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Consiglio di sentire questa canzone




- NOAH POV -

«Perché non mi fai vedere la tua vera natura Noah?»
Non credo di aver sentito bene, non posso aver sentito bene.
Non posso farle vedere come sono realmente quando scopo, non sarei adatto a lei e potrei farla seriamente male.

Anche con Cassie e le altre di solito mi contengo, molto meno di come mi sono contenuto con lei, ma neanche loro probabilmente sopporterebbero tutte le mie fantasie.

«Noah mi hai sentita?» mi chiede lei vedendo che rimango fermo senza reagire.

«Andromeda non sei lucida» provo a resisterle io, anche se con tutte le provocazioni che mi ha fatto stasera inconsciamente non mi è molto facile.

«Andiamo Noah. Siamo già stati a letto insieme e non sei stato te stesso al cento per cento. Voglio conoscerti, e ciò implica anche quel lato no?» prova ancora lei, ed io so che tra poco non riuscirò più a resisterle.

La prendo di peso caricandomela in spalla.
Lei inizia a sbattermi i pugni sulla schiena, urlandomi di metterla giù, ma non la ascolto.

Spostando la porta con il piede, entro in bagno e apro il getto della doccia prima di metterla giù.

«Non ho intenzione di farmi una doccia» esclama lei lamentandosi incrociando le braccia al petto.

«Sei sicura?» non le do il tempo di metabolizzare la domanda che, afferrandola per le braccia, la sollevo di poco da terra posizionandola proprio sotto il getto d'acqua gelida.

Lei manda un urlo al contatto della sua pelle con l'acqua gelida e prova a spostarsi, ma le mie mani sulle sue braccia le impediscono di muoversi.

Per quanto mi ha provocato servirebbe anche a me una doccia fredda, e per fortuna quel po' di acqua che mi bagna le mani ed i polsi mi aiuta a concentrarmi, mantenendomi lucido.

Quando non la vedo più dimenarsi nel tentativo di liberarsi capisco che si è abituata alla temperatura dell'acqua.

Mi guarda con uno sguardo duro ma rimane in silenzio.
Solo a questo punto abbasso lo sguardo facendolo scorrere su tutto il suo corpo, e mi maledico per questo gesto subito.

La sua biancheria bianca è diventata quasi totalmente trasparente, ormai zuppa d'acqua, lasciando poco all'immaginazione.

«Merda» sussurro tra me e me sentendo l'erezione aumentare di volume.
Chiudo gli occhi per riprendermi, ma lei dev'essersene accorta perché, dopo aver abbassato lo sguardo rendendosi conto delle trasparenze, un ghigno soddisfatto le compare in volto.

«Mi sa che non sono l'unica ad aver bisogno di una doccia fredda» esclama subito prima di afferrarmi un polso e tirarmi sotto al getto con lei.

A differenza sua io ho tutti i vestiti addosso, comprese le scarpe.
A causa di queste ultime non ho aderenza al pavimento scivolando, ma, grazie ai riflessi, riesco a mantenermi con le mani poggiate alle due pareti, incastrando Andromeda nell'angolo.

Le nostre fronti si sfiorano, lei ha lo sguardo in alto, quanto basta per raggiungere i miei occhi.

Devo calmarmi, devo calmarmi, continuo a ripetermi.

È ubriaca, non posso farle questo, non sa cosa vuole davvero.

Siamo fermi così, a fissarci, mentre l'acqua continua a picchiarmi sulla mia testa, scivolandomi sul viso e cadendo su di lei.

DIFFICULT: help me dreamDove le storie prendono vita. Scoprilo ora