Wedding ~

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Da un po' di anni a questa parte, il meteo a Tadfield non deludeva mai ed Aziraphale conosceva benissimo il motivo, che aveva un nome ed un cognome ben preciso: Adam Young. Pertanto, a differenza di Londra, lì la primavera era più vivida che mai e la mattinata si presentò già mite, soleggiata e piacevole da vivere.
La chiesa di Tadfield era situata nel centro storico della piccola città, circondata da alti pini sempreverdi e composta interamente in pietra viva, con una vetrata a mosaico circolare posta giusto al centro della struttura.
In vista delle nozze, Ananathema e Newt avevano fatto richiesta al parroco che fosse addobbata interamente con rose bianche - poste sia al di fuori, che all'interno della stessa - con fiocchi in raso color panna e candele bianche sparse ovunque.
Nel frattempo, Aziraphale, vestito interamente di bianco con una camicia di un azzurro molto pallido, teneva gli occhi fissi su quella vetrata cercando di capire esattamente che santo fosse rappresentato. Presumo San Bernardo, si disse, increspando gli occhi per focalizzare meglio la figura, ma proprio non riuscì a venirne a capo.
"Aziraphale, che piacere rivederti. Sei il primo ad essere arrivato." Adam Young, seguito da Pepper, Wensleydale e Brian, lo colsero di sorpresa alle spalle, facendolo sobbalzare per lo spavento.
"Scusami, ti abbiamo spaventato." aggiunse il giovane, sorridendo imbarazzato.

"Ma no, stavate solo per farmi venire un infarto, nulla di importante." ribattè ironicamente l'angelo, facendo lunghi sospiri e toccandosi il cuore con una mano.

"Non pensavo che gli angeli potessero avere infarti." incalzò Pepper, intrecciando le braccia al petto e curvando la testa su di un lato.

"Ero sarcastico." Aziraphale si sforzò di sorridere mantenendosi calmo, mentre si risistemava il papillon marrone al collo.

"Ma non vedo Crowley, non sareste dovuti venire insieme?" riprese Adam, aggrottando la fronte e guardandosi intorno. Quel giorno, i "Quelli" erano davvero adorabili, tutti in ghingheri e perfettamente in ordine da sembrare quasi dei soldatini.

"Emm." improvvisamente, Aziraphale si ritrovò in difficoltà e cercò di pensare alla svelta ad una scusa da dirgli. Non gli andava proprio di spiegar loro cosa fosse accaduto con il demone, nè avesse la minima intenzione di aprire anche solo l'argomento. "La cerimonia si terrà in una chiesa, no? ed un demone non può entrarci, o meglio sì, potrebbe, ma passarebbe tutto il tempo a saltellare in giro, dato che si tratta di un luogo benedetto. Per questo motivo ha deciso di non esserci questa mattina, ma credo - e spero - che verrà almeno per il pranzo." l'angelo parlò loro lentamente, cercando di risultare abbastanza convincente ai loro occhi.
Adam rimase in silenzio e guardò Pepper, la quale ricambiò subito il suo sguardo, per poi voltarsi verso Wensleydale e Brian, annuendo.
"Beh, sì, ha senso. Ti crediamo." sentenziò infine la ragazzina, mentre l'angelo espirava sollevato.

"Allora noi iniziamo ad entrare dentro, così prendiamo i posti avanti. A dopo." Adam prese nuovamente l'iniziativa, mentre il resto dei Quelli lo accompagnarono all'interno della chiesa senza fiatare.

Aziraphale li seguì con lo sguardo, restando immobile. In quel preciso istante, sebbene fosse un angelo, provò quasi invidia per quei ragazzini, dotati di libero arbitrio e "liberi " di poter decidere della propria vita, senza nessuno che gli dicesse cosa fare o cosa non fare; da che parte stare o di chi innamorarsi. L'angelo, per un attimo, pensò a quanto potesse essere bello essere mortali senza dover fare i conti con l'eternità; un'intera eternità in cui si era sentito meno solo esclusivamente grazie a Crowley.

Ripensò, poi, a quanto sarebbe stato bello se il suo amico non fosse mai caduto; alle loro lunghe passeggiate nel paradiso, indisturbati, liberi.

Tutto il tempo che aveva trascorso sulla terra gli aveva insegnato a sognare, cosa che, prima di allora, non gli era stata concessa di fare. Ripensò addirittura a ritornare su, implorare il perdono di tutti e riprendere ad obbedire, lottare con una spada di fuoco, continuare a vivere senza capire per davvero cosa, o meglio chi, lo rendesse davvero felice. Senza dubbio, sarebbe stata la strada più facile da percorrere per smettere di soffrire.

Good Omens || Nobody KnowLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora