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Camminiamo lungo il viale dei paddock e il rumore dei clic delle macchine fotografiche è quasi assordante. I fotografi si accalcano, cercando lo scatto perfetto della "nuova coppia" della Formula 1.

«Ma devono seguirci proprio ovunque?» chiedo, cercando di nascondere un po' di imbarazzo dietro gli occhiali da sole. 

Pierre mi stringe la mano con più forza e mi rivolge un sorriso sghembo. «Benvenuta nel mondo delle celebrities, mon amour.» 

«Scemo,» ribatto, ma non posso fare a meno di sorridere a mia volta.

«Scricciolooo!» L'urlo di Daniel Ricciardo squarcia l'aria prima ancora che io possa vedere la sua divisa arancione. Lascio la mano di Pierre — che rimane un attimo interdetto, sorpreso da quella mia reazione improvvisa — e corro ad abbracciare Daniel. 

«Mi sei mancato!» esclamo, affondando il viso nella sua tuta. 

«Anche tu, scricciolo!» mi stringe forte, sollevandomi quasi da terra. Poi si rivolge a Pierre, ridendo: «Ehi Pierre! Scusa se te la sto rubando per un attimo!» 

«Tranquillo, puoi tenerla!» urla di rimando il mio ragazzo, fingendo un'aria rassegnata. 

«Stronzo!» gli grido ridendo, prima di dare un bacio sulla guancia a Dan. 

«Dai, ora scappo che devo andare ai box AlphaTauri. Buona gara, Daniel!» 

«Grazie scricciolo, a dopo!»

Torno da Pierre, che nel frattempo è stato raggiunto da Sebastian Vettel e Charles Leclerc. Un gruppetto decisamente niente male. «Ecco la mia bellissima giornalista,» annuncia Pierre, posandomi un bacio tra i capelli davanti ai suoi colleghi. 

«Sì, scusate, sono corsa a salutare quel folle di Daniel. Ciao ragazzi!» 

«Ciao Erika, tutto bene?» mi chiede Seb con la sua solita gentilezza paterna. 

«Tutto benissimo, grazie.»

Charles ci osserva con un sorriso sincero. «Sono felice che tu stia con il mio migliore amico, Erika. Siete perfetti insieme.» 

«Vero, siete una bellissima coppia,» aggiunge Seb, facendosi serio per un istante. «E fattelo dire, Erika: Pierre è il ragazzo che tutte vorrebbero. È intelligente, dolce, premuroso... E tu, Pierre, hai scelto una ragazza stupenda.» 

«Lo so, Seb,» risponde Pierre, guardandomi con una luce negli occhi che mi fa dimenticare per un secondo di essere circondata da migliaia di persone.

«Ragazzi, ora dobbiamo andare davvero. Devo fare gli ultimi controlli alla macchina prima che aprano la pit-lane,» dice Pierre, interrompendo il momento. 

«A dopo, ragazzi! In bocca al lupo!» saluto Seb e Charles, mentre ci avviamo verso il box blu e bianco.

Approfitto del fatto che Pierre sia blindato nel box con gli ingegneri per andare a cercare Antonio. Cammino rapida, ma una voce familiare mi costringe a rallentare.

«Ehi, ragazzina, perché non mi hai salutata prima?» Mi volto e mi ritrovo davanti Lando.

«Ciao Lando... ero con Daniel, non ti ho nemmeno visto,» rispondo cercando di non fermarmi. 

Lui però mi sbarra leggermente la strada. «Almeno guardami quando ti parlo.» 

Sbuffo, girandomi verso di lui. «Lando, sono di fretta.» 

«Se stai andando da Pierre, hai sbagliato strada,» dice lui con un sorrisetto provocatorio. 

«Lo so. Sto andando da Giovinazzi.» 

«Cos'è, ora stai con lui?» 

«È un vecchio amico. E io sto con Pierre... ufficialmente,» preciso, marcando bene l'ultima parola. 

L'espressione di Lando cambia all'istante, si spegne in una smorfia di delusione che quasi mi dispiace vedere. «Ah. Bene, sono felice per voi.» «Devo seriamente andare ora.» 

«Sono felice di averti vista, comunque.» 

«Bene. Ciao Lando,» dico troncando la conversazione e allungando il passo.

Finalmente raggiungo il box dell'Alfa Romeo. Antonio è lì che si sistema i guanti. «Eccoti!» mi accoglie con un sorriso. 

«Eccomi! Scusa il ritardo, ma Lando mi ha fermata a parlare.» 

Antonio si fa subito serio. «Lando? Ma lo sai che Pierre non va d'accordo con lui, vero?» 

«Sì, l'avevo intuito... ma non so perché.» 

«Praticamente Lando ci ha provato con una sua ex ragazza anni fa. Hanno litigato pesantemente e da allora non si sopportano.» Ah... cazzo. Ecco spiegata tutta quella tensione. Mi sento quasi in colpa per avergli rivolto la parola, anche se solo per un minuto.

«Che ti ha detto?» continua Anto. 

«Nulla di che, voleva sapere perché non l'avessi salutato prima alla McLaren. Ma io ero lì solo per Daniel.» 

«Capito... Comunque, dimentica Lando. Sono molto carico per questo Gran Premio!» 

«Sono così felice che tu abbia raggiunto i tuoi obiettivi, Anto!» 

«Anch'io, davvero tanto.»

«Antonio, dobbiamo andare ai box. Muoviti.» Una voce profonda e monocorde interrompe il nostro momento. Mi giro e resto pietrificata: è Kimi Räikkönen. «Arrivo, Kimi!» risponde Anto. 

Kimi mi squadra con il suo solito sguardo glaciale. «Chi è? La tua ragazza?» 

«No, una mia cara amica,» risponde Anto prontamente. 

«Bwoah... dicono tutti così,» mormora Kimi, voltandosi e incamminandosi verso i box senza aggiungere altro. 

«Socievole il ragazzo,» commento io con un sorriso ironico. 

«È Kimi!» ride Antonio. 

«Ora devo scappare davvero, ci sentiamo dopo!» Mi lascia un bacio veloce sulla guancia e corre verso la pit-lane.

Qui per caso ||Pierre GaslyDove le storie prendono vita. Scoprilo ora