Allo scoperto.

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(Pdv Yuna)

"Yuna?"

Apro gli occhi e le rivolgo subito un'occhiata per assicurarmi che stia meglio.
Si è addormentata senza fare storie ma non stava di certo al settimo cielo.

"Il tuo cellulare sta suonando da un po' e sta suonando di nuovo.
Magari è Albert, che dici vuoi rispondere?"

Il tono dolce che ha usato per invitarmi ad accettare la chiamata mi fa dimenticare di quest'ultima ed il cellulare si zittisce finalmente per l'ennesima volta.
Nella stanza cala il silenzio, i miei occhi rimangono incollati su di lei che invece non fa altro che mantenere gli occhi bassi, probabilmente si è ricordata di quanto accaduto prima, riesco infatti a percepire una leggera nota di imbarazzo nei suoi modi di fare, inoltre sembra un po' turbata.

"Ehi va tutto bene.
Vuoi parlarne?"

"Lo sai che non va bene e non c'è niente da dire.
Ho ricominciato.
Che cosa ti aspettavi da una come me? Non sono mai stata molto affidabile, a quanto pare non lo sono nemmeno con me stessa, non immagini nemmeno quanto io mi sia ripromessa di non farlo"

L'ultima frase termina con una leggera risata, come se si stesse prendendo in giro da sola.
Abbassa gli occhi e mette le mani sulla faccia per poi prendere un respiro e continuare a parlarmi.

"Ho cominciato quando mio padre si è presentato alla mia porta.
All'inizio ho pensato che il destino avesse deciso di allontanarmi da te per ricongiungermi in qualche modo ad un'altra persona che ritenevo fondamentale nella mia vita ma quando ho capito il comportamento beffardo di mio padre mi sono sentita presa in giro per l'ennesima volta"

Le prendo le mani e la invito a guardarmi.
I suoi occhi questa volta sembrano non aspettare altro che un contatto con i miei ed in me che non si dica il suo corpo è attaccato al mio.
Non posso far altro che restare in silenzio, questo stesso silenzio però a quanto pare per lei è insopportabile perché prima che potessi fare qualcos'altro inizia a parlare o meglio a giudicare se stessa.
Non riesco ad ascoltare ciò che dice, non è affatto chi pensa di essere.
La bacio.
Lei dal canto suo si allontana per circa cinque minuti dalle mie labbra e mi osserva dritta negli occhi, per un attimo dubito che io abbia fatto la cosa giusta in un momento cosi delicato per lei ma non appena il pensiero di aver sbagliato inizia a farsi strada dentro la mia testa, lei mi sorride e preme nuovamente le labbra sulle mie.
Le sue labbra sono ancora più morbide di quanto io riuscissi a ricordare.
Le sue mani si fanno spazio timidamente tra i miei capelli per poi passare lentamente lungo le spalle.
Mentre avanza e prende posizione sul mio corpo come se fosse l'unica metà giusta da raggiungere, le nostre labbra si allontanano ma i nostri sguardi non si perdono e rimangono fissi uno sull'altro.

"Mi sei mancata cosi tanto"

Avvicino il suo busto il più possibile al mio corpo e la stringo poggiando la testa sul suo petto mentre mi lascia piccoli baci sulla nuca.

"Ti ho deluso?"

Le faccio cenno di no con la testa e per rafforzare il mio pensiero stringo ancora una volta il suo corpo al mio e ritorno sulle sue labbra che sembrano non stancarmi mai.
Le sue mani sono intente ad abbassare la cerniera della mia giacca.
Mi osserva e sembra chiedermi con lo sguardo di ricambiare il gesto.
Le tolgo lentamente la magliettina che indossa mentre mi sorride tra un bacio e l'altro.

"No ti prego adesso no.
Devi proprio rispondere adesso?"

Mi lancia un'occhiata maliziosa e per quanto l'idea mi faccia piacere non posso evitare ancora una volta le numerose chiamate arrivate sul mio cellulare.

"Cazzo, Nayara scusami.
Devo proprio vedere chi è che chiama".

Non posso fare altro che sperare sia Albert ma a quanto pare non è proprio cosi.

~L'ultimo petalo bianco~  ~El ultimo pétalo blanco~La tua prossima ossessione. Scoprilo ora