8. Esisti solo tu

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"Le donne sono come i fiori: se cerchi di aprirli con la forza, i petali ti restano in mano e il fiore muore. Perché solamente con il calore si schiudono. E l'amore e la tenerezza insieme sono il sole per una donna. Avrei dovuto semplicemente amarla. Poi sarebbe stato tutto naturale. Perché una donna, quando si sente amata, si apre e dà tutto il suo mondo."

("È una vita che ti aspetto"- Fabio Volo)

Sono ansiosa, abbastanza ansiosa. Ma, contemporaneamente, sono concentrata. E sicura di me. Alessio è con la band, hanno davvero bisogno di stare da soli insieme. Pierozzi e Lorenzo si aspettano una sfida, ed io non voglio nemmeno pensarci. Sono in Sala Relax e manca un' ora alla diretta del sabato. Mi aggiusto i capelli allo specchio, una lunga treccia laterale è perfetta.

"Andrà tutto bene, stai serena. Sia a te che ai Dear Jack, so che stai pensando anche a loro." Deborah mi abbraccia affettuosamente. Il suo appoggio è fondamentale e so che dice ciò non per tranquillizzarmi ma perché lo pensa davvero.

Giada non mi degna di uno sguardo da giorni, ho provato a parlarle ma non ho ottenuto risultati positivi. Mi ha evitato continuamente.

Sento un gran casino proveniente dal corridoio. Qualcuno apre la porta, sono i Dear Jack. Ridono e scherzano, dandosi delle pacche sulle spalle e delle spinte. So che, in fondo, stanno soltanto smorzando la tensione. Li guardo. Loro sono una band, ne sono certa. E oggi lo dimostreranno. Alessio incrocia il mio sguardo. Gli sorrido, mi sorride. Mi viene incontro, senza smettere di sorridermi. Mi cinge i fianchi ed io gioco col suo ciuffo. I nostri nasi si sfiorano.

"Buona fortuna, piccola."

Tiro un sospiro di sollievo:"Te l' ho mai detto che mi rendi felice?"

Mi da un bacio:" È la mia priorità."

Ancora una volta le farfalle nello stomaco, quando sono con lui non mi mollano, non mi mollano mai. Mi mette il cappuccio e mi stringe forte a sè.

Chiamano Alessio per la prova microfono, mi avvicino a Pierozzi:" In bocca al lupo, amico!"

Mi guarda:" In bocca al lupo anche a te, avevo bisogno delle tue parole." Gli stampo un bacio in guancia.

Ci chiamano, è tutto pronto per la diretta. Entriamo, inizia la sigla. Poi andiamo tutti a sederci, condivido il banco con Matthwe dei Knef.

"Agitata?" , mi sussurra.

"Un po'.."

"Anche per lui?", indica Alessio con il dito.

Matthwe, ormai, conosce ogni mia espressione. Annuisco, diventando tutta rossa. Entra Maria e da subito inizio alla puntata. Ancora non ci siamo abituati a tutti quegli urli, a tutti quei fans che gridano i nostri nomi. Dopo tre esibizioni, Maria mi guarda. Mi fa un cenno con la testa e capisco che è il mio turno. Scendo, passando vicino al banco di Alessio. Lo guardo.

"Spacca!", mi dice sfiorandomi la mano. Arrivo li, davanti ai prof. Garrison mi sorride e prende subito la parola:"So che hai preparato con Veronica un cavallo di battaglia. Ci va di dimostrarci quanto vali?"

Annuisco, sono serena e concentrata. Parte la base, "Let her go". Ballo, senza pensare a nulla. Mi diverto, rilassandomi il più possibile. Passiamo al "Libertango", con Michele. Questo è uno dei miei pezzi preferiti. Perché, anche se non l' ho mai detto qui dentro, la mia formazione è latina. Ballo in coppia da quando avevo 4 anni e non ho mai smesso. Ho cominciato contemporaneo soltanto all' età di 10 anni. Alla fine del brano, Garrison mi guarda, senza dire una parola. Mi lancia una sfida: un' improvvisazione in acqua. Fanno entrare una piscina e la posizionano al centro.

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