Belzeebù radunò subito il Consiglio dell'Oscurità. Ciò che Flegias aveva scoperto sulla Terra aveva davvero dell'incredibile ed il principe dell'inferno stentava ancora a crederci.
Faticava così tanto a trattenere tutta la sua rabbia e frustrazione in merito che si sentì costretto a spostare i suoi pensieri altrove per evitare di distruggere ulteriormente l'inferno. Più di quanto non lo fosse già.
Aziraphale.
Era stato lui.
Lui era il vero colpevole.
Era stato proprio lui a beffare la sua corte portandogli via il prezioso cimelio infernale da sotto gli occhi.
Non restava altro se non catturarlo e processarlo, ma non prima di aver dichiarato guerra all'intero Paradiso. Finalmente li avrebbe sterminati tutti per davvero.
Ed il primo sarebbe stato proprio Gabriele, al quale avrebbe trafitto il cuore con i suoi stessi artigli senza dargli modo di difendersi o di scappare. Quello sarebbe stato il prezzo per averla presa in giro; per essersi approfittato della sua 'amicizia ', se così poteva definirsi. Quel che era sicuro e che non avrebbe più trovato pace.
"Lascia che lo ammazzi io." sibilò Hastur con disprezzo, digrignando i denti marci. Nel mentre, Belzeebù aveva cominciato a battere ripetutamente la mano sinistra sul manico del suo trono per zittire il resto dei demoni in sala, molti dei quali non avevano capito nemmeno del perché si trovassero radunati lì. Il più sveglio tra loro stava sbattendo la testa contro il muro da più di un'ora, per intenderci.
"Il prossimo che osa solo fiatare, verrà smembrato ed appeso al soffitto da me in persona." affermò Belzeebù con tono autoritario, senza batter ciglio.
Alle sue parole, seguì immediatamente il silenzio.
"Bene, ora va molto meglio." riprese il principe, per poi alzarsi dal suo trono nero come le piume dei corvi e guardare tutti i presenti in viso. Solo allora si rese conto che ne mancava ancora uno all'appello. Ma non uno qualsiasi. Uno importante.
Un pezzo grosso dell'inferno senza il quale non poteva dar vita ad alcuna ribellione.
Di colpo le luci, che illuminavano scarsamente la stanza in cui si trovavano, incominciarono a tremare, dopo di che seguirono dei sibili, fischi e suoni disturbanti. Così disturbanti che i demoni minori si tapparono le orecchie già sanguinanti per l'indescrivibile dolore. Non erano abituati a quel tipo di tortura.
Belzeebù sorrise compiaciuta, perché tutto ciò poteva solo significare che l'ospite tanto desiderato fosse finalmente giunto presso la sua corte.
Asmodeo, principe e demone della distruzione, della cupidigia, dell'ira e della vendetta apparve al centro della stanza avvolto in un lungo mantello nero con intarsi cobalto.
Sul capo indossava una corona scarlatta, ai piedi dei sandali dorati.
La sua pelle era chiara. Il suo viso era squadrato e ricoperto da una leggera barba rossiccia che gli donava fascino. I suoi occhi neri fissavano Belzeebù dal basso verso l'alto con aria divertita.
Non sembrava affatto turbato da tutta quella storia.
"Vecchio amico, che piacere rivederti." esordì Belzeebù, sorridendo in sua direzione.
"Sono venuto non appena ho ricevuto il tuo messaggio sulla Terra." rispose l'altro, spalancando le braccia per accoglierla in un caloroso abbraccio.
"Sai cosa è successo, vero?" gli chiese a bassa voce, mentre i demoni minori li fissavano da lontano, intimoriti dalla la loro presenza. Tutti tranne il duca infernale, il quale si mostrò a dir poco impaziente di scoprire quali sarebbero stati i nuovi ordini da eseguire.
"Sì, so già tutto." le rispose Asmodeo, salendo i gradini per raggiungere il trono. "Non avresti dovuto fidarti di Gabriele. Alla fine, trova sempre il modo per beffeggiarci." disse, come se fosse stata una cosa abbastanza ovvia. "Ora non dobbiamo restare inerti dinnanzi ad un simile affronto. Se ci pensi, uccidendo Aziraphale, risponderemmo solamente alla loro richiesta di guerra.
Almeno per una volta, non abbiamo iniziato noi." concluse piegando la testa su un lato, per poi intrecciare le dita tra i suoi capelli lunghi e mossi.
Il suo aspetto attuale era appena quello di un ventenne, ma con modi palesemente da adulto.
E pensare che aveva solamente più di centomila anni.
In verità, nel corso dei secoli, si era proprio divertito a cambiare aspetto in base alle proprie esigenze, anche se lo faceva più per creare scompiglio.
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Good Omens || Nobody Know
FanfictionDopo aver evitato la fine del mondo tanto amato, Crowley ed Aziraphale decidono di non vedersi per un po' di tempo, sia per impedire che le corrispettive fazioni angeliche e demoniache possano ancora intromettersi nelle loro vite, sia per metabolizz...
