"Dopo aver fatto l'amore, dormiremo abbracciati. La tua schiena contro il mio ventre. E io stringerò le dita dei piedi attorno alle tue caviglie, come delle mollette, perché tu non possa volar via la notte. Saremo come un'immagine in un libro di scienze: un frutto tagliato a metà, tu la buccia e io il torsolo.
("Che tu sia per me il coltello" - David Grossman)
Alessio mi prende la mano, conducendomi al centro di camera sua. Mi bacia, stringendomi a sè. Sento le sue calde mani scoprire la mia spalla nuda e mi da un bacio proprio li, con tenerezza. Mi accarezza i capelli, scioglie il nastro che li lega. Scuoto la testa e chiudo gli occhi. Le mie mani cingono i suoi fianchi e pian piano scivolano sotto la maglia blu. Accarezzo il suo petto, liscio, levigato, quasi perfetto. Mi bacia il collo. Gli tolgo la maglia, gettandola a terra. Voglio fare l' amore con lui. Vuole fare l' amore con me. Tolgo le ballerine e sento le sue mani scivolare sotto la mia gonna. Mi sfila via i collant e pian piano anche la gonna, toccando con delicatezza i miei glutei. Libero i suoi pantaloni dalla cinta e sgancio il bottone. Anche i jeans vanno via. Mi bacia intensamente. Sensualmente. Con passione. Poggio le mani sul suo fondoschiena avvicinandolo maggiormente a me. Mi toglie via il maglioncino e subito dopo, con dolcezza, sgancia il mio reggiseno, lasciandolo cadere a terra. Gioca con i miei seni, provocandomi un senso di piacere incomparabile. Continua a baciarmi, non smette mai. Le mie mani passano avanti e lentamente gli sfilano via l' intimo. Le sue mani si muovono leggermente sulle mie mutandine, sfilandole via. Completamente nudi, ci stringiamo ancora più forte e Alessio poggia le mani sulle mie cosce, aiutandomi a salirgli in braccio. Le mie mani affondano tra i suoi capelli mentre lui mi tiene per i glutei. Mi poggia contro il muro ed entra dentro di me. Lo sento in me. Non è la prima volta che io e Alessio facciamo l' amore ma ogni volta è come se fosse la prima. Spinge dolcemente contro di me ed io incrocio le gambe. Continuo a stargli in braccio. Affonda la sua testa fra i miei seni. Poi mi prende e mi poggia su letto. Sento Alessio premere su di me, il suo corpo perfettamente incastonato nel mio. Respiri intensi e profondi che sanno di piacere e di voglia. D' amore. Lascio scivolare le mie mani lungo la sua schiena, morbida, liscia, perfetta, che spesso si inarca verso l' alto. La sua bocca sul mio collo. Faccio forza e capovolgo. Mi siedo su di lui, lui che è bellissimo tra quelle lenzuola bianche. Ci guardiamo intensamente. Mi lascia guidarlo, porto le sue mani sui miei seni e mi piego su di lui. Lentamente. Comincio a baciare il suo petto, dall' ombelico verso l' alto. Arrivo alla sua bocca. "Ti amo", mi sussurra, provocandomi un brivido lungo la schiena.
Come di routine, la sveglia suona alle 7 in punto. Ancora una volta abbiamo convinto Pierozzi a dormire da Lorenzo.
"Sei ancora più bella dopo aver fatto l' amore."
Gli sorrido, sistemandogli il ciuffo scombinato:"Buongiorno amore mio.", gli do un bacio. Starei li ore intere ma purtroppo devo andare via. Raccolgo le
mie cose e corro in camera mia. Abbraccio Deborah, mi dispiace lasciarla sola alcune notti.
"Tu e Alessio avete fatto l' amore stanotte?"
Le sorrido:" Perché?"
"Perché hai proprio gli occhi di una
che ha fatto l' amore."
Corro sotto la doccia ma non vorrei mai togliere di dosso il profumo di Alessio. Mi vesto e vado a colazione. Mi siedo con Deborah. Alessio è con Riccardo, mi guarda e cerca di costruire un cuore con le mani senza però mai riuscirci. Per cui opta per un semplice bacio inviato da lontano. Rido.
Prima di andare a lezione, mi abbraccia e infila tra i miei capelli un fiore che ha appena raccolto fuori. Oggi ci vedremo poco, è una giornata intensa per entrambi. Lo Zanfo ci annuncia inoltre che a breve inizieranno i semafori per l' accesso al Serale. Lo stress e l' ansia si triplicano.
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"Entri dentro le persone"
Fanfiction"Sei una tipa coi tuoi spazi, guardi fisso e ti imbarazzi, bevi latte a colazione, entri dentro le persone." Si sentiva così maledettamente figo. E in fondo lo era. Non era nè il ciuffo, nè i tatuaggi, nè gli occhi. Era lui. Così maledettamente ant...
