Come annunciato il giorno prima, Jungkook si era alzato presto per poter preparare con calma la colazione, usando la pastella come mezzo per sfogare la rabbia che si portava dietro dalla sera precedente. Aveva preparato due piatti, su cui aveva adagiato i pancake appena sfornati, accompagnando il tutto con della frutta fresca e un succo all'arancia.
Forse era un modo per scusarsi della delusione che avrebbe affrontato anche oggi, un modo per mandare giù quell'aspro sentore che, ancora una volta, avrebbe passato quelle ore a giocare con suo padre e qualche gentile signora del centro. Jungkook non era per niente felice della cosa, non avrebbe voluto mettere di nuovo sua figlia in quella situazione che si presentava senza troppi ritardi ogni mese, ma di certo non poteva andare contro il giudice che aveva giudicato la loro situazione familiare. Seppur mandava sempre un sostegno economico ai due, mai si era degnato di vedere quanto bella stesse diventando la loro bambina, quanto grande si stesse facendo e quanto intelligente fosse.
<Papà> la voce di Yumi interruppe il flusso dei suoi pensieri, portando un sorriso smagliante sul suo viso, nonostante dentro fosse una bomba pronta ad esplodere.
<Buongiorno principessa mia, hai dormito bene? Vieni a dare un bacio a papà>si abbassò alla sua altezza e la strinse forte a sè, riempiendola di baci su tutto il viso per poter sentire la sua dolce risata che rallegrava il suo cuore.
<Mi fai il solletico> disse lei tra le risate, cercando di spostare il viso del padre dal proprio, inutilmente, perché Jungkook aumentò ulteriormente quelle coccole mattutine
<Forza, abbiamo una buonissima colazione che sta aspettando che una certa bambina assaggi tutto e dia il suo giudizio> la fece sedere sulla sua sedia e le avvicinò il piatto, studiando ogni movimento ed espressione della piccola. La piccola portò il suo indice sul mento, quasi con fare pensieroso, osservando con attenzione il padre, prima di sorridergli e fargli un pollice in sù
<Sono i più buoni pancake che ho mangiato>disse fiera lei, sorridendo ancora di più nel vedere il padre felice di quella sua confessione.
<Sono contento che ti piacciano amore. Mangiali tutti che abbiamo una lunga giornata avanti a noi>le accarezzò con dolcezza la guancia prima di continuare a mangiare senza preoccupazioni, almeno per quella mezz'oretta.
In men che non si dica furono immediatamente al centro, precisi come ogni weekend di ogni fine mese. Parcheggiarono allo stesso posto, fecero la solita camminata di due minuti che distanziava il parcheggio dal centro. Si registrano per l'ennesima volta, salutarono le assistenti lì presenti, che oramai conoscevano come se fossero amici da sempre, ed entrarono nella solita stanzetta. Non era mai cambiato niente, c'era il solito tavolo, la solita lavagnetta bianca con i pennarelli e la scatola di giocattoli con cui divertire i bambini.
Iniziarono a giocare assieme all'assistente che era stata loro affiancata per la giornata, Emily, una ragazza bionda, alta e di corporatura esile. Era sempre stata gentile con Yumi, passando intere giornate a creare mondi di fantasia per alimentare la curiosità e distrarre la piccola dal tempo che stava trascorrendo. E anche quel giorno era stato lo stesso. Avevano disegnato tutti e tre insieme, avevano giocato con le bambole, a fare il medico e infine alla famiglia. In tutti quei giochi, l'attenzione di Yumi era sempre rivolta al padre che mai si era presentato in quegli incontri.
'Tuo papà sta arrivando'
'Stringi forte la mano di papà, vedrai che tutto passa'
'Io ho due papà, uno che è sempre con me e un altro che è con me nel mio cuore'
Erano alcune delle frasi che diceva o scriveva nelle sue raffigurazioni di quella famiglia perfetta che tanto idolatrava, ma di cui mai aveva avuto modo di assaporare qualche momento con entrambi.
<Jungkook..posso parlarti?>sussurò piano un'altra assistente parte dell'equipe che li seguiva da quattro anni. Lui annuì e si alzò, ma non fece in tempo a fare un passo che subito la voce di Yumi si fece più preoccupata
<Papà, dove stai andando? Dobbiamo andare già via?> lei adorava stare in quel posto che alimentava le sue illusioni e le sue delusioni, ma che avrebbe potuto fare, se era l'unica cosa che la rendeva felice allora lui avrebbe subito le conseguenze.
<no amore, papà arriva subito, vado solo a parlare con la signorina lì e sono subito da te> le scompigliò con dolcezza i capelli prima di uscire dalla stanza e poter parlare con maggiore tranquillità con quella signora.
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Second Chance
FanfictionTaekook Dove tutto sembrava essere perfetto, amore e felicità regnavano sovrani, formando un castello meraviglioso. Un castello così maestoso quanto anche fragile, che crollerà lasciando dietro di sé tristezza, rabbia e tanto dolore. Saranno in gra...
