Una volta - sebbene non ricordasse di preciso quando - Crowley lesse da qualche parte che uno dei modi per farsi perdonare dalla persona amata era quello di compiere dei piccoli gesti, anche solo uno, ma dal grande significato.
Scegliendo di scendere all'inferno per salvare Aziraphale, si era descisamente spinto un po' oltre. Ma era sicuro che sarebbe stato un "piccolo gesto, ma dal grande significato" che il suo angelo dal cuor gentile avrebbe apprezzato; e che lo avrebbe portato poi a perdonarlo definitivamente. Almeno così cercava di convincersi mentre si dirigeva nel regno della dannazione eterna con una certa nonchalance. Risentirsi scorrere nelle vene la ninfa dell'immortalità l'aveva, di colpo, riempito di una carica tale da farlo sentire nuovamente invincibile. I suoi occhi erano ritornati vividi e gialli, con le pupille uguali a quelle di un serpente.
Aveva persino ripreso a sibilare.
Al suo fianco Zerachiel teneva fisso il suo sguardo, perennemente infastidito dalla vita, sul quell'orribile taccuino color porpora che aveva con sé sin dalla sua creazione angelica.
Crowley, dal canto suo, si era sempre chiesto di cosa vi fosse appuntato al suo interno di così importante da estraniarlo spesso dal mondo; e se quel quadernino avesse mai avuto una fine. Ma il suo ex - collega era sempre stato molto riservato sul suo contenuto, così tanto che davvero nessuno era mai riuscito ad apprendere cosa diamine vi ci appuntasse sopra di volta in volta, da un' eternità. Molti tra gli angeli avevano ipotizzato che al suo interno vi fosse un elenco infinito per ogni cosa creata all'interno dell'universo; oltre ai nomi degli angeli custodi di tutti i terrestri, degli animali e di altre razze viventi definibili ed indefinibili.
Quell'orribile taccuino, dunque, aveva un valore inestimabile.
E forse era proprio quello il motivo per cui Zerachiel non se ne distaccava mai.
"Aziraphale si trova nel quinto girone. Ho ricevuto ora le coordinate esatte dal bracciale al suo polso e, se ricordo bene la struttura dell'inferno, la sua posizione è per l'esattezza tra il quinto ed il sesto girone." esordì l'angelo dal fare sempre più enigmatico, sorprendendoli.
Nel mentre, uno strano vento dall'odore nauseabondo li avvolse facendoli desistere per qualche secondo nell' oscurità più totale.
I più infastiditi tra loro erano Isabel e Zerachiel, per nulla abituati a quel tipo di olezzo simile alla carne in avanzato stato di decomposizione. Ma mentre Zerachiel riuscì a resistere senza risentirne, Isabel invece non riuscì più a trattenersi e vomitò accanto a Remiel.
"Isabel, che hai!?" le chiese preoccupato il demone, accovacciandosi accanto a lei per sorreggerle la fronte.
"S-sto bene. Davvero. È solo che questa puzza mi fa..." s'interruppe nuovamente per vomitare.
Crowley si grattò la testa per un attimo e ripensò alle parole di Anathema prima che varcassero il cancello infernale.
"Per una volta cerca di non essere schietto e pessimista, ma sii gentile con lei, perché è già terrorizzata di suo."
Effettivamente avrebbe davvero voluto dirle la verità. Ossia che se il suo corpo non si fosse subito abituato a quel fetore immondo - e quindi tollerandolo - sarebbe sicuramente morta in meno di cinque minuti a causa di tutti i liquidi che stava perdendo in quel modo.
Anthony Crowley sospirò e la fissò intristito.
In quel momento gli sembrò che il suo più grande timore stesse per avverarsi.
Che Isabel stesse per morire davanti ai loro occhi. Ai suoi occhi.
E sarebbe accaduto di sicuro se non avesse trovato una rapida soluzione.
Così incominciò a guardarsi intorno riflettendo sul come aiutarla a sopportare quel tanfo. Guardò in basso e focalizzò la sua attenzione sulla terra ai loro piedi, che non era affatto terra ma un qualcosa di simile a quella terrestre. Era umida, grigiastra ed emanava un fortissimo odore di zolfo.
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Good Omens || Nobody Know
Fiksi PenggemarDopo aver evitato la fine del mondo tanto amato, Crowley ed Aziraphale decidono di non vedersi per un po' di tempo, sia per impedire che le corrispettive fazioni angeliche e demoniache possano ancora intromettersi nelle loro vite, sia per metabolizz...
