Heaven ~

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In un tempo indefinito ed in un luogo irraggiungibile per i comuni mortali, due angeli camminavano fianco a fianco guardandosi negli occhi.

Tutto intorno a loro era dominato dal bianco, dal rosso cremisi e dal blu cobalto.

I due camminavano in ciò che poteva sembrare, a prima vista, un giardino circolare pieno zeppo di fiori d'ogni genere, tra cui: orchidee, rose, tulipani, girasoli, ortensie e papaveri.
Per non parlare, poi, degli alberi presenti lì: dalle querce ai pini, dagli abeti ai salici piangenti.

Giusto al centro del giardino era stata disposta una fontana dorata da cui i zampilli fuoriuscivano con impeto andando verso l'alto, per poi cadere giù nella vasca sottostante.

Due colombe sorvolarono sulle teste dei due angeli andando ad appollaiarsi sul ramo di una vecchia quercia sita a pochi passi da loro.
Uno dei due le indicò sorridendo, per poi andarsi a sedere sul bordo della suddetta fontana, attendendo poi che l'altro facesse lo stesso.

"Allora, Remiel, ti piace questo posto?" domandò l'angelo dai capelli lunghi e lisci come seta, il cui colore era di un rosso amaranto molto intenso.
I suoi occhi erano grandi, incredibilmente espressivi e dorati; fisicamente era alto e snello, il suo viso magro e spigoloso gli donava fascino.
Indossava una tunica bianca circondata da una fascia color rubino e delle spalline dorate come ornamento.
Nel complesso aveva tutta l'aria d'essere una qualche autorità degna di rispetto.

"Sì, Raphael. Ti ringrazio ancora per avermi portato qui." rispose entusiasta Remiel, la cui tunica era corta e blu, un blu che contrastava fortemente con i suoi capelli platino tendenti al rosa. Indossava anch'egli delle spalline dorate ed una fascia rossa che gli avvolgeva il petto e la schiena.
Al contrario dell'altro angelo, il suo viso era piu rotondo e dai lineamenti dolci, tratti che gli donavano un aspetto alquanto mansueto.

"Figurati, non vedevo l'ora di andare via da quella noiosissima riunione con Gabriele e Michele riguardo Alpha Centauri. Mi avevano chiesto di crearla e così ho fatto. Ma, a quanto pare, alcune cose vanno necessariamente modificate e bla bla bla." disse, scrollando la testa a destra e a sinistra "Agli alpha centaurini non va bene avere un clima perennemente tropicale. A loro piace il freddo. Bisogna cambiare." concluse citando le parole di Gabriele, imitandone persino la voce.

Remiel scoppiò a ridere senza riuscire a trattenersi. "Sei davvero bravo ad imitarlo."

"Umpf, sinceramente vorrei essere bravo a fare altro. Qui è una noia pazzesca. Dobbiamo solo creare costellazioni, universi e cercare di mantenere un equilibrio con quelli di sotto che, sicuramente, si staranno divertendo più di noi." disse, sospirando.

"Raphael, ma che dici? Quelli di sotto sono i nostri fratelli caduti, loro sono imperdonabili e dannati per l'eternità. Come puoi invidiarli?" Remiel balzò in piedi piazzandosi difronte a lui, incredulo per le sue parole.

"Non li invidio, cioè, beh sì, forse solo un po' e soltanto perché possono fare ciò che vogliono ed andare dove vogliono senza troppe pressioni. Possono uscire fuori dagli schemi senza conseguenze terribili o paura di perdere le ali, dato che le hanno perse già una volta, non hanno di che preoccuparsi. Il fondo già l'hanno toccato. Cosa c'è di più terribile dell'inferno? Niente." concluse ridendo, mentre l'espressione sul viso di Remiel rimase seria.

"Raphael, dimmi cosa ti sta succedendo. Perché stai facendo questi discorsi? io..non ti basto più?" gli chiese dopo poco, stringendogli entrambe le mani nelle sue.

A quel punto Raphael gli accarezzò la guancia destra, scrollando la testa più volte.

"No, non sei tu il problema. Non potresti mai essere un problema per me." sussurrò dolcemente, per poi dargli un bacio innocente sulle labbra.
Remiel chiuse istintivamente gli occhi senza opporsi o respingerlo.
Lo amava così tanto che, alla fine, gli avrebbe perdonato qualsiasi parola detta.

Good Omens || Nobody KnowLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora