Fosse pensiero, questa carne greve,
della distanza non mi struggerei:
qualunque spazio correrebbe lieve
fino alla lontananza ove tu sei.
E che m’importa, se dovessi stare
per strade e case che ti son straniere?
la mente varca a volo terra e mare,
e concepir la mèta è possedere.
Penso, funesto, che non son pensiero,
non vàlico le miglia che ti vanno:
corpo concreto e duro, opera al nero,
gemo aspettando il giorno, ch’è tiranno.
Atomi lenti, io mi vi rassegno
con lacrime pesanti, triste pegno.
