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Domenica GP Monaco

Il box dell'AlphaTauri è sommerso di ingegneri che lavorano duramente per sistemare tutto prima dell'inizio del Gran Premio. Pierre è chino sui monitor con gli ingegneri, rifinendo le ultime strategie per una gara che si preannuncia una battaglia di nervi. 

«Tesoro, vado un attimo al paddock da Mariachiara,» gli sussurro per non interrompere troppo la sua concentrazione. 

«Va bene, ci vediamo dopo,» risponde lui, lasciandomi un bacio veloce sulla guancia senza distogliere lo sguardo dai grafici.

Mi incammino verso la hospitality McLaren, ma vengo intercettata quasi subito. 

«Ehi, stupenda! Cosa ci fai qui?» Daniel mi avvolge in uno dei suoi soliti abbracci spacca-ossa. 

«Daaan!» ricambio con affetto. 

«Devi smetterla di essere così radiosa, scricciolo. Stai conquistando troppe persone da queste parti,» dice con il suo solito sorriso a trentadue denti. 

«Cosa intendi?» chiedo confusa. 

«Lando. Non ti dice niente questo nome?» dice con un sorriso malizioso

«Ma io non voglio niente da lui!» 

«Lui però mi sembra decisamente perso di te» ribatte Daniel, facendosi serio per un istante. 

«Ma dici sul serio?» 

«Serissimo.» 

Sento un peso allo stomaco. «Oddio... ma io voglio Pierre. Solo lui.» 

«E infatti non devi sentirti in dovere di fare nulla, anzi! Se stai bene con Pierre, questo è solo un motivo in più per far nascere qualcosa di grande tra voi. Non pensarci,» mi rassicura dandomi una pacca sulla spalla. 

«Hai ragione. Comunque ero qui per la tua ragazza, sai dov'è?» 

«Mary è nell'area ospiti. Vai pure, io devo correre ai box. Se hai problemi chiamami, okay?» Mi lancia un occhiolino e sparisce nel garage. Volergli bene è inevitabile: è diventato un amico prezioso e vederlo così felice con Mariachiara mi riempie il cuore.

Raggiungo finalmente la mia amica. «Eccomi, cara! Facciamo un giro?» propongo. 

«Sì, ma la gara sta per iniziare, conviene avvicinarci ai box, no?» 

«Hai ragione, andiamo.»

Mentre torniamo indietro, vedo con la coda dell'occhio una sagoma familiare: Lando. Mi volto dall'altra parte, fingendo di essere immersa nella conversazione con Mariachiara, ma non serve a molto. 

«Erika, guarda che Lando ti ha appena salutata. L'hai visto?» mi chiede lei. 

«No... perché?» mento spudoratamente. 

«Chiedevo... pensavo vi conosceste bene.» 

«So chi è, ma solo di nome,» ribatto secca. 

«A dire il vero l'ho accompagnata io ai box l'altro giorno,» interviene una voce alle nostre spalle. Mi raggelo. 

«Lando... ciao,» dico voltandomi con un sorriso forzato. 

«Erika, Mary, come state?» chiede lui, ignorando la mia freddezza. 

«Bene, grazie, ma ora dobbiamo proprio scappare,» taglio corto. 

«Dai Erika, resta qui con noi alla McLaren per la gara! Perché te ne vai?» 

«Perché vado da Pierre. Sono qui per lui, è nel suo box che devo stare a fare il tifo.» 

«Sì, ma con noi ti divertiresti di più,» ribatte lui con un tono che mi fa salire il nervoso. 

«Mi diverto moltissimo anche con Pierre, grazie. A dopo.»

Me ne vado senza aggiungere altro, irritata da quel commento. Mi diverto eccome con il team di Pierre; Yuki è una forza della natura, mi fa morire dal ridere ogni volta. Arrivo al box AlphaTauri con un aria scocciata e rabbuiata a causa del nervoso. 

«Bellissima, che succede? Emani vibrazioni pessime,» nota subito Pierre, venendomi incontro. 

«Nulla. Pensa solo alla gara, Monaco non perdona!» Lui mi prende il viso tra le mani. 

«Riuscirò ad arrivare in alto, vedrai.» Mi dà un bacio dolce, poi ne aggiunge un altro. 

«Comunque non ti credo, lo sai? Ma non ti farò domande. Se vorrai parlarne, io sono qui.» 

«Pierre, manca pochissimo, devi andare in pista!» urla un meccanico. 

«Corro! Ci vediamo dopo, Erika.» Mi lancia un ultimo occhiolino e sparisce verso la pit-lane. 

«In bocca al lupo, tesoro!» gli grido dietro.

Mi siedo su uno sgabello davanti al mega schermo. Il cuore inizia a battere all'impazzata. I piloti salgono sulle vetture, i motori iniziano a urlare nel canyon di cemento del Principato. Parte il giro di formazione, poi le auto si schierano, immobili e minacciose sulla griglia. Le luci rosse si accendono una dopo l'altra... poi si spengono. Il boato dei motori copre ogni altro suono. La gara è cominciata.

Qui per caso ||Pierre GaslyDove le storie prendono vita. Scoprilo ora