(Pdv Nayara)
Mi affretto nel raggiungere la mia abitazione.
Il mio volto è ancora umido, di tanto in tanto passo la mano destra sulle guance come se con questo gesto potessi eliminare il motivo delle mie lacrime.
Mi trovo davanti la porta di casa e sono impaziente di entrare, come se adesso questo appartamento sia l'unica cosa che possa proteggermi.
Quelle sue parole cosi cariche di rabbia mi hanno ferito e nonostante siano ancora dentro la mia testa sento che non appena sarò a casa andrà meglio.
Inserire una chiave non mi è mai sembrato così difficile.
Forse è per via delle mani che tremano un po' o per la mia distrazione.
Non faccio altro che pensare infatti al suo sguardo.
Finalmente questa fottuta chiava entra nella serratura.
Avanzo di qualche passo e lascio che la porta si chiuda alle mie spalle.
Quello che fino a dei minuti fa credevo essere l'unica soluzione per calmarmi, si è rivelato essere un ambiente asettico.
C'è troppo silenzio.
Non mi piace il silenzio, quando il silenzio esterno persiste, tutti i rumori, le paure, le insicurezze che senti dentro aumentano.
Questo non va affatto bene.
Lascio cadere il mazzo di chiavi che stringevo tra le mani per terra, il tintinnio del metallo contro il pavimento sembra essere solo l'inizio.
Mi sento arrabbiata.
Davvero crede che io possa essere ossessionata da lei?
Inizio a lanciare per terra tutto quello che mi passa tra le mani.
Come cazzo si è permessa di dire una cosa del genere?
Il vaso che è appena caduto per terra si rompe in mille pezzi.
Si crede davvero cosi importante?
E come il vaso tutto ciò che segue all'interno della stanza.
Yuna non ha mai capito un cazzo di quello che provo per lei.
È solo una bambina indecisa.
Non merita quello che provo.
Non merita un cazzo.
Vuole solo addossare a me i suoi errori.
Fanculo Yuna.
Fanculo.
Yuna.
Mi rendo conto solo dopo l'ennesimo soprammobile per terra che probabilmente sto urlando il suo nome da parecchi minuti.
Lancio quello che rimane di un piccolo oggetto che stava appoggiato vicino al divano.
Mi guardo attorno, sembra che sia passato un'uragano invece altro non è che la rabbia di una persona innamorata.
Prima che potessi anche solo pensare di rifugiarmi da qualche parte dentro la mia testa, facendo uso di una delle tante bustine bianche, qualcuno bussa alla mia porta in modo insistente.
"Albert?"
Il ragazzo avanza verso il mio appartamento e si volta per continuare a parlarmi.
"Posso entrare? Cioè sono già entrato.
Scusa è che di solito faccio cosi con Yuna"
Mentre parla non posso fare a meno di notare un livido molto evidente sul suo viso.
"Che hai fatto alla faccia?"
"Che hai fatto alla casa?"
A quanto pare lui non può fare a meno di notare che ho appena distrutto il sessanta per cento di quello che era presente in casa mia.
"Ero arrabbiata...cercavo un modo per non pensare a lei ecco.."
"E quindi hai distrutto casa tua? Mi sembra ottimo"
Avanzo verso la cucina per cercare del ghiaccio da mettere sul viso di Albert.
"Tieni, metti questo e spiegami che hai fatto al viso"
"È stata la tua ragazza"
"Non è la mia ragazza!"
Albert alza gli occhi al cielo e sospira.
"Ha dato di matto.
Abbiamo litigato ma in realtà io sono preoccupato per lei, capisci?"
Faccio spallucce e abbasso lo sguardo.
"Nayara..ti ha trattato molto male lo so ma non pensa davvero quelle cose.
Perché io l'ho già perdonata e tu non ci riesci? Eh?"
Alzo lo sguardo per poi osservare Albert dritto negli occhi.
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~L'ultimo petalo bianco~ ~El ultimo pétalo blanco~
عاطفيّة~I miei occhi non fanno altro che chiederle di spogliarmi dei vestiti che indosso e delle paure che porto~. •Che strana cosa il caso• Yuna è una ragazza di 20 anni che è appena stata mollata. Un incontro casuale però sarà la linea di confine tra la...
