<Mimi, inizia a preparare le cose, dobbiamo andare> sussurò piano Jungkook una volta visto l'orario.
Erano le 12:15, e di Taehyung non c'era traccia. Come volevasi dimostrare.
<Ma papà, papà Tae non è ancora arrivato. Possiamo aspettare altri cinque minuti?>chiese lei innocentemente, come se quei cinque minuti potessero cambiare le cose. Guardò Emily per chiedere se fosse possibile e, ricevuto un segno di assenso da parte della ragazza, acconsentì alla richiesta della figlia.
<Ma solo cinque minuti> quelle parole furono in grado di rallegrare immediatamente la piccola, che subito si mise all'opera per fare altrettanti disegni che avrebbe dato al suo papà una volta arrivato.
Probabilmente stava cercando il regalo perfetto per lei, già se lo immaginava mentre sceglieva il giocattolo perfetto per la sua bambina. E poi sarebbe arrivato e l'avrebbe strinta forte e avrebbe abbracciato pure papà e, tutti insieme, se ne sarebbero tornati a casa e avrebbero vissuto una vita felice. Già, papà stava preparando una grande sorpresa per tutti e due, per questo ci stava mettendo così tanto.
Eppure quei cinque minuti passarono, e pure altri cinque, fino a trasformarsi in venti. La sua eccitazione si era lentamente spenta, come ogni volta che era arrivato il momento di abbandonare quel posto. Ancora una volta suo padre non era venuto a vederla. Ancora una volta aveva preparato così tanti disegni che mai gli sarebbero arrivati, e sarebbero rimasti appesi alle bacheche del centro.
<Mimi, dobbiamo proprio andare adesso tesoro. Mi dispiace tanto che papà non sia venuto neppure questa volta>Jungkook la strinse a sè, accarezzandole dolcemente i capelli corvini, aiutandola poi a sistemare tutti i giocattoli che avevano usato quella mattinata.
<Lascia pure a noi i tuoi disegni, li metteremo nella cartellina da dare poi a papà quando verrà>disse Emily per rincuorarla, anche se in modo fallimentare. La piccola annuì solamente, distante da quella realtà. Niente in quel momento sarebbe potuto essere d'aiuto se non vedere suo papà presentarsi dalla porta.
<Andiamo dallo zio Jin e dallo zio Nam che ne dici? Così puoi giocare un po' con Kyoto, mmh?>propose Jungkook nel tentativo di rallegrare la piccola, ma neppure quello sembrò aiutarla. Si sistemarono, recuperando tutte le loro cose, salutarono le gentili signore e si avvicinarono alla loro macchina in un silenzio devastante.
<Papà, perché papà Tae non viene mai a trovarmi? È perché non mi vuole bene?>un singulto scosse il piccolo corpicino della bambina, mentre una lacrima solcò il suo viso, provocando una profonda rottura nel cuore del padre.
<Certo che no amore, sono certo che lui ti voglia tanto bene. È solo impegnato con il lavoro, per questo non riesce a venire a trovarti. Ma non dubitare mai quanto bene ti voglia>le posò un bacio sulla fronte e la sistemò sul suo seggiolino prima di chiudere la porta della macchina. Si diresse verso il lato del guidatore, quando la vide. Quella macchina vistosa, simbolo di ricchezza e importanza, fermarsi davanti al centro. E lo vide, nella sua bellezza, nella sua beatitudine, lui. Kim Taehyung.
Era arrivato
Fu un secondo primo che anche l'altro si accorse della sua presenza. Rimase lì,immobile. Non seppe che dire nè che fare. Lo guardò e basta. Non era cambiato per nulla, bello e slanciato come sempre, forse i capelli erano diventati più lunghi di quando si erano visti l'ultima volta. Differentemente da lui, Jungkook notò quanto stanco e sfinito la figura di Taehyung fosse. Il viso scavato, delle occhiaie profonde sotto i suoi occhi. Che non dormisse a causa del troppo lavoro?
<Amore, resta qui in macchina. Papà arriva subito>disse alla bambina prima di chiudere la macchina dietro di sé e dirigersi verso Taehyung. Le mani strette in due pugni, il labbro stretto nella morsa degli incisivi, forse dal trattenerlo dall'urlare qualsiasi parola gli venisse in mente in quel momento.
<Ben arrivato, sei in ritardo di quattro anni. Eri così impegnato con la tua nuova puttanella per dare un po' di attenzioni a tua figlia?>le parole uscirono con una calma straziante, e Taehyung sapeva bene che cosa stesse a significare quel tono di voce.
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Second Chance
FanfictionTaekook Dove tutto sembrava essere perfetto, amore e felicità regnavano sovrani, formando un castello meraviglioso. Un castello così maestoso quanto anche fragile, che crollerà lasciando dietro di sé tristezza, rabbia e tanto dolore. Saranno in gra...
