Capitolo 7

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"Amava cavalcare le onde del pericolo, e ingenuamente, non aveva paura di cadere in  un mare di squali.''

Tobias rimase impalato, fissando il punto in  cui aveva sparato. Si  stupì  della velocità con cui era riuscita a scappare. Conosceva appena quella ragazza,  ma l'aveva già impressionato. Sapeva che non si trattava di  una escort. Gli era sembrata troppo brusca e ribelle per esserlo.

-Mr Mullen, sta bene?- gli chiese allarmato il direttore dell'hotel.

- Non è successo nulla. Ognuno rientri nelle proprie camere! - urlò irritato l'uomo, rivolgendosi  a tutti coloro che, preoccupati, erano usciti dalle loro stanze.

Non riusciva a sopportare  il fatto  che una ragazzina  così  insignificante gli  avesse  tenuto testa. Eppure a lui piaceva. Quella giovane aveva un non so che di speciale che l'aveva rapito. Tuttavia, era troppo presuntuoso e scorbutico per ammetterlo. Tobias era un uomo talmente complicato e puntiglioso, che tutti lo temevano. Infatti, quando uscì furioso dall' hotel, con gli occhi impregnati d'ira e i pugni serrati,  nessuno lo fermò.


- Ti ha ferito? - le chiese preoccupatissimo Jackson, dopo aver sentito quello sparo.

- No, sto bene -  accennò Brigitte, continuando a correre con quel poco fiato che aveva mentre  il cuore le batteva all'impazzata.

- Raggiungiamo l'auto - gli ordinò la ragazza, ansimando. Non avevano ancora incontrato nessuno di sospetto e della polizia non c'era nessuna traccia.

- Non ci conviene prenderla, potremmo essere facilmente rintracciabili - replicò fermamente il ragazzo, facendole intendere che la risposta non sarebbe cambiata.

- Ho in mente qualcosa. Fidati, so quello che faccio - rispose Brigitte, con aria da saputella. Dinanzi a quell'affermazione, Jackson si guardò attorno per sicurezza. Dopodichè, le afferrò il braccio strattonandola in un vicolo a malapena illuminato.

- Non prenderemo la macchina adesso, okay? -  le disse  con tono pacato, cercando di non attirare l'attenzione di nessuno - Non possiamo correre altri rischi - continuò il giovane, quasi giustificando la sua affermazione.

Brigitte avrebbe voluto controbattere, ma in fondo sapeva che aveva ragione. Per questo, trascorsero alcuni minuti in pace.  La ragazza si sedette sull'asfalto grigio della  stradina, mentre i suoi piedi continuavano a rimanere nudi. Avvertí dei brividi di freddo, che lentamente, si appropriarono  del suo corpo, provocandole la pelle d'oca.  Jackson invece, era completamente assorto dai suoi pensieri: sembrava che qualcosa l'avesse turbato.

-Scusami se ti ho messo nei guai - provò a scusarsi Brigitte, portando al petto le  gambe scoperte, ormai intorpidite  dal freddo notturno. Per fortuna, nessuno avrebbe potuto  notarla se non il ragazzo che aveva di fronte.

La sua voce  riuscì a richiamare l'attenzione di Jackson, il quale posò lo sguardo su di lei. Il suo aspetto ingannevole rivelava una fanciulla fragile, ma in realtà era tutt'altro che debole. Gliel' aveva dimostrato quella sera: una ragazza così elegante e femminile  si era poi trasformata in una bestia di satana. Più passava il tempo, più il suo amico aveva modo di conoscerla meglio. Amava cavalcare le onde del pericolo, e ingenuamente, non aveva paura di cadere in  un mare di squali. Eppure, in quel momento, le faceva tenerezza. Si sentiva estremamente fortunato ad essere l'unico che aveva accesso  alle sue fragilità. Si levò la giacca di dosso, e gliela appoggiò delicatamente sulle spalle. Brigitte non esitò ad abbottonarla e a stringerla a sé, data  l'aria pungente. Intanto, il giovane si sedette accanto a lei, fissando una zona del muro ormai crepata.

- Come ti è saltato in mente di sparare? - le domandò, stanco. Nel suo tono di voce, non c'era alcuna nota di rabbia, ma soltanto curiosità. Cercava sempre di studiarla, di capire i suoi atteggiamenti, nonostante lui fosse il primo a non permettere a nessuno di  entrare nella sua mente.

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