Morning ~

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Inferno, Quinto cerchio: Iracondi e accidiosi.

Le urla dei dannati, da sempre soffocate nella melma putrida dello Stige, stavano diventando fin troppo acute per le orecchie di Flegias, custode e traghettatore del quinto girone infernale, il quale scese dalla sua barca - composta interamente da legno fetido e marcio, ma che miracolosamente ancora galleggiava - per cercare di capire cosa stesse succedendo alla sua amata palude, da sempre simbolo di sofferenza e perdizione.
Appoggiò incazzato entrambi i piedi su di una piccola porzione di ciò che, ad occhio umano, sarebbe potuta sembrare terra ma che, nella realtà dei fatti, non era affatto terra. Si guardò intorno spaesato alla ricerca di una spiegazione a quell' inspiegabile fenomeno.

Era dai tempi in cui incendiò il tempio di Delfi che non sentiva urla umane, o per meglio dire 'disumane'.

D'un tratto, i suoi occhi neri come la pece - tendenti verso il basso e gravemente deformati dalla dannazione eterna - notarono che la palude si stesse prosciugando, come se qualcuno la risucchiasse lentamente dal basso.

I primi a liberarsi furono gli Iracondi, che non smettevano di gridare incazzati contro non si sa chi o che cosa. Blateravano, imprecavano e ripetevano nomi che, con ogni probabilità, avevano fatto parte del loro passato da umani.

Voci indiscrete hanno poi rivelato che qualcuno nominò persino qualche impiegato postale.

"Ma che cazzo sta succedendo qui." si domandò Flegias ad alta voce in mezzo a quella bolgia, stringendo i pugni e le labbra che lasciavano intravedere i canini appuntiti.

"Corvas, dove sei?" urlò poi, richiamando alla sua attenzione un semplice demone servitore, il quale arrivò subito da lui nuotando.

"Eccomi, mio padrone." disse il demone, prostrandosi ai suoi piedi.

Corvas, in passato, era stato senz'altro un angelo furbo e digilente, oltre ad essere stato dotato di un corpo fisicamente molto alto ed atletico. Ma, purtroppo per lui, era stato anche un ladro. Di fatti, aveva rubato alcune spade, poste su di un alto monte del paradiso e raggiungibile da pochi, per consegnarle a Lucifero.
Per questo, dopo la caduta, era stato punito con un corpo di bassissima statura e privato di qualsiasi potere, se non quello affidatogli da un demone padrone. Nel suo caso, Flegias gli aveva conferito quello di poter torturare i dannati nello Stige senza venirne risucchiato a sua volta.
Oltre al grande onore di poterlo servire.

Ad ogni modo, negl'anni Corvas si era rivelato un buon servitore, anche se un po' imbranato e fuori luogo.

"Chi sta prosciugando lo Stige?" tuonò Flegias, sull'orlo di una crisi.

"Non ne ho idea, mio padrone. Forse il signore oscuro ha deciso di dargli finamente una bella ripulita?" rispose l'altro, azzardando un'ipotesi del tutto impossibile.

"Non dire assurdità. Ecco, mi stai facendo incazzare ancora di più." ribattè Flegias, trasalendo poi con il respiro. Le urla erano sempre più intense e per poco non gli scoppiarono i timpani.

"Mio signore, ma lei è l'allegoria dell'ira, è normale che sia sempre arrabbiato." constatò Corvas, gesticolandogli animatamente davanti.

"A volte mi domando del perché non ti abbia dato il potere di affogarci nello Stige." borbottò Flegias, rivolgendo lo sguardo altrove.

In pochi secondi, la palude si seccò completamente dinnanzi alla loro espressione incredula, atterrita ed altamente consapevole della gravità dell'evento.
Dopo di che, la nube intensa che occupava la palude si dissipò, lasciando trasparire chiaramente l'ambiente angusto e fatiscente in cui si trovavano. Dei corvi neri del tutto ciechi - o perlomeno creature simili ad essi - presero a gracchiare e a svolazzare spaesati sulle loro teste, mentre altre creature grosse e deformi riemergevano dai fondali di una palude, ormai, inesistente.
Flegias poté addirittura giurare di aver intravisto da lontano dei bambini.
Dei bambini nel quinto girone.
Assurdo. Anzi, impossibile.
A dir poco terrorizzato ed ormai nauseato dalle grida, il guardiano lasciò i peccatori nelle mani di Corvas e si recò alla fine del cerchio infernale, fermandosi proprio dinnanzi alle alte mura di Dite, solitamente sorvegliate da una moltitudine di demoni, i quali, con sua grande sorpresa, in quel momento erano totalmente assenti.

Good Omens || Nobody KnowLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora