"L'amore l'aveva fatta smarrire in un circolo vizioso di tira e molla, di felicità e tristezza. Forse, per il momento, la solitudine era l'opzione migliore."
E anche questa serata era andata. Aveva seguito alla lettera ciò che le avevano detto di fare. E questo era solo l'inizio. Poi il 1° gennaio sarebbe stato il giorno decisivo, il giorno che avrebbe segnato l'esordio o la fine della sua vita. Eppure adesso non voleva pensare più a niente, se non a come dimenticare questa giornata che le pareva esser durata quarantotto ore. La palestra ormai era vuota, e lei, insieme a Tobias, se ne stavano seduti in silenzio sui gradini dietro al palco. Avevano deciso di aspettare che tutti se ne andassero, per poter uscire. L'ultima cosa che volevano era perdersi tra la folla.
- Ti accompagno in camera? - fece lui, alzandosi in piedi ed emettendo un sonoro sbadiglio. - No, non ce n'è bisogno. Vado da sola - rispose annoiata Brigitte e si rimise le scarpe che aveva levato per il dolore. Aveva i piedi gonfi e alcune bolle erano già visibili. Si alzò anche lei, e insieme si avviarono verso l'uscita della palestra.
- Sicura che ce la fai? - insistette, vedendola tentennare sui tacchi.
- Sì, non preoccuparti - contestò appoggiando una mano alla parete per sostenersi - Sono solo stanca - addusse inseguito.
- Come vuoi - ribatté lui - Ci vediamo domani? - le chiese scherzando.
- Non mi sembra di avere altra scelta - disse con un sorriso triste dipinto sul viso.
- Buonanotte - aggiunse in fretta, prima di voltarsi e andare via.
- Notte - ricambiò Tobias qualche secondo dopo, anche se ormai gli aveva già dato le spalle. Il suo atteggiamento gli parve strano, o forse era veramente stanca come diceva.
Aveva bisogno di staccare la spina e, camminare un po,' l'avrebbe aiutata a farlo nonostante i piedi doloranti. Si sentiva così frastornata, che le orecchie sembravano essere ovattate. Si recò verso la sua stanza a passi lenti. D'altronde, non c'era alcuna fretta. Anche se si sentiva fiacca, non voleva ancora andare a dormire. Quando aveva una vita normale, era solita fare lunghe passeggiate per evadere dalla realtà in cui viveva. Ma questa volta dovette arrangiarsi con i corridoi del Cave bui e stretti, e con qualche fastidio in più.
- Ti ho trovata finalmente - esclamò qualcuno, la cui voce era a lei sconosciuta. Si girò di scatto per vedere chi fosse, e in effetti non lo aveva mai visto da nessuna parte. Ma era chiaro che le sue intenzioni non erano buone. Aveva l'aria del ragazzo popolare della scuola, quello a cui tutte bacerebbero i piedi. Ma lui non era né popolare e nè bello. Però doveva ammetterlo: aveva qualcosa di particolare che lo rendeva affascinante. Brigitte continuò a camminare, evitando il suo atteggiamento da sbruffone. Affrettò il passo, eppure lui le stava alle calcagna come un cane che ti scodinzola dietro fino a quando non giochi con lui.
- Che vuoi? - si voltò Brigitte acida, fermandosi.
- Volevo dirti che sei un incanto stasera - si complimentò lui, abbassando la voce e avvicinandosi con disinvoltura a lei. Il suo sguardo malizioso vagava da una parte all'altra del suo corpo senza alcun pudore. L'avrebbe mangiata con gli occhi se avesse potuto.
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Non sei come le altre
Romans"Non sorridi, non piangi e non mostri i tuoi sentimenti nonostante io riesca a leggerli. Eppure mi piaci, non sei come le altre" Brigitte Smith ha perso sua madre durante l'attentato alle Torri Gemelle del 2001. Da allora, ha passato il resto della...
