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- ANDROMEDA POV -

Mi alzo dal letto per scegliere cosa indossare, optando per un vestito a girocollo nero con le maniche lunghe, che lascia i fianchi leggermente scoperti attraverso due fessure.

«Oh, no no, questo vestito non va bene. Non stiamo andando ad un funerale» esclama Stefanie non appena esce dal bagno.
«Beh, fattelo piacere perché io non ho intenzione di cambiarmi».
La guardo mentre va a prendere della biancheria dal cassetto ed inizia a cambiarsi davanti ai miei occhi. 

Distolgo subito lo sguardo; a me darebbe fastidio se qualcuno mi guardasse mentre mi cambio. Che dico... io nemmeno mi cambierei davanti a qualcuno.

«Prova questo» si rivolge a me dopo poco.
La guardo mentre mi viene incontro con un vestito, per lo più rosa, colore che odio, tra le mani.
«Non metto vestiti scollati, non mi piacciono»
«Tranquilla, l'avevo notato»
«Scusa?! E quando? Sei una stalker per caso?»
«Ma nooo» scoppia a ridere.

La guardo perplessa mentre si butta sul letto ridendo a crepapelle, dopo avermi buttato il vestito addosso.
«Non ci vedo nulla di divertente» la guardo male continuando a non capire cosa le faccia così tanto ridere.

«Calmati» dice mentre si asciuga una lacrima. «Seguiamo lo stesso corso di laurea. Lo sapresti se non stessi sempre con le cuffie e parlassi un po' di più»
«Io non parlo con nessuno, e molti corsi nemmeno li seguo»
«Lo so, ti conoscono tutti, sei una delle migliori studentesse»
Faccio spallucce.

So che quello che dice è vero.
La fotografia è sempre stata una delle mie più grandi passioni e, non a caso, ho scelto proprio questo indirizzo nel corso di storia dell'arte.
Ho concluso tutti gli esami del primo anno, prima del dovuto, e già mi sono portata aventi studiando quelli che dovrò fare quest'anno.

«Non so davvero come hai fatto a concludere tutti gli esami prima della fine dell'anno, io stavo per impazzire, anche se ce l'ho fatta giusto in tempo. Mia mamma mi avrebbe uccisa se fossi rimasta indietro...» smetto di ascoltarla.

Perché mi sta dicendo tutte queste cose? Non le ho mica chiesto di raccontarmi della sua vita.

«Andry? Ancora non ti metti il mio vestito? Guarda che ti starebbe benissimo, il nero ti spegne»
Alzo gli occhi al cielo, agguanto il vestito e vado a cambiarmi in bagno.
«Ok, a patto che tu smetta di chiamarmi così!».

Spero tanto che le cose cambino, è troppo assillante. Le amiche sono tutte cosi?
Non appena indosso il vestito mi guardo allo specchio e... non sono per niente male in fin dei conti. In più il vestito è accollato, un punto a favore.

Esco dal bagno e la vedo intenta a cercare di farsi una foto allo specchio enorme che si è portata insieme a tutte le sue valigie e scatole.
«Che cavolo non ci riesco» sbuffa e nel mentre si gira nella mia direzione.
«Oddio! Sei bellissima! Questo vestito sta meglio a te che a me! Sai cosa? Puoi tenerlo» esclama con espressione meravigliata.

«Sicuro abborderai qualcuno stasera. Dimmelo se ti devo lasciare la stanza» ammicca tornando a guardare il telefono.
«No tranquilla, non arrivo mai a quel punto con i ragazzi. Il massimo che faccio è ballarci, non di più» sorrido perlustrando con lo sguardo il pavimento, in cerca delle mie converse.

Non me la sento ancora di rivelarle quello che mi è accaduto e ciò che mi spinge a comportarmi cosi.
Da allora quando sono alle feste e qualche ragazzo si avvicina, ci sto sempre fin quando non mi fa capire di voler andare oltre.
A quel punto dico che hanno capito male e me ne vado lasciandoli lì come stoccafissi. La fortuna di avere dei fratelli conosciuti è proprio quella che, quando capita che lasci qualche ragazzo nel bel mezzo della pista da ballo, loro non provano a fermarmi. Hanno tutti paura della loro reazione. 

DIFFICULT: help me dreamDove le storie prendono vita. Scoprilo ora