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Sabato - qualifiche

Il Sabato a Monaco ha tutto un altro sapore. Io e le ragazze siamo già al circuito, l'adrenalina è palpabile: è il momento delle qualifiche. Stamattina, nelle prove libere, Pierre ha strappato un p.8; un ottimo segnale, considerando quanto sia brutale e stretto questo tracciato.

«Ragazze, io vado al box di Max, voglio vedere le qualifiche da vicino,» annuncia Anna, già pronta a scappare. 

«Va bene, ci vediamo tutte qui dopo,» risponde Mariachiara. 

«Voi che fate? Rimanete qui o andate ai box?» ci chiede Charlotte. 

«Box!» rispondiamo io e Mariachiara in coro. Ci salutiamo con la promessa di ritrovarci più tardi con i nostri piloti e mi incammino verso l'AlphaTauri.

«Ehi, Erika! Tutto bene?» La voce di Lando mi raggiunge di nuovo. 

«Sì, tutto bene... Lando, ora scusa ma devo correre da Pierre e tu dovresti essere già sulla tua monoposto,» rispondo senza fermarmi, cercando di evitare altre scenate di gelosia. 

«Ci vediamo dopo, allora!» mi urla dietro, ma io non rispondo e proseguo dritta.

All'ingresso del box, un meccanico mi sbarra la strada. «Solo accompagnatori autorizzati, signorina.» 

«È con me, Marco,» interviene prontamente Pierre, spuntando da dietro un monitor. Mi sorride illuminandosi. «Ehi, che ci fai qui?» dice il ragazzo con tono dolce

«Mi mancavi... e volevo vederti da vicino in questo momento,» rispondo avvicinandomi. Lui non si cura delle telecamere o dei meccanici e mi dà un bacio dolcissimo. 

«Dai, ora vai. Non perderti in smancerie, su!» lo scherzo, cercando di nascondere l'emozione. 

«E va bene, vado. Ma stammi vicina.» 

«Buona qualifica, bellissimo,» gli sussurro dandogli un ultimo bacio veloce.

Lo guardo mentre si allaccia la tuta bianca e blu, infila il casco e i guanti con gesti precisi e quasi rituali, per poi calarsi nell'abitacolo della sua imponente monoposto. Un senso di orgoglio mi esplode nel petto: lo conosco da poco, ma è già diventato il mio centro.

Le qualifiche iniziano e il rumore dei motori è assordante. Mi siedo su uno sgabello davanti ai mega schermi. Pierre supera agilmente la Q1 e la Q2. In Q3 la tensione è alle stelle. Fa un giro veloce incredibile posizionandosi secondo, ma poi Max e Hamilton abbassano i tempi. Il cronometro scorre, Pierre scivola in p.9 ma ha ancora un ultimo tentativo. Lo vedo pennellare le curve del Tabaccaio e delle Piscine... chiude in p.5, dietro Lando e davanti a Sainz. Un risultato strepitoso.

Non appena rientra ai box e scende dalla macchina, gli corro incontro e lo abbraccio forte. «Bravissimo!» 

«Grazie, bellissima. Ma aspetta domani... voglio portare questa macchina sul podio.» 

«Ce la farai, ne sono certa.»

Gli do un bacio, pronta a lasciarlo andare verso il ring delle interviste, ma lui mi trattiene per mano. 

«Che fai, non vieni?» 

«Posso?» 

«No, tu devi. Vieni con me.» Mi tengo un po' in disparte mentre lui si posiziona davanti ai microfoni. 

«Pierre, come ti senti dopo questo quinto posto?» chiede una giornalista. 

«Benissimo, sono felice. La macchina era perfetta e il team ha fatto un lavoro incredibile.» 

«Senti Pierre, ti abbiamo visto in dolce compagnia oggi a Monaco e sono già uscite parecchie foto. Puoi dirci di più su questa ragazza?»

Il tono di Pierre cambia istantaneamente, diventando freddo e professionale. «Scusate, ma non sono qui per parlare della mia vita privata. Sono qui per gareggiare e portare in alto l'AlphaTauri. Grazie.» Senza aggiungere altro, si gira, viene verso di me e mi prende con decisione per mano, trascinandomi via verso il paddock sotto gli sguardi curiosi di tutti.

Qui per caso ||Pierre GaslyDove le storie prendono vita. Scoprilo ora