«Penso di star iniziando a provare qualcosa per te,» dice tutto d'un fiato. Resto pietrificata, colpita da un'ondata di sorpresa e, allo stesso tempo, di gioia pura. «Sei diventata importante, Erika. Mi capisci, mi sostieni... stai diventando molto più di una semplice amica.»
«Pierre...» mormoro, ancora sbigottita, col mestolo a mezz'aria. Lui sembra farsi prendere dall'ansia del mio silenzio. «Senti, se tu non provi nulla dimmelo chiaramente. Non voglio illudermi, volevo solo essere onesto perché mi sembrava il momento giusto, ma se per te è diverso...»
Mentre continua a giustificarsi, cercando di colmare il vuoto della mia mancata risposta, la mia mente corre frenetica. Non riesco a formulare una frase sensata, le parole mi sembrano troppo piccole per quello che sento dentro. Sono troppo agitata per parlare. Così, decido di agire. Senza dire nulla, lo afferro per la maglietta, lo tiro verso di me e annullo la distanza tra noi baciandolo.
«Scusa... non volevo essere così diretta,» sussurro staccandomi appena, cercando una giustificazione razionale, ma lui non mi lascia finire. Mi circonda i fianchi con le braccia, mi stringe a sé e mi bacia di nuovo, con più intensità. «Non esiste risposta migliore di questa,» mormora a un millimetro dalle mie labbra.
Restiamo così, persi l'uno nell'altra, finché non sento degli schizzi d'acqua bollente sulla mano. «Cazzo, la pasta!» urlo, balzando all'indietro.
Pierre scoppia in una risata di gusto. «Aspetta, ti aiuto! Almeno siamo sicuri che sia cotta a puntino.»
«Tu scola, io arrivo col sugo! Dio mio, che disastro abbiamo combinato!»
«Ma sì, era per una buona causa,» ribatte lui, dandomi un bacio veloce sulla guancia.
«Non ricominciare o finiremo per mangiarla fredda!» dico ridendo, cercando di tornare seria mentre condisco i piatti.
«Tieni,» gli dico porgendogli il piatto fumante.
«Grazie, bellissima.» Ci sediamo a tavola e iniziamo a mangiare.
«Sai che c'è? Nonostante il caos, è pure buona,» commenta lui sorridendo.
Poi, l'atmosfera si fa più riflessiva. «Pierre... per quello che c'è tra noi, preferirei non farlo sapere subito in giro. Almeno non ti tempesteranno di domande e non usciranno troppi gossip proprio ora che sono stata licenziata,» dico, interrompendo il clima scherzoso.
Lui mi prende la mano sul tavolo, lo sguardo serio e dolce. «Come preferisci. A me non importa nulla di quello che dicono gli altri, mi interessa solo piacerti quanto tu piaci a me.»
«Non è che io voglia nasconderti, Pierre. Anzi, io ti adoro. Sei gentile, mi difendi sempre... sei la persona perfetta per me. Non potrei chiedere di meglio. Voglio solo proteggere questo momento.»
«E io ti difenderò sempre, Erika. Non ti lascerò mai da sola, promesso.»
«Grazie davvero» rispondo sorridendo, prima di alzarmi per dargli un altro bacio.
Dopo pranzo, Pierre mi saluta per andare agli allenamenti con il suo personal trainer in una palestra qui a Milano. Io rimango a casa, con il pomeriggio libero e un sorriso che, so già, non se ne andrà per molto tempo.
Decido di sfruttare il pomeriggio libero per andare a trovare Anna; abita solo a due isolati da me, quindi opto per una passeggiata. Infilo un paio di scarpe comode, chiudo casa e in pochi minuti sono davanti al suo portone.
«Erika! Cosa... cosa ci fai qui?» esclama Anna non appena apre la porta, apparendo stranamente agitata.
«Sono venuta a salutarti! Ma perché sei così nervosa?» dico ridendo, cercando di sbirciare oltre le sue spalle.
«Cosa nascondi in casa, si può sapere?»
«Io? Nulla! Non sono affatto agitata...»
Proprio in quel momento, una voce maschile rompe il suo maldestro tentativo di recitazione. «Ah, ciao Erika!» dice Max, affacciandosi con estrema naturalezza, vestito solo con un paio di jeans. Sgrano gli occhi e scoppio a ridere.
«Oddio! Non volevo assolutamente interrompere nulla! Ecco cosa nascondevi, scema! Potevi dirmelo di te e Max...» Anna arrossisce, ma scoppia a ridere a sua volta.
«Non sapevo come dirtelo, ecco tutto!»
«Beh, ragazze, se mi scusate vado a mettermi una maglia... forse è il caso» interviene Max, divertito dalla situazione.
«Ti conviene!» ribatte Anna, prima di trascinarmi dentro. «Dai, entra, non restare lì sul pianerottolo.»
Una volta sistemate in salotto, la curiosità prende il sopravvento.
«Ma quindi verrai anche tu a Monaco con me e Mariachiara?»
«Sì, certo! Max ci teneva moltissimo che andassi con lui. E poi lo sai che amo l'atmosfera della Formula 1, sono super emozionata!»
«Beh, fantastico! Saremo noi tre a Monaco allora, sarà un weekend incredibile!»
«Di cosa parlate, ragazze?» chiede Max, tornando nel frattempo con una maglietta addosso e sedendosi accanto ad Anna sul divano.
Passiamo tutto il pomeriggio a chiacchierare, tra risate e programmi per la trasferta nel Principato. Guardandoli, non posso fare a meno di sorridere: Anna e Max sono davvero carini insieme. Mi sento felice, quasi sollevata: in così poco tempo, tutte e tre abbiamo trovato qualcuno di veramente speciale.
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Qui per caso ||Pierre Gasly
FanfictionErika è una giovane giornalista milanese che si occupa di moda, ma un incarico improvviso la porterà al Gran Premio d'Italia di Formula 1 per sostituire un suo collega, assente a causa di un imprevisto last minute. Dopo le interviste fatte per la t...
