- ANDROMEDA POV -
Sabato mattina
Mi sveglio come sempre alle otto, anche se la sveglia suona già da mezz'ora.
Mi sporgo verso il comodino per prendere il telefono e chiuderla.
Stefanie è nel suo letto, dorme beatamente.
Mando un messaggio a mia nonna, avvisandola che la chiamerò nel pomeriggio.
Ho delle notifiche, ma non sono ancora così sveglia da concentrarmi a leggerle.
Prendo la solita brioche e, raccogliendo una tuta, vado in bagno per fare la doccia.
Mentre sono sotto l'acqua tutti i ricordi di ieri sera mi tornano in mente, anche se non sono ancora del tutto lucidi.
Ricordo me ed Elijah ballare, Josh che lo guardava male e Christian iperprotettivo come suo solito.
Poi ricordo Noah, che ballava con una ragazza bionda.
A quel ricordo mi tornano nel petto le sensazioni avute anche ieri sera.
No Andromeda, lui non ci piace.
Una volta finita la doccia, raccolgo i capelli in un asciugamano e, dopo aver messo la tuta, vado a sedermi sul letto.
Il led del telefono non smette di illuminarsi per le notifiche, così decido di leggerle.
Non ci credo, un messaggio da Elijah.
Colazione insieme! Sarò lì per le 9
Sorrido a quelle parole. Forse Stefanie ha ragione ed è serio.
Ma poi l'ansia mi assale.
Cerco di controllare quelle sensazioni prima di avere un attacco di panico e, con mio grande stupore, ci riesco.
Mi alzo e vado subito a svegliare Stef.
«Che vuoi? Lasciami dormire, oggi non abbiamo lezione» esclama lei con la voce impastata, nascondendo la testa sotto al cuscino.
Se ci vado diretta drizzerà la schiena di sicuro.
«Elijah mi ha scritto di andare a fare colazione con lui»
«Cooosaaaa?! Ovviamente ci vai! Su forza, scegliamo cosa devi mettere, non puoi andare con la tuta»
Scoppio a ridere. Almeno ha funzionato, Stef è scattata in piedi ed è già di fronte al mio armadio spalancato.
«Stefanie, metterò dei pantaloncini con la solita felpa oversize, credo vada più che bene. Non voglio mettermi in ghingheri solo per lui, e poi a quest'ora non c'è molta gente in giro, soprattutto dopo la festa di ieri»
«Smettila Andromeda» sbotta lei sorridendo.
«No smettila tu, ho già deciso tanto»
Sbuffando Stef sbatte le braccia ai lati del corpo e, tornando a stendersi sul letto, assume un'espressione corrucciata. «Che cavolo mi hai svegliata a fare allora?»
Abbasso lo sguardo. «Stavo per avere un attacco di panico»
Stefanie cambia subito espressione. «Stai bene ora?» è preoccupata.
Odio quando succede, io vorrei solo che mi distraessero, non che si preoccupassero, ma mi rendo conto che non è così semplice.
«Si sto bene... vado a cambiarmi, Elijah arriverà tra un quarto d'ora»
Prendo i miei pantaloncini di jeans, le converse verdi e la felpa grigia con la scritta Seattle.
Un quarto d'ora più tardi sono già fuori l'entrata, con solo una cuffia nell'orecchio.
«Scusa, mi aspetti da molto? Non mi partiva la macchina» vedo Elijah camminare affrettato verso di me.
«No tranquillo, sono appena scesa»
Iniziamo a camminare insieme verso la caffetteria, entrambi in silenzio, finché lui non interrompe l'imbarazzo che si sta creando nella speranza di avviare una conversazione.
«Seattle? Non l'avrei mai detto»
«Beh non mi conosci è normale»
«Sembri più una tipa da... non so... Orlando»
«Orlando?! Ma sei pazzo?» scoppio a ridere.
«Allora domani sera partite»
«Si, alla fine New York è a due ore ma il professore ci fa partire domani per darci il tempo di sistemarci, in modo che la giornata di lunedì non si perda ad ambientarci»
«Si lo so... senti volevo chiederti... martedì sera c'è l'apertura di una mostra fotografica al MoMA ed ho i biglietti... mi chiedevo se ti va di-»
«Hai i biglietti? Stiamo parlando della mostra di Cedric McVen! I biglietti sono introvabili!» mi fermo guardandolo incredula. È uno dei miei fotografi preferiti!
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DIFFICULT: help me dream
Chick-LitAndromeda Hood è una ragazza di 20 anni tormentata dal passato. Non si fida di nessuno se non dei suoi due fratelli e del suo migliore amico, ed ha sviluppato un carattere molto forte per proteggere ciò che è rimasto della sua anima. Il suo passato...
