"Non sapevo cosa fosse la tenerezza finché non ho sentito la tua mano sulla mia. Credevo che si potesse fare l'amore solo con forza, ma poi sono stato con te. Non potevo immaginare che una carezza potesse abbattere tutte le mie paure, ma tu le hai cancellate con un solo tocco. Ero convinto che l'amore non esistesse. Sei arrivata tu a dimostrarmi il contrario. Non ti ho amato da subito, ma ho sempre avuto bisogno di te. Ti amo ora, e senza di te non so vivere."
(Daniela Volontè)
Mi lascio trasportare dalla musica e dopo quattro ore di allenamento sono distrutta. Distrutta ma soddisfatta. Distrutta ma felice.
Alessio è andato via da qualche giorno, Benedetta sembra stare meglio ed io ho ripreso gli allenamenti, anche perché Settembre è alquanto vicino.
Prima di tornare a casa, mi fermo un attimo in Ospedale. Ne ho bisogno io e ne ha bisogno lei.
"Ringrazia Alessio per i fiori!", mi dice Benedetta sorridendo mentre le verso dell' acqua. Mi siedo accanto a lei e le prendo la mano.
"Amica mia..", sospiro.
"Vorrei andare a Parigi in questo momento. Si, Parigi. Stare ore ed ore sotto la Torre col basco francese, senza smettere di ridere ed ascoltando il mio amato Biagio Antonacci." Le sorrido e stringo più forte la mano. Non dico una parola, mi limito a guardare i suoi occhi lucidi. Non mi piacciono le frasi fatte e rifatte, del tipo "Appena esci da qui" oppure "ci riuscirai". Non posso prometterle cose che non sono in grado di mantenere.
Dopo cena, raggiungo camera mia. Mi butto sul letto ma nemmeno il tempo di indossare le cuffie sento bussare alla porta.
"Avanti!"
Papà apre la porta, sorridendomi.
"Ciao!", gli dico sorpresa.
"Ciao tesoro, vorrei dirti una cosa." Lo invito a sedersi sul letto. Ma lui sta in silenzio, si schiarisce la voce lamento cinque volte prima di pronunciare il mio nome.
"Vedi Vittoria, ho parlato con tua madre. Non voglio girarci attorno, io ci ho pensato bene. Vuoi andare a Roma?"
Lo guardo, spalancando gli occhi, per poi annuire.
"Bene. Quando vuoi partire?"
Gli salto al collo, per poi gridare infinite volte "Grazie!"
"Piano che così mi fai male!"
Lo guardo, senza smettere di ridere.
L' Ospedale è affollato e silenzioso al tempo stesso. La gente mormora, si guarda attorno.
"Posso?"
"Vieni Vi. Cos' hai dentro quella scatola?", mi chiede Benedetta indicando ciò che tengo fra le mani.
"Sorpresa!"
Lei mi guarda curiosa mentre estraggo tutto dalla scatola. Appendo il quadro di Parigi mentre le regalo un basco rosso, porgendoglieli in testa. Lei mi guarda, felice. Poi le do un cd, il nuovo cd di Biagio Antonacci. I suoi occhi si illuminano prima di abbracciarmi e ripetermi infinite volte grazie.
"Sei speciale Vittoria!", mi dice quasi in lacrime.
Metto il cd in un piccolo lettore che ho portato e iniziamo ad ascoltarlo. Benedetta inizia a ridere, si diverte. Ed io con lei.
"Devo dirti una cosa.."
"Dimmi!"
"Sai, mi trasferisco a Roma.."
Prima mi guarda, poi mi sorride.
"Sei felice?", mi chiede inaspettatamente.
Annuisco.
"Allora va benissimo!", mi dice per poi abbracciarmi forte.
"Anch' io devo confessarti una cosa."
"Vai!"
"Sto meglio. Mi dimettono."
Quelle parole, per me, sono musica.
A Roma si respira un' aria nuova, l' aria di Roma. Non puoi definirla diversamente, è proprio lei. Un' aria giallo rossa che ti avvolge e ti prende, portandoti via. Ormai conosco bene Roma, dopo l' avventura ad Amici. Ne conosco i particolari, gli odori, i sapori, i posti più segreti. Ho affittato casa fino a Settembre, fino al momento della partenza. Ad Alessio non ho ancora detto nulla, lo raggiungerò domani negli studi Mediaset di Amici, dove lui e la band si sono ritirati per provare l' apertura del concerto dei Modà. I miei sono appena ripartiti, dopo le raccomandazioni di mamma e papà e gli abbraccia di Clara che non voleva assolutamente mollarmi. Mio fratello, di poche parole, mi ha augurato "buona fortuna", trattenendo le lacrime.
Raggiungo i miei nuovi compagni di avventura, giovani ballerini dei Complexions che mi aiuteranno ad essere perfettamente pronta per settembre.
"Sei una ballerina speciale, lo sai?", mi chiede il mio nuovo insegnante.
Sorrido, ringraziandolo. I miei nuovi compagni mi invitano a prendere qualcosa con loro e devo dire che loro sono alquanto simpatici, alquanto adorabili. Sarà che condividiamo lo stesso amore, le stesse gioie, gli stessi dolori.
"Allora sei siciliana?", mi chiede un ragazzo dall' accento americano.
"Si. Tu chi sei?"
"Piacere, Simon!"
"Piacere Vittoria!"
Mi spiega come funzionerà la mia nuova vita, cosa mi attende ma soprattutto mi raccomanda di non mollare mai. Perché lui, tante volte, avrebbe voluto rifare la valigia e scappare via.
"Grazie!", gli dico prima di bere l' ultimo drink della serata.
"Ti aspetta qualcosa di unico!"
Saluto tutti e vado via. Mentre guido ascolto i Dear Jack, in questo modo mi sembra di sentirli più vicini.
STAI LEGGENDO
"Entri dentro le persone"
Fanfiction"Sei una tipa coi tuoi spazi, guardi fisso e ti imbarazzi, bevi latte a colazione, entri dentro le persone." Si sentiva così maledettamente figo. E in fondo lo era. Non era nè il ciuffo, nè i tatuaggi, nè gli occhi. Era lui. Così maledettamente ant...
