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Mi scuso in anticipo per eventuali errori.
Provvederò a correggerli il prima possibile.


- NOAH POV -

Non posso farlo.
Perderei il controllo e non posso permettere che accada ora. Non dopo che lui...

«And non possiamo...» le allontano le mani dal mio collo con delicatezza abbassando lo sguardo.
Mi guarda corrucciata per poi lasciar spazio alla delusione sul suo viso. «Te lo sto chiedendo io... vuol dire che andrà bene qualsiasi cosa succederà Noah, e poi ti sei già controllato una volta... la prima»

«Non è così. Non posso fare tutto ciò che voglio e se perdessi il controllo... non me lo perdonerei capisci?»
«So che non lo farai» mi sussurra abbassandosi a baciarmi delicatamente il collo.

Mi vuole, e me lo sta facendo capire in tutti i modi possibili. Ma io non riesco ad immaginare di toccarla dopo che lui le ha passato le mani addosso.

«Lui ti ha toccata ed io non c'ero. Come puoi volere questo adesso?» non capisco.
Lei si porta le mani alle tempie abbassando lo sguardo. «Perché voglio dimenticare le sue mani, ho bisogno di dimenticare Noah... ho bisogno di sentire su di me mani che voglio, che scelgo io di sentire...»

Mi lascia senza parole. «Dimmi dove vuoi sentirmi Era» non muovo un muscolo, rimango fermo a guardarla come uno stoccafisso.
Alza il viso verso di me ed io in risposta alzo le mani, lasciandole tendenti verso di lei in quel poco di spazio che separa i nostri corpi. Abbassa di nuovo gli occhi a guardarle, cogliendo il messaggio che le sto mandando con quel gesto, e le prende tra le sue, portandosele delicatamente al viso.

Le accarezzo dolcemente gli zigomi con i pollici. «Fermami...» dico guardandola negli occhi prima di scendere con le mani sul collo.
«Continua» sussurra lei guidando le mie mani verso il petto.
Non smette di guardarmi negli occhi. Due gemme ambrate sono l'unica cosa che riesce a tenermi a bada, che riesce a tenermi ancorato a lei.

L'istinto però mi tradisce, facendomi spostare lo sguardo verso il basso non appena lei poggia le mie mani sul suo seno. Quando alzo di nuovo gli occhi incastrandoli nuovamente nei suoi, sono sorpreso dal constatare che non ha mai smesso di guardarmi. Senza rompere quella connessione, inizio a palparle il seno con delicatezza, come se la potessi rompere da un momento all'altro.

Continua a guardarmi mentre prende a stringersi il labbro inferiore tra i denti, gesto che mi manda su di giri. Alzo una mano, senza muovere l'altra dal suo seno, e porto il pollice sul mento, applicando pressione quanto basta a far uscire di nuovo il labbro inferiore. «Mi stai tentando...» sussurro. Controllati, controllati!

Si sporge leggermente per posare la fronte sulla mia. «Voglio solo che continui...» sussurra quasi ansimando.
«Cazzo» mi mette a dura prova. Durissima.

La prendo di peso da sotto le cosce iniziando a baciarle il collo posizionandola nel punto in cui la mia erezione spinge contro il tessuto dei boxer.
In risposta stringe le cosce attorno ai miei fianchi, mantenendosi al mio collo. La vedo sussultare leggermente quando capisce su cosa si trova e ne sono soddisfatto.

Porto una mano sul suo collo stringendolo leggermente, impegnando tutto il mio autocontrollo a non applicare troppa pressione, e mi avvicino a dirle a fior di labbra: «Se esagero, fermami... intesi?» sono serio, e mi auguro che lei non sottovaluti le mie parole.

Con sguardo sicuro lei mi annuisce. «Lo farò»
Le credo.
Sposto la testa senza muovere la mano dal suo collo, avvicinandomi a mordere il lobo mentre le porto l'altra mano sul fianco stringendolo per spingerla verso di me.

DIFFICULT: help me dreamDove le storie prendono vita. Scoprilo ora