"Il Cave le aveva insegnato che l'ottimismo non è mai un'illusione, anzi, è l'unico modo che ti spinge a impegnarti, a non arrenderti."
Era da tanto che non si sentiva così energica. Focalizzò l'attenzione sul sacco bianco che aveva davanti e lo colpì con forza. Era in palestra già da un bel po' e a furia di dare pugni e calci, il sacco era diventato nero. Un tempo allenarsi la faceva sentire viva. Era l'unico modo che l'aiutava a non pensare ai problemi, ma ora invece non sembrava funzionare. E nonostante si accanisse come una iena, il rumore dei colpi non riusciva più a sovrastare il caos che abitava la sua mente. I cattivi pensieri erano lì, e lei continuava a colpire senza pietà fino a perdere quasi il respiro. - Fermati - un comando che le risuonava così familiare, come se l'avesse sentito di nuovo, la paralizzò. Come un fulmine a ciel sereno, si ricordò degli allenamenti con suo padre e di quante volte le ordinava di fermarsi quando perdeva il controllo. Le mancavano i momenti passati con lui, il suo sguardo severo ma in fondo amorevole. Due mani pesanti affondarono nelle sue spalle, e da come la toccavano sembravano quelle di suo padre. Questa sensazione durò solo un attimo perchè, a voltarsi, Tobias, Rose e Jackson erano davanti a lei. Cosa ci facevano tutti riuniti? E poi cosa ci faceva lì Jackson?
- Che è successo? - chiese Brigitte ansimando, sentendosi osservata. Nel frattempo si levò i guanti. Le mani stavano andando a fuoco, come quasi sicuramente il suo viso. Tobias si spostò, lasciando che il sacco lo nascondesse. Proprio in quella direzione doveva esserci una videocamera, ma per fortuna l'attrezzo ricopriva l'intera visuale.
- Ho scoperto qualcosa che potrebbe esserci utile - mormorò, sapendo che se avesse alzato anche solo di poco la voce, le sue parole si sarebbero propagate in tutta la palestra per via dell'eco - Ho sentito che alle due di stanotte saranno fuori di qui - rivelò, quasi con un velo di mistero.
- Potremmo seguirli - disse di getto Brigitte - Anche se pensandoci...sarebbe troppo rischioso - si contraddisse, mentre allo stesso tempo si asciugava il sudore con un panno.
- Forse mi è venuta un'idea - intervenne Jackson - Se li spiassimo anche noi? - ipotizzò, dando un'occhiata alla videocamera appesa sul soffitto.
- Potrebbe funzionare - lo assecondò Tobias - Posso procurarmi io le videocamere e i microfoni - aggiunse con entusiasmo. - Io invece mi occuperò di montarli - si rese disponibile il ragazzo, guardando con la coda dell'occhio Brigitte.
- E noi che facciamo? - domandò Rose, che sin dall'inizio non aveva aperto bocca.
- Venite tutti in camera mia. L'uscita si trova vicino alla mia stanza - In effetti là c'era una grande porta verde sempre chiusa a chiave. Le venne in mente come se fosse ieri il giorno in cui uscì per la prima volta dal Cave insieme a Tobias. Dopo tanto tempo si era sentita libera, viva e chissà ora quella sensazione stava tornando a galla. Finalmente stavano cominciando a reagire, e questo le immetteva una sorta di adrenalina. Il Capo non l'avrebbe passata così liscia.
Non poteva capitare migliore occasione per Rose di restare in camera da sola con due fidanzati in pausa. La tensione che c'era nell'aria era insopportabile. Entrambi giocavano a guardarsi negli occhi, e poi subito dopo ad abbassare lo sguardo. Lei invece stava in mezzo a loro due, come se fosse l'arbitro delle loro occhiate. Sperava che qualcuno avviasse la conversazione, invece di starsene zitti. Eppure l'ansia per questa missione era troppa per mettere al primo posto i loro problemi di cuore. Anche se non aveva ancora capito per quale motivo si fossero lasciati. Quando Brigitte era rientrata la sera precedente in stanza era distrutta. Aveva detto che avevano discusso ma non voleva parlarne. Come ora d'altronde, visto il loro silenzio. Rose sospirò, e per fortuna fu Tobias a rompere quell'attesa angosciante. Entrò quasi come un ladro, e senza perder tempo, tirò fuori dalle tasche almeno quattro videocamere e due microfoni che posò sulla scrivania.
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Non sei come le altre
Romance"Non sorridi, non piangi e non mostri i tuoi sentimenti nonostante io riesca a leggerli. Eppure mi piaci, non sei come le altre" Brigitte Smith ha perso sua madre durante l'attentato alle Torri Gemelle del 2001. Da allora, ha passato il resto della...
