23. Buonanotte anche a te

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Mio nonno Casimiro, l'ha sempre detto di non uscire
con i ragazzi, perché sicuramente ci avrei sempre e solo rimesso.

Fino ad oggi credevo che dipendesse dai soldi e dal tempo che spendi per uscire con una persona.

Ma adesso capisco il vero senso della parola, quando esci con un principe pasticcione, ci rimetti sempre e solo  la salute.

Infatti adesso ho mille aghi attaccati  e una benda che copre tutta la mia testa, e dei cerotti sparsi in tutto il corpo, e qualche punto sul braccio e sulla coscia.

Mi è stato detto che sono viva per miracolo, perché una scheggia di vetro era molto vicina ad un'arteria.

Ho avuto fortuna.

Molta fortuna

Sbuffo sonoramente, quando osservo l'ora nell'orologio appeso alla parete che segna ancora le due di notte.

Il pomeriggio e la sera sono passati in fretta, i medici hanno perso molto tempo per togliermi tutte le schegge sul corpo, e i miei genitori quando mi hanno vista conciata così, mi hanno fatto una ramanzina che è durata fino a venti minuti fa.

Hanno  continuato tramite videochiamata.

Sono pesanti, non capiscono quando devono stare zitti.

Solo la mia amica Laura, mi è stata accanto, almeno finché ha potuto, mi ha riempito di domande, e per farmi stare meglio mi ha dato un cioccolatino che ho nascosto sotto il cuscino.

Lo devo ancora mangiare.

Prendo il cellulare sul comodino, decisa a guardare un documentario di Jeremy Wade.

La sua voce così profonda, ed i misteri che svela, sono come una dolce ninna nanna per me.

Clicco you tube, ed inizio a guardare il documentario che parla principalmente di pesci di grossa taglia.

Il nome di questo ricercatore, mi fa pensare a quel pervertito, stronzo.

Nonostante sono già passati tre giorni, la mia rabbia continua ad essere grande. Non sono riuscita a perdonarlo, il suo atteggiamento questa volta è riuscito a ferirmi talmente tanto, che non lo degnerò nemmeno di una risposta.

Quelle briciole di dolcezza che mi lasciato nella segreteria telefonica non sono bastati a farmi dimenticare il bacio che si è scambiato con quella rossa davanti a me e a mio padre.

Ci vuoi molto di più.

È lui sicuramente non si sforzerà, è troppo preso con quella rossa rifatta e con quella mora, e con altre donne ancora.

Ne ha una marea, sicuramente non ha il tempo è l'interesse per dedicarsi a me.

Nemmeno io.

Il mio principe merita tutte le mie attenzioni.

Faccio una smorfia di disgusto non appena vedo il braccio di un uomo pieno di sangue.

<<Che schifo>> mi lamento ad alta voce, bevendo a grandi sorsi l'acqua, per evitare di vomitare.

Chiudo immediatamente gli occhi, quando vedo un altro attacco di uno squalo che riserva le stesse identiche attenzioni ad un altro pescatore.

Di male in peggio.

Forse dovrei spegnere il cellulare e mettermi a dormire.

Non aspetto un altro minuto, mi affretto  a spegnere lo schermo e a rimettere il cellulare sul comodino.

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