Quel che di te l’occhio del mondo scorge
non domanda al pensiero altri artifici:
lode la lingua dal cuore ti porge,
verità mera, pure ai tuoi nemici.
Ti corona così la lode fuori:
ma quelle lingue che ti fanno il coro
lordano poi la lode d’altri umori,
vedendo più che l’occhio mostri loro.
Vogliosi di veder quel ch’è ritroso,
lo stimano a misura del tuo gesto;
nobili d’occhio, di pensiero ozioso,
d’odor di loppa il giglio fanno pesto.
Se fuori il fiore aromi non effonde,
ce n’è ragioni: cresce in terre immonde.
