Il trillo del campanello mi fa sobbalzare. Esco dal bagno ancora avvolta nel vapore della doccia, con addosso solo l'intimo e un asciugamano stretto al petto. Apro la porta convinta che sia il servizio in camera, e invece...
«DEVI RACCONTARMI TUTTOO!» urla Daniel, fiondandosi dentro la mia camera con un'esaltazione che potrebbe alimentare l'intero circuito di Spa.
«Cazzo, Dan! Proprio ora?» sbotto ridendo, mentre cerco di non far scivolare l'asciugamano. «Dai, entra.»
Lui non perde tempo e punta dritto all'armadio della camera d'hotel come se fosse il suo. «Cosa ti metti stasera?» Lo guardo sospettosa. «E tu come lo sai? Te lo ha detto Pierre... maledetto lui e i suoi segreti con te.»
«Ti aiuto io, dai. Missione "Riconquista Gasly" iniziata!» dice ignorando le mie proteste. Inizia a scorrere le grucce con una velocità impressionante, finché non si ferma. «Metti questo.»
Estrae un vestitino bianco, corto e attillato, che mette in risalto ogni singola curva del corpo. «Mh... beh, non è troppo? È una semplice uscita per parlare, Dan, ma soprattutto io non ho mai avuto un vestito del genere nell'armadio, anzi non mi sono portata quasi nulla» obietto, guardando il tessuto leggero.
«NO, CARA! E poi ci ho pensato io a prenderlo, non puoi mettere sempre le stesse cose viste e riviste! Si tratta di un'uscita importante!» Daniel mi prende per le spalle e mi fa sedere sul letto con una solennità quasi comica. Poi, si mette letteralmente in ginocchio davanti a me. «Erika, quel ragazzo ti ama. Voi dovete tornare insieme. Fallo per me, per la mia salute mentale, per il bene della Formula 1!»
«Ma non è vero che mi ama, Dan... usciamo per chiarire, e basta,» dico alzandomi e cercando di riprendere il controllo della situazione. Prendo il mio unico vestito nero, è un tubino attillato che arriva al ginocchio con le spalline fini. «Metterò questo. Sarò elegante, ma distaccata con questo»
Daniel mi guarda con un'espressione di puro disappunto, come se avessi appena suggerito di mettere un sacco di iuta. «Io rimango dell'idea che sia meglio il vestito. Il bianco è il colore dei nuovi inizi, è il colore degli angeli» Insiste lui elogiando quell'abitino bianco
Sospiro, guardando prima lui e poi quel vestito che sembra brillare sotto la luce della camera. La sua testardaggine è contagiosa. «E va bene, Ricciardo. Metto il vestito. Ma se sento freddo mi dai la tua giacca.»
Inizio a prepararmi sotto lo sguardo critico e incoraggiante del mio "consulente d'immagine" personale. Daniel rimane lì tutto il tempo, seduto sulla poltrona con un bicchiere d'acqua in mano, dispensando consigli sul mascara e raccontandomi battute per allentare la tensione.
Mentre stendo il rossetto, mi guardo allo specchio. Il bianco mi illumina il viso, rendendomi quasi eterea. Sembro pronta per un nuovo inizio, proprio come ha detto Dan. Ma dentro di me, il pensiero di dover partire e lasciare la mia vita qui in stand-by per non si sa quanto tempo mi distrugge.
Alle 21:00 in punto mi faccio trovare fuori dalla struttura in attesa del mio cavaliere, che sorprendentemente era già arrivato e mi sta squadrando da testa a piedi. Il cuore mi batte così forte che ho paura possa sentirlo anche lui.
«Cazzo...» dice a bassa voce «Sembri un angelo» dice guardandomi incantato. Daniel aveva ragione: il bianco non è solo un colore, è una dichiarazione di intenti. E l'effetto su Pierre è stato immediato, lo vedo dal modo in cui mi guarda, come se fossi l'unica cosa solida in un mondo che oggi è andato in frantumi.
«Anche te non scherzi» dico andando verso di lui con un passo felino, per mostrargli tutta la mia sicurezza.
«Prego entra pure» dice aprendo la portiera della sua macchina. Velocemente entra anche lui, accende il motore e partiamo verso un ristorante qua vicino.
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Qui per caso ||Pierre Gasly
FanfictionErika è una giovane giornalista milanese che si occupa di moda, ma un incarico improvviso la porterà al Gran Premio d'Italia di Formula 1 per sostituire un suo collega, assente a causa di un imprevisto last minute. Dopo le interviste fatte per la t...
