2. Quando un abbraccio cambia la giornata

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"Quelli che mi lasciano proprio senza fiato sono i libri che quando li hai finiti di leggere e tutto quel che segue vorresti che l'autore fosse tuo amico per la pelle e poterlo chiamare al telefono tutte le volte che ti gira."

("Il giovane Holden" - J. D. Salinger)

Se il buongiorno si vede dal mattino, non penso che per oggi si prospetti una gran bella giornata. Per un motivo indefinito mi sono svegliata già nervosa e la nottata è passata rigirandomi continuamente nel letto senza mai trovare una dannata posizione. Avete presente quelle giornate no che piombano senza un perché? Ecco, mi trovo in una di quelle. Non riesco ad alzarmi. Infilo la testa sotto il cuscino, evitando le continue grida di Deborah provenienti dal bagno riguardo l' orario e la maledetta sveglia del mio iphone che non vuole smettere di suonare. Stamattina non ho nemmeno fame, eppure io amo la colazione. Il cornetto caldo appena sfornato che al primo morso ti sporca la punta del naso con la crema senza che tu te ne accorga. Di solito BEVO LATTE A COLAZIONE, ma non può nemmeno mancare una goccia di nutella.

Esco dalla camera col muso lungo ma Giacomo in un batter d' occhio riesce a farmi sorridere. Indossa un paio d' occhiali così strambi che non posso fare a meno. Mi abbraccia e la mia giornata prende sicuramente un piega migliore. Da gentiluomo, si offre di portare anche la mia borsa, che stamattina pesa davvero un casino. C' è di tutto, persino il famoso libro che ieri sera mi sono promessa di continuare. Le prime ore di Garrison passano velocemente. Il nostro è amore, ne sono certa. Con lui le lezioni sono davvero un continuo divertimento e le sue coreografie sono per giunta fantastiche.

Torno in sala relax e decido appunto di rilassarmi un po', in fondo me lo merito. Non trovo più il mio libro che avevo lasciato sul tavolo. Lo cerco dappertutto e nessuno sembra averlo visto. Non posso averlo perso. Quel libro ha una storia dietro. Rappresenta un pezzo di vita. Te l' aveva regalato tua sorella per un compleanno e casualmente, mentre ti imbarcavi per Parigi, avevi incontrato Marquez che gentilmente si era offerto di autografarlo. Ci tieni particolarmente, anche perché, durante il viaggio in aereo, avevi divorato le prime 60 pagine senza nemmeno accorgertene. Dopo 10 minuti di disperazione, noti qualcuno che stringe il tuo libro fra le mani, che sembra leggerlo sprofondando sul puffo giallo di un angolo della sala relax con le gambe accavallate tenendo il tempo di non so che cosa con il piede che poggia a terra. Mi avvicino. Eccolo li, un ragazzo,come direbbe lo Zanfo, "con un ciuffo sparato in testa, orecchini su entrambi i lobi e un piercing sul labbro inferiore ti sorride con degli occhioni da Bambi." È Alessio, frontman dei Dear Jack. La sua band è figa ma lui proprio non lo sopporto. È un tipo coi suoi spazi, la testa perennemente fra le nuvole e per una montagna di motivi di cui non conosco l' esistenza ogni occasione, per me, è buona per litigare con lui. Non riusciamo ad andare d' accordo, e fortunatamente lo abbiamo capito subito. Non proviamo a conoscerci, l' indifferenza ci lega.

"Potevi chiedermi il permesso, o almeno avvisarmi."

"Permalosa la ragazza!"

"Ci tengo particolarmente a quel libro, problemi?"

"Noto che ti sei svegliata col piede giusto!"

"Ti sto odiando."

"Questa frase non mi è nuova.."

Istintivamente prendo un cuscino, glielo lancio. Mi porge il libro, si mette le cuffie e si gira dall' altra parte:" Non male questo amore ai tempi del colera."

Entrano Giacomo e Miriam, lui corre ad abbracciarmi. Parla velocemente, raccontandomi la sua lezione entusiasmante con Veronica Peparini. Deborah, distesa sul divano, mi guarda e ride. Non smette e mi dice tutto con un occhiolino:" E' cotto di te, completamente!" Rido anch' io, lo immaginavo. Fortunatamente Giacomo non ha assistito a questa discussione fugace. L' ho conosciuto a giugno, durante i casting, e da quel momento ci eravamo incontrati ad ogni provino. Nonostante siano passati pochi giorni da reale inizio del programma, mi sembra di conoscerlo più di quanto io creda. Ogni occasione è buona per parlare, e, se devo essere sincera, non mancano nemmeno le occasioni per gli abbracci, Insomma, anche se è preso per dirlo, credo che Giacomo mi piaccia. Per il modo che ha di fare, di trattarmi, di parlarmi ma soprattutto di guardarmi. Lo vedo semplice, sincero, vero.

Il pomeriggio lezione con la Cele. Non so perchè ma lei fa uno strano effetto su tutti. Con lei si diventa tutti ballerini disciplinati. Nessuno fiata. Chiama me e Giacomo, ci dice di ballare il suo tango. Balliamo insieme e dallo specchio intravedo che siamo bellini insieme. Appena finiamo, la prof ci comunica che ci ha scelti per l' esibizione del Sabato. Sono al settimo cielo! Abbraccio Giacomo come non mai, la lezione finisce. E noi siamo li, ancora al centro della sala stretti l' uno nell' altro.

Torniamo al Residence, ceniamo. Sono sfinita. Butto la borsa sul letto. Bussano alla porta. E' Giacomo. Comincia a farfugliare delle cose, non capisco bene il senso. A un certo punto mi da un bacio sulle labbra, e si dirige subito verso la porta. Lo afferro per un braccio e lo guardo, intensamente. Non so di preciso cosa sia. Ma mi sento una sedicenne che dopo quattro giorni è completamente andata. Mi prende il viso tra le mani e mi bacia. Mi augura la buonanotte e va via. Non riesco a parlare. Credo di avere un sorriso da ebete.

"Hai un sorriso da ebete!" La voce non mi è nuova. Entra Deborah. Con lei ci sono Pierozzi e quel simpaticone di Alessio, entrambi dei Dear Jack. Scuoto la testa, cerco di tornare nel mondo reale. Tutti e tre ridono, senza sapere cosa sia successo. Mi chiedono se possono provare una canzone. "Vivimi". Resto li ad ascoltarli, o almeno con il corpo sono li. La testa è decisamente altrove. Pierozzi mi da una gomitata, per me lui è Ciccio. Abbiamo stretto parecchio in questi giorni, con lui non ci si annoia mai.

Dopo un' ora decidiamo di andare a nanna. Racconto tutto a Deborah, appena i ragazzi vanno via. Lei non è per niente stupita, anzi mi chiede come mai non sia successo prima.

Vorrei essere con Giacomo in questo momento.

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