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«A che ora vengono a prenderti i tuoi amici?» Domanda Josh non appena mi vede tornare in cucina.
«Non verranno.»
Sembra sorpreso, probabilmente pensava che sarei corsa da questo appartamento e da lui soprattutto a gambe levate, ma ho ancora alcune cose da dover chiarire prima di poter tornare a casa.
«Resti a pranzo?» E questa volta sono io ad essere sorpresa dalla sua reazione.
«Perché? Avevi qualche impegno?» Chiedo, non tanto per curiosità, ma perché ho solo questo momento per poter avere finalmente uno scontro diretto con lui.
«Sei sempre la solita!» Commenta scuotendo il capo e il suo sorrisetto furbo non mi piace per niente.

Non sono più la ragazzina che veniva ammaliata da quel sorriso sfacciato!

«Non ho nessun impegno, Emma. Volevo solo proporti di andare a pranzo fuori. Tutto qui.» Alza le spalle e resta in attesa di una mia risposta.
«Perché ho l'impressione che ci sia un secondo fine?» Lo sento sbuffare infastidito dal mio atteggiamento.
«Perché non la smetti di rispondere sempre con altre domande. Non è educazione, lo sai!»
Alzo gli occhi al cielo indispettita.
«La solita permalosa!» Sbuffa, credendo che io non riesca a sentirlo.
«Ehi!» Lo richiamo piccata portando le braccia conserte.
«Potresti per una volta fidarti di me e non pensare sempre male?»

E forse me ne pentirò, ma dopo quello che ha fatto per me questa notte posso fidarmi di lui, almeno per questa volta.

La sua idea di pranzare fuori consiste nell'andare nel fast food più vicino possibile, così da non dover prendere l'auto.
«Vedrai, camminare ti aiuterà a riprenderti!» È stata questa la sua risposta al mio continuo lamentarmi. Non sono mai stata una persona sportiva o amante delle passeggiate, preferisco la comodità e anche se si tratta di pochi chilometri avrei sicuramente preferito arrivarci in auto e non grondante di sudore.

Ma a quanto pare a Josh piace proprio vedermi soffrire!

Da "gentiluomo" mi tiene la porta aperta per farmi entrare per poi seguirmi alla cassa subito dopo. Vedere tutto quel cibo stranamente non mi entusiasma come al solito, e non sono sicura sia poi tutta colpa della sbronza di ieri sera...
«Cosa prendi?» Mi chiede mentre facciamo la fila, ma sento lo stomaco chiuso e conoscendo Josh so che se solo provassi a rifiutarmi di mangiare finirebbe per costringermi anche con la forza a farlo.
«Credo solo un toast e una bottiglietta d'acqua.» Lo vedo alzare gli occhi al cielo e indispettita dal suo atteggiamento gli chiedo: «Che c'è ora?»
«Nulla, solo che si nota che non stai mangiando come si deve e visto che per colazione ti sei accontenta solo di un caffè, direi che un misero toast non ti basta.» Spiega alzando le spalle, ma prima che possa replicare ci troviamo ad essere i primi a dover ordinare.

Così sono finita ad avere come pranzo la sua scelta con tanto di panino super imbottito, patatine fritte e Coca-Cola. Lui mangia con appetito mentre io mi sforzo di mandare giù almeno qualche patatina.
«Stomaco chiuso!?» È più un commento il suo, che una domanda.
«È colpa della sbronza.»
«Sei una pessima bugiarda!» Alzo gli occhi incontrando poi i suoi cerulei che mi fissano ghignando. «Sono sicuro che se ieri ti sei ridotta in quello stato e se ora non mangi è perché c'è qualcosa che ti turba.» Porta le braccia conserte sul tavolo e mi scruta probabilmente alla ricerca del vero motivo.
«Non ti aspetterai mica che mi metto a parlare dei miei problemi con te?» Rispondo acida.

L'ultima cosa che voglio è confidarmi sulla mia situazione con Noah con il mio ex!

«No, so che non lo faresti.» Ritorna a finire il suo pasto e spero che il discorso sia chiuso lì, «Ma non vale la pena struggersi così per qualcuno.»
«Josh!» Sbuffo e lui fa lo stesso.
«Sì, lo so. Non sono nella posizione di darti un consiglio, vero?»

Alla fine ha capito che non avrei finito il mio pasto, così ha preferito farselo mettere in un sacchetto per portarlo a casa. Abbiamo battibeccato un po' e sembrava di essere tornati a quando stavamo insieme.

I want You || Noah CentineoDove le storie prendono vita. Scoprilo ora