My heart ~

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"I raggi del sole colpirono il suo viso, illuminandolo gradualmente.
Di conseguenza, aprì gli occhi infastidito da tutta quella luce che, tuttavia, lo riscaldava in quel freddo inverno.
La stanza in cui si trovava era vuota e gelida. Avevano già portato via tutto.
Gli spifferi d'aria passavano attraverso le vecchie finestre dai vetri rotti; ed attraverso cui entrava persino la neve.

Provò a muoversi, ma sentiva le gambe pesanti, il respiro sempre più debole e le ossa doloranti in tutto il corpo.
Capì subito che fosse giunto il suo momento.
In realtà aveva sperato a lungo che fosse giunto molto prima, ma chissà come mai era vissuto così tanto da dover quasi pregare di morire.

Mugolò qualcosa di incomprensibile, per poi fissare il soffitto.
Fu in quel momento che la sua mente trovò la forza di ritornare indietro per rivivere qualcosa della sua vita passata, in virtù del quale era riuscito ad arrivare fino ad allora senza impazzire.
Sorrise.
Doveva trattarsi di un ricordo davvero felice, dato che non sorrideva da anni.
Il suo volto provato dall'età non mostrò alcun segno di pentimento, poiché il suo sacrificio aveva salvato ciò che andava salvato a tutti i costi: la vita.

Per un attimo - forse per sentirsi meno solo mentre attendeva la sua fine - immaginò che in quella stanza vuota ci fosse anche lui.
Immaginò che gli stesse stringendo la mano.
Gli stava dicendo che non gli avrebbe fatto male più di quanto gliene avesse provocato la sua assenza.

Come sarebbe stato bello se solo fosse accaduto per davvero. Ma, come al solito, avvenne solo nella sua mente.

Provò nuovamente a muoversi, ma non ci riuscì. Una folata di vento improvviso gli gelò il viso, immobilizzandolo più di quanto non lo fosse già. Quel letto era diventato una vera e propria prigione.

L'angelo della morte si stava facendo attendere più del dovuto. Non ce la faceva più. Voleva solo che tutta quella solitudine terminasse insieme ai battiti del suo cuore. Dopo tutto quello che aveva passato, sparire dal creato sarebbe stata una benedizione vera e propria.

E non desiderava altro se non magari poter rivederlo ancora un'ultima volta.
Poterlo riabbracciare, accarezzare o anche solo parlargli sarebbe stata la ricompensa più bella che avesse mai potuto desiderare dopo ciò che era accaduto.

Ma era impossibile.

Una lacrima rigò il suo viso. Non riusciva a tenere gli occhi aperti per più di qualche secondo senza provare dolore.

Di colpo, sentì un calore improvviso sulla sua guancia, ma quella volta non erano i raggi del sole. Era qualcos'altro. Era un calore diverso, qualcosa che la sua mente aveva, ormai, rimosso da così tanto tempo, che fece fatica a capire cosa realmente fosse e da dove provenisse.

Così, trovò la forza di riaprirli e..."

• • •

Crowley gettò un urlo così forte che Aziraphale sobbalzò per lo spavento.
Si toccò il petto, respirando affannosamente.

"D..dove sono?" balbettò ansimando. Aveva la fronte sudata e la gola secca. Si sollevò di scatto con il busto in avanti, restando però seduto sul pavimento.
Era disorientato e la testa gli girava da impazzire. Poi, si sentì persuaso da un forte senso di vomito, ma riuscì a trattenersi. Non voleva rovinare la moquette.

Nemmeno nella peggiore delle sue sbronze si era sentito male come in quel momento.

"Zerachiel c'è andato davvero giù pesante questa volta." mormorò Aziraphale con una punta di sarcasmo misto a preoccupazione. "Su, aggrappati a me." continuò, mantenendo un tono di voce basso.
Così, si inginocchiò accanto a lui, per poi cingergli un fianco ed aiutarlo ad alzarsi da terra.

Good Omens || Nobody KnowLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora