La nostra vacanza sta proseguendo a gonfie vele, in questi 5 giorni abbiamo fatto una un sacco di attività come le meravigliose gite in barca a vedere i pesci colorati e i delfini, inoltre abbiamo anche creato molte amicizie con altre coppie del resort, almeno non abbiamo passato la vacanza da soli o con Lando e la sua insopportabile ragazza. Ella è davvero una ragazza incantevole e dai modi eleganti, ma è meglio che non apra bocca anche perché non sa argomentare i suoi pensieri, non so davvero cosa ci abbia visto in lei.
A proposito della coppia più appiccicosa del resort, questa sera ci hanno invitato ad una cena a quattro a lume di candela. Dico solo che avrei preferito passare la serata da sola con il mio Pierre, sarebbe stato sicuramente più interessante. Inoltre non potevamo ignorarli ancora per molto, è tutta la vacanza che schiviamo le loro proposte.
Per la serata ho deciso di indossare un grazioso vestito bianco, morbido e svolazzante, ma soprattutto comodo. Credo anche che questo colore metta in risalto l'abbronzatura che ormai ho preso in questi giorni di vacanza. Indosso i miei sandali bassi, adatti anche se dovessimo andare in spiaggia almeno non dovrò soffrire la sabbia. Prendo la mia borsetta in vimini e mi giro verso Pierre.
«Sei incantevole, come sempre» dice il mio ragazzo avvicinandosi a me e prendendomi per la vita, poi mi stampa un bacio sulle labbra «andiamo che ci aspettano» aggiunge poi prendendomi per mano e andando verso il ristorante scelto.
«Eccovi ragazzi» dice Lando
«Ciao a tutti» dico sorridendo imbarazzata per la situazione
«Erika sei un incanto!» dice Ella dandomi 2 baci sulle guance come si fa di solito tra amiche, anche se io non sono quel tipo di persona da estremo contatto fisico
«Anche te sei stupenda» dico cercando di essere il più gentile possibile. Era davvero molto bella, indossa un vestito verde smeraldo che risalta la carnagione mulatta lungo e leggero con dei sandali con delle pietre del medesimo colore; probabilmente qualsiasi cosa indossasse le avrebbe reso giustizia
Finalmente, dopo i saluti, ci sediamo al tavolo. Tutto è molto semplice ma con un atmosfera molto romantica ed elegante. Dopo aver ordinato iniziamo a parlare del più e del meno, soprattutto dei giorni che abbiamo trascorso in questo autentico paradiso. Tutto è splendido dal mare cristallino, ai toni blu celeste dell'oceano, al contrasto con il verde della vegetazione rigogliosa che ci circonda.
«Ah e Erika col lavoro? so che sei un importante giornalista di moda» chiede Ella con aria curiosa mentre tiene tra le mani il suo calice di vino bianco.
«Uhm si gestisco un mio blog per una nuova rivista con sede a Milano, semplicemente creo qualche articolo come commento delle sfilate o delle tendenze più gettonate, nulla di così importante direi» dico tagliando corto e prendendo un bicchiere d'acqua.
«Si sono molto orgoglioso di lei, è fenomenale a scrivere... Poi dopo quello che hai passato, ti meriti tutto» dice Pierre mettendomi una mano sulla coscia
«Grazie Amore» dico sorridendogli e appoggiando la mia mano sulla sua
«Beh, ma alla fine vai a Pechino?» chiede Lando guardando me e poi Pierre con un espressione di sfida.
Quella frase cade sul tavolo come una granata. Pierre inizia a tossire, il viso gli diventa rosso, ma non è solo per il cibo. È shock puro. «Pechino? Perché non me ne hai parlato?» Il suo sguardo, quando incontra il mio, è una lama che mi taglia il respiro.
«L'avrei fatto, Pierre...» dico guardando ora in basso
«E quando? Il giorno prima di partire?» interviene Lando, godendosi ogni istante del disastro che ha appena scatenato. «L'ha detto a Giovinazzi alla festa, pensavo lo sapessi.» aggiunge sorridendomi
Pierre si alza, la sedia che stride sulla sabbia. «Mi è passato l'appetito.» Non sento nemmeno i commenti acidi di Ella. Mi alzo e corro dietro a Pierre, i sandali che affondano nella sabbia umida mentre il rumore delle onde sembra deridermi.
«Pierre! Ti prego, fermati!» urlo rincorrendolo
Lui si volta di scatto, gli occhi lucidi di rabbia e delusione. «Lo sapevano tutti, Erika! Persino Norris! E tu non mi hai detto nulla. Vaffanculo, davvero...»
«Ho solo paura per noi! La distanza è troppa, Pechino è lontana e io non potrei spostarmi...»
«No, non ti capisco!» urla lui, bloccandomi davanti a sé. «Io ti amo. La distanza per me non è un ostacolo, io giro il mondo nove mesi l'anno! Se tu avessi voluto, avremmo trovato un modo. Tu hai paura... ma hai paura di me? Pensi che non sarei fedele? È questo, vero?»
Non rispondo. Le lacrime mi offuscano la vista e il nodo in gola mi impedisce di parlare. Il mio silenzio è la sua conferma.
«Sai che c'è? Tieniti la stanza. Domani prendi un volo per Milano e sparisci. Non voglio più vederti.»
«Per così poco, Pierre?» chiedo disperata.
«Così poco? Hai distrutto la mia fiducia. Ciao, Erika.»
«Pierre, aspetta! Io ti amo!» Lui si ferma un istante, le spalle curve sotto il peso di una tristezza infinita.
«Anche io ti amo. Ma spesso non basta amarsi per essere felici insieme.»
Lo guardo scomparire nell'oscurità della spiaggia, lasciandomi sola con il rumore del mare e il peso delle mie scelte. Con le mani tremanti, prendo il telefono. C'è solo una persona che può capire questo dolore, qualcuno che ha appena perso tutto come me.
«Dan... mi ha lasciata...»
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Qui per caso ||Pierre Gasly
FanfictionErika è una giovane giornalista milanese che si occupa di moda, ma un incarico improvviso la porterà al Gran Premio d'Italia di Formula 1 per sostituire un suo collega, assente a causa di un imprevisto last minute. Dopo le interviste fatte per la t...
