"Quella solitudine l'aveva allontanata dagli altri, ma non da se stessa"
Brigitte aspettò che Tobias sparisse del tutto prima di rientrare in camera sua. Avrebbe voluto rimuovere quel giorno dalla sua mente. Era stato un totale disastro: si era fatta pestare a sangue da un tipo che non conosceva, aveva mentito a Jackson e alla fine aveva dovuto fingersi ingenua agli occhi di Tobias. Eppure la giornata non era ancora finita.
Aprì la porta sbuffando, e poi si passò nuovamente la mano tra i capelli. In quel momento di nervosismo, avrebbe voluto strapparseli come se fossero il suo unico problema. Rose alzò lo sguardo verso Brigitte non appena la vide entrare e interruppe quello che stava facendo. La giovane si avvicinò a lei, osservandola mentre piegava con cura la divisa nera. La sua presenza l'aiutava a rilassarsi e a distrarsi dal caos di quel giorno.
Quell'attimo di evasione fu presto spezzato da un rumore proveniente dal bagno. Brigitte si allarmò subito, al contrario della sua amica che continuava tranquillamente a sistemare la sua roba. Non fece in tempo a chiederle cosa stesse succedendo, che, un bellimbusto sbucò dalla porta della toilette.
Nonostante in quella camera ci fossero più letti, Brigitte non avrebbe mai immaginato che uno dei suoi coinquilini fosse un maschio. Solitamente nei dormitori le donne venivano sempre divise dagli uomini. Ma forse in quel caso si sbagliava.
Rose si accorse dell'espressione sbalordita sul volto di Brigitte, perciò si decise a parlare:
- Qui non fanno distinzioni tra ragazze e ragazzi - disse la giovane serenamente - Infatti la maggior parte delle camere sono miste - concluse l'amica, trovando ormai normale quel dettaglio.
Il ragazzo biondo, dagli occhi color nocciola, si avvicinò a lei e con sguardo malizioso proseguì il discorso già terminato dalla sua coinquilina.
- Perché voi donne non potete fare a meno di noi uomini - quegli ennesimi occhi presuntuosi irritarono immediatamente Brigitte, che lo falcidiò con lo sguardo. Non riuscì a fermare quel suo istinto omicida. Al Cave, la maggior parte degli uomini non erano altro che degli stronzi egocentrici che facevano di tutto pur di discriminare le donne. Tutti tranne Jackson. In quell'istante pensò a lui, chiedendosi se anche il suo amico fosse costretto a condividere la camera con delle ragazze. Il solo pensiero, le suscitò un pizzico di gelosia. Quel suo atteggiamento la spaventò. Non riusciva a capire cosa le stesse passando. Era la prima volta che provava una cosa del genere per qualcuno. Scosse la testa stranita, dimenticandosi di colui che l'aveva schernita fino ad un momento prima.
Il giovane alto e muscoloso, con una canotta a giromanica nera che risaltava i suoi muscoli e il tatuaggio di una tigre sul braccio destro, continuava a fissarla con occhi vogliosi. Brigitte si discostò, dirigendosi verso la sua brandina. Il modo in cui la guardava la infastidiva. Ma non era l'unico. Tutti coloro che aveva incontrato lì fino ad allora, non facevano altro che osservarla in modo strano. Si sentiva quasi una preda nel nido degli avvoltoi. Per un istante si domandò se anche sua madre come lei, fosse stato oggetto di occhiate accorte e sfacciate. Non sopportava il fatto che la donna venisse trattata soltanto come un essere debole da poter sfruttare. Ed era proprio quello che avrebbe voluto fare quel maniaco del suo coinquilino nei suoi riguardi.
Eppure, proprio quando pensó che le sorprese fossero ormai esaurite, che improvvisamente un altro ragazzo entrò in camera. Quest'ultimo, totalmente indifferente, si levò la maglietta rimanendo a torso nudo e si stese goffamente su quella fattispecie di letto. I capelli rasati neri mettevano in evidenza i tratti del viso ruvidi e duri. Gli occhi azzurri invece, rivelavano uno sguardo profondo e severo. Non si rapportó a nessuno dei suoi compagni. Intanto, Brigitte si stupiva sempre di più. Era ormai abituata alla vecchia vita, a quella in cui viveva solo con suo padre e non aveva amici. Tuttavia, quella solitudine l'aveva allontanata dagli altri, ma non da se stessa. Aveva avuto modo di conoscersi bene, di esplorare i suoi punti deboli e quelli di forza. Da quel momento invece, avrebbe dovuto scoprire quelli dei suoi avversari.
Decise di ignorare il nuovo arrivato e non sapendo cosa fare, si sedette accanto alla sua amica. Si sentiva profondamente in imbarazzo al pensiero di condividere la camera con due maschi.
Miró Rose, sperando di trovare in lei quel conforto che però, lei non riusciva a darle. Anzi, il suo sguardo si fece tutto d'un tratto cupo e poi, chiuse gli occhi per evitare che la giovane dinanzi a lei potesse capire cosa le stesse passando. In realtà, Brigitte non sapeva nulla di quella ragazza. Entrambe avevano conosciuto il dolore, ma nessuna delle due ne aveva ancora svelato l'origine.
Rimasero in silenzio. Un silenzio colmo di tensione e soprattutto di preoccupazione per le due fanciulle.
Una quiete che sarebbe destinata a durare a lungo, se non fosse stato per il suono assordante di un allarme. Brigitte sgranó gli occhi agitata, mentre vedeva gli altri che si alzavano tranquilli dai loro letti.
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Non sei come le altre
Cinta"Non sorridi, non piangi e non mostri i tuoi sentimenti nonostante io riesca a leggerli. Eppure mi piaci, non sei come le altre" Brigitte Smith ha perso sua madre durante l'attentato alle Torri Gemelle del 2001. Da allora, ha passato il resto della...
