6. E poi "entri dentro le persone"

3.1K 99 2
                                        

"Ho pensato che, quando si incontra una persona, quell'incontro crea cose nuove. Dà vita a pensieri, riflessioni, sentimenti, azioni, che appartengono solo alle due persone che si sono incontrate. L'amore che circola tra loro deve essere sempre vissuto tutto, in ogni momento. Fino in fondo. Perché l'amore quando circola, quando viene vissuto è leggero e fa sentire leggeri."

("È una vita che ti aspetto"- Fabio Volo)

Oggi è domenica. La domenica è sempre il giorno del "recupero tutto". La domenica ti fai sempre infiniti progetti e non riesci mai a concluderne uno. Finisci sempre per oziare tutto il giorno, tra Colosseo e Fontana di Trevi. La sera, una volta a letto, ti rendi conto di come quella magica "ricerca del tempo perduto" di Proust sia inevitabilmente fallimentare. Si sa, la domenica è il giorno del relax. Niente lezioni, interrogazioni, maglie nere.Niente di niente.

Apro gli occhi, Alessio dorme come un ghiro. Cerco di liberarmi dalle sue braccia per poi correre in camera mia, senza svegliarlo. Vorrei evitare anche l' arrivo di Pierozzi, farebbe poi troppe domande a cui non so dare una risposta vera e propria. Darò dopo la felpa ad Alessio. Raccolgo le mie cose, un bacio sulla guancia e scappo via.

Busso alla porta di camera mia. Deborah mi apre.
Buongiorno!"
Mi guarda stranita.
"Perdonata!"
"Scusa Vittoria! Non ho visto che avevi lasciato le chiavi sul letto! Ma.. Dove hai dormito?"
La guardo e rido. Come cavolo glielo dico? Mormoro:" Da Alessio.."
"Da chi?"
"Da A-LE-SSI-O!"
"Voglio sapere tutto, proprio tutto!"

Le racconto la mia avventura notturna, lasciandola pure un po' delusa. I suoi pensieri infatti erano andati subito altrove.

Corro sotto la doccia. Canto, a squarciagola. Apro l' armadio. Oggi si sta bene. Voglio uscire un po'. Leggins neri, maglione di lana turchese, un po' largo e un po' lungo, una spalla caduta, stivaletti neri. Raccolgo i capelli biondi in una coda e scelgo il mio elastico preferito. Nero semplice con un fiocco verde tiffany a pois bianchi. Me l' ha regalato mamma all' età di dieci anni e l' ho sempre portato con me. Sciarpone grigio scuro. Pronta.

Prendo la felpa di Alessio che ho buttato sul letto. La odoro. Poi la piego sul letto. Vado a riportargliela.

In corridoio incontro Giacomo. Ci scambiamo quattro chiacchiere. Sta bene e sono felice per lui. Sta raggiungendo Miriam per un giro a Roma. Ci auguriamo a vicenda una buona giornata.

Busso due volte ma non apre nessuno. Sto per andare via quando Alessio apre la porta.

"Buongiorno!"
"Ciao!"
"Ti ho rip..." Noto che Giada è li con lui. Per evitare guai socchiude la porta ed esce fuori in corridoio.
"Ti ho riportato la felpa..", sussurro.
"Sarei venuto a prenderla io più tardi."

Non è il solito Alessio. È strano, distratto, impaziente.

"Perchè sei scappata stamattina?"
"Ho evitato casini."
"Potevi anche svegliarmi."
"Dormivi così bene!"
"Sai chi sei tu? Tu scappi di fronte alle cose belle. Hai paura che finiscano o che vadano per il verso sbagliato. Hai paura di rischiare. Ti crei quaranta mila muri e fai modo che la gente non li superi mai. Riempi gli altri di belle parole. Fai la dura ma in fondo sei fragile. Hai paura, troppa paura. Sei identica a me. Sei odiosa quanto me. E io ho paura, maledettamente paura di te." Dice tutto in un fiato senza fermarsi, a bassa voce ma duramente. Rimango li, immobile. Non so che dire. Non mi guarda. Ha paura.
"Sono sempre scappato per evitare di farmi male e non ho mai concluso nulla."
Continuo a non rispondere. Appoggia la mano sulla maniglia per rientrare.
"Ale!"
"Si.."
"Ti va di stare con me in giro per Roma oggi?"
"È tardi Vittoria, ormai è tardi.."
Fugge dentro. Rimango li, fisso inutilmente la porta.

"Entri dentro le persone"Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora