Il pomeriggio vola via tra le strade eleganti di Monaco. Mentre Pierre è tornato nel paddock per studiare i dati del circuito e perfezionare il set-up della vettura, io, Anna e Mariachiara ci siamo lasciate guidare da Charlotte alla scoperta delle boutique più esclusive. Charlotte è una ragazza fantastica, piena di iniziativa e solarità; averla come "guida locale" ha reso tutto più divertente.
Calata la sera, mi ritrovo finalmente nella camera d'hotel che Pierre ha prenotato per noi. Lui non è ancora rientrato dal circuito, così decido di approfittarne per una doccia rilassante. Esco dal bagno avvolta in un asciugamano, con i capelli raccolti in una cipolla spettinata, rendendomi conto — come al solito — di aver dimenticato l'intimo in valigia.
Convinta di avere ancora tempo, lascio cadere l'asciugamano per cambiarmi, ma proprio in quel momento sento il rumore della porta che sbatte.
«Sono tornato!» Cazzo. Panico totale. Inizio a frugare freneticamente nell'armadio alla ricerca del pigiama, ma sembra sparito nel nulla.
«Ehi... cosa ci fai mezza nuda?» chiede Pierre, scoppiando in una risata divertita mentre mi osserva immobile e imbarazzata. Arrossisco fino alla punta delle orecchie.
«Mi stavi aspettando, eh?» aggiunge con uno sguardo provocante, avvicinandosi per rubarmi un bacio sulle labbra.
«No! Sono appena uscita dalla doccia e non trovavo il pigiama,» protesto io, cercando di darmi un tono.
«Ah... deludente,» scherza lui.
«Smettila, scemo!» gli do uno schiaffo scherzoso sulla spalla.
«Senti, se non lo trovi prendi una delle mie maglie. Ne porto sempre qualcuna in più.»
Accetto l'offerta e pesco una sua maglia nera oversized. Mi scivola addosso, morbida e profumata di lui.
«Perché mi guardi così?» chiedo notando il suo sguardo fisso su di me.
«Nulla... è che sei buffa. E con la mia maglia addosso sei... très belle.»
«Beh, mi sta un po' larga, ma non è male,» dico cercando di nascondere il piacere per il complimento.
«Dai, prepara qualcosa su Netflix. Stasera non voglio uscire, sono distrutto. E ordiniamo cena, sto morendo di fame.»
«E tu che fai nel frattempo? Cazzeggi come al solito?»
«Ehi! Io non cazzeggio, io lavoro... sotto copertura,» ribatte lui con una serietà talmente finta da farmi scoppiare a ridere.
«Ma per piacere! Vai a farti la doccia, va'.»
Mentre lui sparisce in bagno, chiamo il servizio in camera e ordino due hamburger, poi mi metto a spulciare il catalogo Netflix. Quando Pierre esce, avvolto in una nuvola di vapore e profumo di bagnoschiuma, si butta sul letto accanto a me.
«Allora, tesoro, che film guardiamo?»
«Che ne dici di Fast & Furious?» propongo.
«Sì! Guardiamo il 7, è il mio preferito.»
Proprio in quel momento suona il campanello: la nostra cena è arrivata. Recupero i panini, ringrazio la cameriera e torno a letto. La serata scorre così, tra risate, morsi all'hamburger e le lacrime che, puntualmente, iniziano a rigarmi il viso verso la fine del film. Solo io posso piangere per Fast & Furious, ma Pierre non mi prende in giro; si limita a stringermi più forte. Ci addormentiamo così, in un abbraccio lungo e profondo, pronti ad affrontare insieme il primo giorno ufficiale del Gran Premio.
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Qui per caso ||Pierre Gasly
FanfictionErika è una giovane giornalista milanese che si occupa di moda, ma un incarico improvviso la porterà al Gran Premio d'Italia di Formula 1 per sostituire un suo collega, assente a causa di un imprevisto last minute. Dopo le interviste fatte per la t...
