«Amore, sveglia... tra poco dobbiamo andare.» La voce di Pierre è un sussurro dolce contro la mia pelle, accompagnata da una pioggia di bacini sulle guance. Apro gli occhi lentamente e lo trovo lì, a stringermi forte. «Pagherei per avere un buongiorno così ogni giorno,» dico girandomi tra le sue braccia per lasciargli un bacio sulle labbra. «Dai, alzati. Ti ho portato la colazione e tra poco dobbiamo muoverci: ho il volo nel primo pomeriggio.»
«Uffa... va bene,» borbotto, ma la vista del cornetto delizioso che mi aspetta sul tavolo mi convince a lasciare il calore delle lenzuola.
Indosso il vestito della sera prima (che profuma ancora di rose e candele) e ci mettiamo in viaggio verso Milano.
«Ti è piaciuto allora?» mi chiede Pierre, mentre guidiamo costeggiando il lago.
«È stato... perfetto. La cosa più bella che qualcuno abbia mai fatto per me,» rispondo guardandolo con un sorriso radioso.
Dopo un'ora abbondante arriviamo davanti al mio appartamento. L'addio è sempre la parte più difficile. «Amore, io devo già scappare... ma se vuoi puoi venire con me in Ungheria anche subito,» propone speranzoso.
«No, tesoro, sai che non posso. Devo lavorare fino a sabato mattina. Però te l'ho promesso: domenica sarò lì per la gara.»
«Vero. Allora ci vediamo sabato sera?»
«Sì... sabato sera,» rispondo con un filo di malinconia.
«Mi mancherai, lo sai?» mi attira a sé per un ultimo, lunghissimo bacio.
«Anche tu. Ma è per il lavoro! Non posso mollare proprio ora che ho iniziato. E poi da lunedì sono ufficialmente in vacanza fino a settembre!» dico cercando di ritrovare l'entusiasmo.
«Giusto! Le meritate vacanze. A proposito... dove mi porti? Sappi che i primi giorni sarò con i miei amici, quindi non ci sono.»
«Tranquillo, io, Mari e Anna stiamo organizzando qualcosa di epico. Ma non ti dirò dove.»
«What a bastard...» sussurra lui ridendo tra i denti.
«Devo andare ora. Ti scrivo appena atterro.»
«Va bene. Salutami Yuki!» dico avviandomi verso il portone.
Appena entro in casa e mi butto sul divano, il bisogno di condividere la notizia è troppo forte. Scrivo immediatamente un messaggio a Daniel. Passano appena due minuti e il telefono squilla.
«Non ci credo! Vi siete messi insieme! Finalmente! Sono troppo felice!» la voce di Daniel esplode dall'altra parte del ricevitore.
«Tesoro, non urlare!» ridacchio.
«Scusa, ma sono troppo emozionato! Siete tipo degli dei insieme, io sono il vostro fan boy numero uno!» «Sei proprio uno scemo!»
«Però mi adori,» ribatte lui, e posso quasi vedere il suo sorriso contagioso attraverso lo schermo.
«E chi non ti adora?»
«Comunque, scricciolo, quando ci vediamo? Mi manchi un po'!»
«Domenica vengo in Ungheria per la gara, ci vedremo lì!»
«Sì! Finalmente! Tu e il tuo ragazzo... non sto nella pelle!»
«Daniel, a volte sei imbarazzante, ma ti voglio un bene dell'anima anche per questo. Ora però devo lasciarti, ho degli articoli sulle sfilate e sulle tendenze estive da finire.»
«Uh, interessante! Se scopri qualche moda pazzesca aggiornami! Ti voglio bene, a domenica!»
«A domenica.»
Chiudo la chiamata con un senso di leggerezza. Daniel ha questo potere: ti fa sorridere anche quando non ne avresti voglia. Sono fortunata ad averlo come amico. Con un ultimo pensiero felice rivolto al mio pilota e al mio amico "fan boy", apro il portatile. È ora di dare voce alla moda.
Qualche giorno dopo
Sono a casa di Anna insieme a Mariachiara e l'atmosfera è elettrica. Abbiamo davanti i nostri portatili aperti e decine di schede di Airbnb e siti di viaggi caricate: dobbiamo decidere dove trascorrere le vacanze estive con i ragazzi, visto che dopo il GP d'Ungheria inizierà finalmente la summer break.
«Io propongo Ibiza!» esclama Anna con gli occhi che brillano.
«Mare, musica e divertimento, è perfetta!»
«È troppo scontata, Anna!» ribatto io, cercando qualcosa di più ricercato.
«Ma un bel viaggetto a Mykonos?» interviene Mariachiara.
«So che ci saranno anche Charlotte e Charles, potremmo fare gruppo.»
«Mh, potrebbe starci,» rifletto, «ma pensavo a qualcosa di più... particolare. Alla fine faremo solo tre o quattro giorni tutti insieme, poi saremo libere di dividerci o fare quello che vogliamo.»
«Vero... però a Ibiza ci divertiremmo come pazze!» insiste Anna.
«Sì, dai, Ibiza!»
«Ma non è per niente originale» dico io, un po' sconsolata, cercando di difendere la mia idea di classe.
«Allora proponi tu qualcosa di meglio!» mi sfida Anna ridendo.
«Io pensavo a qualche giorno in Costiera Amalfitana o... vabbè, va bene Ibiza. Mi arrendo, avete vinto voi!»
Passiamo il resto del pomeriggio a setacciare l'isola alla ricerca di una villa che possa ospitare comodamente sei persone, possibilmente in una zona che garantisca un minimo di privacy ma vicina alla movida.
«Ragazze, io scappo,» dico finalmente chiudendo il pc. «Domani devo partire per Budapest. Ho promesso a Pierre che sarei stata lì per la gara e non voglio fare tardi.»
«Va bene, Erika! Allora ci vediamo lunedì sera: siete tutti a cena da me,» dice Mariachiara mentre mi accompagna alla porta.
«Spero che cucini Dan!» scherzo io, facendole l'occhiolino.
«Spiritosa!» mi grida dietro mentre rido avviandomi verso casa.
Una volta in appartamento, inizio a preparare la borsa. Non starò via molto, ma devo essere organizzata. Ho il volo da Bergamo alle 19:00: era l'unico diretto rimasto, e l'idea di fare scali infiniti per arrivare in Ungheria non mi allettava per niente. Mentre infilo in borsa il pass per il paddock e qualche vestito leggero, sento già lo stomaco stringersi per l'emozione: rivedere Pierre dopo una settimana di soli messaggi e chiamate sarà bellissimo.
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Qui per caso ||Pierre Gasly
FanfictionErika è una giovane giornalista milanese che si occupa di moda, ma un incarico improvviso la porterà al Gran Premio d'Italia di Formula 1 per sostituire un suo collega, assente a causa di un imprevisto last minute. Dopo le interviste fatte per la t...
