Il suo cuscino era completamente bagnato dalle sue lacrime, si sentiva esausto, avrebbe solo voluto lasciarsi andare, lentamente. Il suo petto faceva così male, la testa pulsava a causa della lunga notte passata a piangere, mentre stringeva a se il cuscino. Ancora non poteva credere a quello che aveva visto il giorno prima, non poteva immaginare che quello che aveva visto lì fosse Taehyung. Non poteva essere lui.
Lui che gli aveva promesso amore eterno, di stare al suo fianco qualunque cosa fosse successa, che non avrebbe permesso a niente e nessuno di ferirlo. Ma allora perché era stato proprio lui a ferirlo per primo? A quel pensiero altre lacrime scesero veloci sul suo viso, accompagnate da una profonda fitta al petto. Non poteva accettare che tutto quello che aveva costruito adesso fosse distrutto come un castello di sabbia. Come poteva accettarlo. Da sempre aveva avuto una cotta per quel giovane, da sempre aveva sognato di vivere con lui, arrivando a pianificare ogni minuto della loro vita in un piccolo diaro. E adesso avrebbe solo voluto che nulla di tutto ciò fosse mai accaduto.
Rimpiangeva di aver accettato così ingenuamente il suo amore, di fidarsi di una persona così perfida e manipolatrice, perché erano queste le parole che potevano descriverlo. Si era fatto illudere dai bei gesti e le sue dolci parole e adesso ne stava bellamente pagando le conseguenze.
Il telefono continuava incessantemente a suonare, avvertendolo dei continui messaggi e chiamate che stava ricevendo. Sapeva benissimo che fossero tutte da quello ed era per questo che inizialmente aveva deciso di silenziarlo, ma il continuo illuminarsi dello schermo e vedere incessantemente quella parola "amore" sullo schermo, non fece altro che alimentare il suo odio e la sua sofferenza. Prese il dispositivo e lo gettò con violenza contro il muro, sperando che con il rompersi avesse potuto avere un po' di pace, e poter cancellare tutto quello che poteva ricollegarlo a quell'essere.
Anche il suo amato anello, che aveva sempre portato con sé con tanta fierezza sul suo anulare sinistro adesso era stato malamente gettato sotto un mobile, non volendo nemmeno più sapere la sua esistenza, il ricordo di quella vita che era stato illuso di avere e che mai avrebbe potuto riottenere. Lui aveva distrutto tutto. Lui lo aveva distrutto. E adesso per lui non c'era più posto nella sua vita.
<kookie, sono Yoongi. Posso entrare?>la voce leggera di un caro amico. Di qualcuno di cui si poteva fidare, qualcuno che sapeva non lo avrebbe distrutto. Non disse nulla, lasciò che questo si intrufolasse dentro, che prendesse posto accanto a lui e che lo guardasse nella sua sofferenza.
<Ti ho portato una cioccolata calda, ci ho messo anche i marshmallow che ti piacciono tanto>sussurrò gentile, mentre accarezzò via quelle dolorose lacrime che, ancora, si ostinavano a scendere dai suoi occhi rossi e stanchi. Yoongi sapeva bene che non bisognava insistere con lui, bisognava solo lasciarlo scaricare da solo tutto ciò che aveva dentro e solo dopo un bel pianto, allora, lui si sarebbe potuto avvicinare e stringerlo a sé, proprio come quando erano ragazzini.
<vuoi dormire un po'? Tanto la piccola è con Nam e Jimin, hanno portato tutti quanti al parco a farli divertire. Siamo solo io e te a casa. Puoi riposare un pochino, io sarò qui> il più piccolo scosse la testa, prima di affondare il suo viso contro il petto dell'amico, lasciandosi andare all'ennesimo pianto.
<perché? Perché mi sono fatto prendere in giro da quello lì?>Quelle parole provocarono una forte sofferenza nel cuore di Yoongi, che strinse il suo dolce amico più forte che poteva, nonostante il forte desiderio di andare a spaccare alla faccia a quel damerino da quattro soldi.
Ma quello doveva passare in secondo piano, adesso doveva pensare a Jungkook, lui era la sua priorità primaria in quel momento. Non poteva permettere che quel dolore gli togliesse per sempre il suo migliore amico.
<sono uno stupido. Un coglione. Sono un fallito>
<non dirlo nemmeno per scherzo Kook. Sei un ragazzo brillante, bellissimo. È quel coglione che ci perde, tu non devi permettere a quello lì di distruggerti>una lacrima accompagnò quelle parole, mentre la stretta attorno al corpo dell'altro si fece più potente, volendo fargli sentire la sua presenza, fargli capire che non era solo e che tutte quelle brutte parole che si stava rivolgendo fossero solo dettate dal dolore che quel misero essere si era permesso di infliggergli.
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Second Chance
أدب الهواةTaekook Dove tutto sembrava essere perfetto, amore e felicità regnavano sovrani, formando un castello meraviglioso. Un castello così maestoso quanto anche fragile, che crollerà lasciando dietro di sé tristezza, rabbia e tanto dolore. Saranno in gra...
