LXXI

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Quando si tace la campana ostile

che mi manda ai defunti, non volermi

piangere ancora, se dal mondo vile

vado a più vile vivere di vermi.

Se scorri questi versi, abbi scordato

la mano di chi scrive, che ti ha cara

tanto che più gli è dolce essere obliato,

se la sua rimembranza riesce amara.

E se, ti dico, leggi questa riga

quando sarò composto nel mio campo,

al mio povero nome non dar briga

e lascia amore e vita senza scampo,

che quei pedanti, del tuo lutto accorti,

non diano gabbo a te con i tuoi morti.

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⏰ Ultimo aggiornamento: Mar 23, 2015 ⏰

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