On the road ~

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"Crowley, no. Fermati."

"Non puoi dirmi di fermarmi, non ora."

"T..ti ho detto di fermarti."

"Ma perché?"

"Perché stiamo girando in tondo da un'ora e non riesci a rendertene conto, Dio santissimo." urlò l'angelo, per poi sollevare gli occhi in alto. "Scusami, Padre." mormorò infine, sospirando.

"Umpf, e va bene, adesso accosto."

ribattè Crowley con aria rassegnata, dando prima una rapida occhiata allo specchietto retrovisore, per poi fermarsi  sul ciglio della strada isolata e totalmente immersa nel verde.

Una leggera foschia ricopriva la parte più lontana del bosco sito alla destra di Crowley, il quale si era incantato, per un attimo, a fissare l'ambiente circostante.

Erano nel nulla più totale.

Quel luogo ricordava i tipici boschi un po' tetri descritti nelle fiabe ed Aziraphele sperò con tutto il cuore che non fossero capitati proprio in quello di Hänsel e Gretel, anche se l'idea di poter divorare un'intera casa fatta di dolci non gli dispiaceva per niente.

Intanto Crowley spense il motore e seguì con lo sguardo la pioggia che batteva ancora forte sull'asfalto. Sapeva bene che quel nubifragio sarebbe durato ancora a lungo e, di certo, non gli avrebbe facilitato il viaggio.

"L..lo sapevo che ci saremmo persi." disse l'angelo all'improvviso con voce tremula e quasi sull'orlo di scoppiare in lacrime. Invero, in quel momento era proprio sull'orlo di una crisi di nervi, la sua prima crisi di nervi in più di sei mila anni per giunta.

"Non ci siamo persi, non iniziare a piagnucolare. Abbiamo solo fatto la strada più lunga per arrivare dove dobbiamo arrivare." ribattè l'altro con tono vago, aspettando con le mani ferme sul volante che il tempo migliorasse.

"Mi chiedo dove dobbiamo arrivare dato che non me l'hai detto." aggiunse l'angelo lanciandogli uno sguardo interrogativo.

A quel punto Crowley gli rivolse tutta la sua attenzione e, scrollando le spalle, disse: "Non hai detto una parola da quando siamo andati via da Soho. Pensavo non volessi parlarmi e quindi ho evitato di farlo a mia volta." si difese prontamente, gesticolando a caso.

"Ah, quindi starsene per un po' in silenzio significa non voler più parlare?" insinuò Aziraphale, inarcando un sopracciglio ed intrecciando le braccia al petto.

"E che ne so io. Non sono bravo in queste cose, lo sai." Crowley abbassò di poco il finestrino, sospirando.

In quel preciso istante magicamente smise quasi del tutto di piovere, sebbene altri nuvoloni neri in lontananza non lasciavano sperare in un miglioramento del tempo per quella giornata.

Così Crowley riavviò l'auto e partì senza indugio, mentre Aziraphale ritornò a chiudersi in un silenzio tombale.

In realtà non sapeva se volesse parlare con lui o se, semplicemente, che fosse lui a parlargli.

Probabilmente gli sarebbe andato bene persino litigare purché parlassero.

Di fatti, Aziraphale lo guardava con la coda dell'occhio, per poi discostare lo sguardo ogni volta che Crowley sembrava accorgersi che lo stesse fissando.

Un vero dilemma.

• • •

Nel frattempo Remiel aveva appena  terminato un noiosissimo colloquio di lavoro presso un'azienda per modelle e modelli, esattamente la B & B (Britney and Brian), la quale l'angelo aveva scambiato, inizialmente, per un bed and breakfast e si era presentato lì credendo di dover concorrere per un posto alla reception o da uomo delle pulizie.

Good Omens || Nobody KnowLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora