Sussultammo nel sentire la voce di Paul, ci staccammo immediatamente, io con il cuore in gola per lo spavento e Bryan del tutto composto con sguardo impassibile.
«Dove...andate?» ci studiava sospettoso e sperai con tutto il cuore che non pensasse male.
Tecnicamente mi aveva invitata a stare lontano da suo figlio.
«La porto fuori a pranzo»
«Ah si?» cercò conferma da me non ricevendo nulla se non un viso rosso dall'imbarazzo.
«Mi sta solo accompagnando a prendere qualcosa da mangiare» spiegai invece per non fargli pensare male.
Era del tutto contrariato e cercava di nasconderlo, ma fallendo miseramente quando mi guardò con disappunto scuotendo la testa.
«Beh, non rimane molto alla fine della pausa pranzo, quindi non metterci tanto» controllò l'orologio.
«Penso che ci metteremo un po' di più del tempo che le rimane» Disse Bryan tenendogli aperto l'ascensore.
«Le regole valgono anche per te, figliolo»
«Papà, vorr-»
«A tra poco» e sparì.
Bryan sbuffò scocciato e si fece seguire fuori, andò verso i parcheggi invece di dirigersi al semaforo, quindi gli chiesi di fermarsi a due passi dalla sua macchina.
«Che succede?»
«Hai sentito tuo padre? Non dobbiamo fare tardi, quindi preferirei andare da lily's, per favore» dissi l'ultima parte vedendolo scuotere la testa, l'ultima cosa che avrei voluto era far incazzare Paul e quella giornata l'avevo iniziata troppo bene per rovinare il mio umore.
«Per favore» ripetei e sorrisi vedendolo rimettere le chiavi della macchina in tasca.
«Facciamo come dici tu» disse.
Ci sedemmo intorno ad un tavolo in fondo alla sala aspettando che riscaldassero i panini che avevamo ordinato.
«A che ora inizi domani?»
«Inizio sempre alle nove, perché?»
«Se mi concedessi un'uscita stasera, potresti dormire da me così veniamo in ufficio insieme» lo disse con tale naturalezza, nemmeno fossimo in una relazione.
«Bryan, ti ho già detto di no. Non mi interessano le relazioni ora come ora» non ricordavo nemmeno se fossi mai stata in una relazione. Che senso aveva impegnarsi tanto quando avrei potuto andare in discoteca un sabato sera qualunque e divertirmi con qualche sconosciuto che il giorno dopo non avrebbe preteso una colazione già pronta o che non scopassi più con altri?
«Quindi ci hai pensato a stare con me?» lo disse malizioso ed alzai gli occhi al cielo. Stava ignorando il punto.
«No, Bryan, non ci ho pensato e non lo prenderei mai in considerazione»
«Perché?»
«Tu lo stai facendo a quanto pare» e non lo dissi per sapere il suo punto di vista a riguardo, ma perché dal suo sguardo trapelò dello sconcerto.
«No, no, assolutamente no» mentì spudoratamente ritirando la mano che stava per toccare la mia posata sul tavolo.
«Meno male»
Calò un silenzio tombale in cui ognuno si perse nei propri pensieri finché la cameriera non ci portò il cibo.
«Buon appetito» disse guardando soprattutto un Bryan che non la degnò nemmeno di un'occhiata.
La guardai tornare dietro il bancone e quando riportai l'attenzione a noi, lui mi stava fissando severamente.
«Cosa?»
«Quindi usciamo stasera?»
«Perché insisti tanto?»
«Perché mi piacerebbe passare del tempo con te fuori dal lavoro. Cosa c'è di male?»
«C'è di male, Bryan, che sei il figlio del capo e solitamente la cosa comporta sempre qualche guaio»
«Se è questa la tua paura, allora nessuno deve saperlo, nemmeno mio padre» diede un morso al suo panino incitandomi a fare lo stesso, lo seguii a ruota e ciò fu motivo di un'altra pausa dalla discussione.
«Stavo pensando di andare in un club, ho cercato qualcosa di divertente da fare, ma è tutto una tale noia mortale qui»
«Bryan, siamo a Los Angeles, ci sono tantissime cose da fare qui»
Aveva lasciato il resto del suo cibo preferendo andare fuori a fumare, mi chiese di fargli compagnia, quindi eravamo seduti sui gradini sul retro del bar siccome non voleva che nessuno appartenente alla società lo vedesse.
«Tipo?»
Pensai a qualcosa, ma tutto ciò che mi avveniva in mente era fattibile solo nel West Los Angeles. Preferii stare zitta.
«Vedi? Londra in confronto è il paradiso»
«Ora non esageriamo» borbottai coprendo il naso per non respirare il fumo che l'aria spingeva dalla mia parte.
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BE CAREFUL WITH ME
RomanceRiley Elle james è una Newyorkese finita a Los Angeles con la sorella Jess per motivi lavorativi. L'organizzazione non è il suo forte, infatti continua a rimandare tutto ciò che metterebbe un po d'ordine nella sua vita per dedicare anima e corpo nel...
