"Se non ci fossimo mai conosciuti, credo che mi sarei reso conto che la mia vita non era completa. E avrei vagato per il mondo in cerca di te, senza sapere che cosa stessi cercando."
(Nicholas Sparks - "La risposta é nelle stelle")
Le squadre son fatte e tutto è pronto per iniziare. Diretta verso la mia amata casetta bianca, mi ritengo soddisfatta delle mie scelte. I ragazzi mi attendono in palestra. Apro il cancello della casetta e mi ritornano in mente tutte le emozioni di esattamente un anno fa. La pelle d' oca, la speranza e la sorpresa. Un mix di sensazioni che ricordo perfettamente e che ancora adesso mi tengono compagnia in ogni mio gesto e in ogni mio passo. La casetta è rimasta sempre la stessa, mancano solo i miei meravigliosi compagni con cui ho condiviso questa esperienza e con cui, ancora ora, fortunatamente, sono ancora in contatto, specialmente con Deborah e Matthwe. Ho chiesto alla produzione una tuta bianca anche per me, che ho indossato subito perché in tale veste mi sento più comoda. Sono emozionata, parecchio. Guardo i mie ragazzi, uno ad uno: Paola, tra esplosione e "distrazione", che ha osato scegliermi perché, secondo lei, io con i tipi come lei ci so fare parecchio; Cristian, tra dolcezza e riservatezza, che ha bisogno di lasciarsi andare ed esplodere sempre di più; Virginia, tra rigore e passione, è capace di brillare di luce propria e, sinceramente parlando, mi rivedo molto in lei; Briga, tra zucchero e arroganza, pensa di aver scelto la strada più facile perché lui, una strada da seguire, pensa di averla già, quel Briga che mi ha fatto innamorare delle "6 di mattina"; Klaudia, tra forza e meraviglia, dedita al lavoro, balla da vera protagonista e nessuno riesce a strapparle tale ruolo; Francesca Miola, tra fragilità ed emozione, scelta contro tutti e contro tutto, è la mia scommessa più grande, tecnicamente perfetta ma questo non basta.
"Coach!", urla Paola col sorriso stampato in faccia, richiamando l' attenzione dei suoi compagni.
Sorrido a tutti e corro a salutarli.
"Perchè la tuta bianca?", mi chiede Klaudia curiosa.
"Sono una di voi o no?", le rispondo sprofondando nella grande poltrona. Annuiscono tutti e leggo in loro un filo di emozione e di timidezza.
"Poco figa sta squadra!", dico osservandoli bene.
"Poco figa sta coach!", mi risponde Briga alquanto scherzoso.
"Tra due giorni mi odierai, sappilo."
Parlo con loro delle mie intenzioni, di ciò che ho cercato e di ciò che ho trovato in loro, delle mie sicurezze e delle mie paure, dei miei progetti.
"Di là, nella squadra blu, c' è gente che vale, parecchio. Ci sono i the Kolors, che, per me, non hanno bisogno di parole, sono una bomba. Valentina è una potenza, non si può negare. Giorgio, Giorgio e la sua emotività sono qualcosa di speciale. Shaila è molto brava, è una vera bomba sexy. Per quanto riguarda Luca e Michele, sono sicuramente dei talenti, perché altrimenti non sarebbero qui, ma a me non fanno impazzire."
I miei ragazzi esprimono i loro pareri sugli "avversari" per poi continuare con le loro speranze. Mi raccontano di loro ed io racconto a loro di me. Vogliono sapere tutto, proprio tutto, persino di Alessio.
"A me Amici ha dato tanto, forse tutto, spero sia lo stesso per voi."
"Sei felice di ritornare due giorni a casa?", mi chiede Alessio appena scesi dall' aereo. Annuisco per poi godere dell' aria siciliana.
"Sono felice, soprattutto, di passare due giorni con te, lontano da Roma e quindi dal lavoro."
Mi prende la mano per poi baciarmi in fronte.
I bagagli fortunatamente arrivano subito.
"Enrico!", urlo incrociando lo sguardo di mio fratello. Mollo la valigia e gli corro in braccio.
"Ciao bionda!", mi saluta dolcemente per poi abbracciare Alessio.
"Ehi Berna!"
Ci incamminiamo verso l' auto ma soprattutto verso casa. E, sinceramente, non vedo l' ora.
Persino il viale alberato di casa ha lo stesso odore, lo stesso sapore. Come immaginavo, Clara ci aspetta davanti la porta, insieme a mamma, e non mi da nemmeno il tempo di scendere dall' auto che mi piomba di sopra.
"Ciao piccola peste!", le dico per poi stringerla forte. La prendo per mano e usciamo fuori dalla macchjna. Mamma, sorridente, ci corre incontro mentre Clara salta in braccio ad Alessio. Lei gli è particolarmente affezionata e questo mi rende felice.
Mamma mi abbraccia forte.
"Tesoro mio!"
Si commuove, penso che ancora non si sia abituata a non avermi in casa ogni giorno. Abbraccia forte anche Alessio, mia madre fa di tutto affinché lui si senta a casa quando sta da noi.
"Due giorni sono troppo pochi!", afferma mio fratello con un filo di tristezza. Lo abbraccio.
"Lo so ma per adesso accontentiamoci di questo!"
Io e Alessio siamo distrutti e, nonostante sia venerdì sera, penso resteremo a casa. Non ho detto ai miei amici del mio arrivo, farò loro una sorpresa domani.
La cena con i miei va piuttosto bene, ormai l' imbarazzo è andato via e mio padre, mio fratello e Alessio brindano come se fossero tre amici al bar.
Clara tira Alessio per la maglia e lui le sorride, capendo subito il suo desiderio.
"Clara, domani!", ripete mamma, capendo anche lei. Clara mette subito il broncio, quel broncio a cui nemmeno papà sa resistere.
"Dai, dai, dai!"
Papà e mamma si scambiano uno sguardo d' intesa ed Alessio non vedo l' ora che dicano si.
"Va bene, ma tra un' ora a letto Clara. Niente storie!"
La piccola esulta ed Alessio la prende in braccio correndo verso il pianoforte. La aiuta a sedersi per poi accomodarsi accanto a lei. Iniziano a suonare qualcosa, Alessio canta sottovoce.
Mamma mi guarda.
"Ci sa fare con tua sorella!"
Annuisco, contenta.
"Si, lei è felice quando suona con Alessio." Continuo a guardarli, anche un po' emozionata.
"E tu, tu sei felice?", mi chiede papà interrompendo i miei pensieri.
"Io?"
Annuisce, sorseggiando l' ultimo goccio di Fernet Branca presente nel bicchiere.
"Si, tu! Roma, Alessio, lavoro, Complexions, ruolo di direttore artistico eccetera?"
Sorrido, prima a lui e poi a mia madre.
"Molto, soprattutto Alessio."
"Questo rende felice me!", mi risponde papà.
"Non finirò mai di ringraziarvi per tutto ciò che mi avete dato e continuate a darmi."
"Te lo meriti tesoro, ti meriti tutto.", mi sorride mamma.
"Mi dispiace però non aver realizzato il tuo sogno di vedermi col camice bianco!", le confido voltandomi verso di lei.
"Come ti ha detto qualcuno una volta, 'i tuoi sogni sono i migliori'."
"Era anche il mio sogno fino a qualche anno fa, ma, lo sai anche tu, la danza è qualcosa più forte di me."
Raggiungo, poi, Alessio e Clara che ridono e suonano senza mai smettere. Mi appoggio al piano e Alessio si volta verso di me, sorridendomi dolcemente. Anche mamma ci raggiunge.
"Dai, piccola, a nanna!"
Clara sta per replicare ma mamma la blocca.
"Niente ma, fila a letto!"
Clara scende dallo sgabello e, dopo aver dato un bacio a tutti e aver abbracciato le mie gambe, afferra la mano di mamma e va a letto.
Anche io e Alessio decidiamo di andare a riposare, come al solito mia madre ha preparato per noi la casetta in piscina. Finalmente relax.
"Sei meravigliosa!", mi dice Alessio, ancora a letto e mezzo addormentato.
"Perché ti gasi così tanto quando, dopo aver fatto l' amore, indosso la tua camicia bianca, alle sei di mattina?", gli chiedo avvicinandomi a lui, anche un po' provocandolo. Mi prende per i fianchi, tirandomi dolcemente su di lui. Lo bacio sensualmente, prima di mordergli il labbro.
"Ho fatto l' amore con la mia ragazza a casa dei miei suoceri..", commenta ridendo.
Abbasso la testa, prima di scoppiare a ridere.
"Non mi ci far pensare!"
"È stata però una delle notti più belle della mia vita.."
Lo guardo per poi ribaciarlo. Gli accarezzo il petto, delineando i suoi tatuaggi.
"Ti amo, pienamente.", gli dico.
"Chi l' avrebbe mai detto?"
"Cosa?"
"Che ti avrei amato più di qualsiasi altra cosa al mondo!"
"Ah, non mi fregare. Sei pazzo di me dal primo giorno che mi hai visto!"
Scoppia a ridere.
"Semmai, io! Quanto ti ho odiato, Alessio. Quanto!"
"Ma perché?", mi chiede sorridendo e accarezzando i miei fianchi con un leggero solletico.
"Mi stuzzicavi continuamente!"
"Ma tu hai idea di cosa sei? Ne hai idea?"
Mi imbarazzo e sorrido.
Scoppia a ridere ed io non capisco proprio perchè.
"Che c'è?", gli chiedo curiosa.
Continua a ridere.
"Ma tu ricordi la tua 'love story' con Giacomo?"
Rido e scuoto la testa.
"Ale, smettila!", gli mollo un dolce colpo sul braccio. Continua a ridere.
"Mi hai fatto straincazzare!"
"L' hai ammesso!"
"Ma non per Giacomo, figurati. È tanto simpatico quel ragazzo, ma tu.. tu dovevi essere mia!"
Mi accarezza i capelli biondi mossi, mentre io, ancora distesa su di lui, incrocio le mie gambe alle sue. Poggia le sue labbra sulle mie per poi intrecciare, subito, la sua lingua con la mia. Le sue mani scendono sul mio fondoschiena e sul mio sedere, coperto soltanto dall' intimo. Accarezzo il suo petto, senza smettere di baciarlo.
"Penso che questa camicia l' hai tenuta fin troppo!", ride, sussurrando sottovoce.
"Amore, scordatelo! Vorrei avere delle occhiaie decenti a colazione.. Ti ricordo che siamo a casa dei miei!"
"Mi arrendo!"
Continua ad accarezzarmi i capelli e mi lascia poggiare la testa sul suo petto.
"Dormiamo così!"
"Non stai scomodo?"
Scuote la testa. Mi addormento così, tra le sue braccia, tra il suo profumo e il suo respiro. Così, in tutti i modi in cui una donna desidera addormentarsi.
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"Entri dentro le persone"
Fanfiction"Sei una tipa coi tuoi spazi, guardi fisso e ti imbarazzi, bevi latte a colazione, entri dentro le persone." Si sentiva così maledettamente figo. E in fondo lo era. Non era nè il ciuffo, nè i tatuaggi, nè gli occhi. Era lui. Così maledettamente ant...
