima lo so🤦

Non aggiorno da tanto e i motivi sono tanti, quindi ve li risparmio🙆

Positivo è che è già pronto anche il capitolo successivo,
devo solo rileggerlo e poi potrà essere pubblicato📝

Se vi va di leggerlo subito mostratemi un po' di supporto per il mio ritorno💕

Come sempre, spero che il capitolo vi sia piaciuto e, sempre se vi va, lasciate qualche stellina✨ o commento💬

🌹

I want You || Noah CentineoDove le storie prendono vita. Scoprilo ora